Tassa di soggiorno, Marzetti contrario:
«Decidano gli operatori»

CIVITANOVA - Il consigliere di maggioranza e il gruppo Liberamente si esprimono negativamente sulla proposta di inserire la nuova imposta

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Sergio Marzetti

La tassa di soggiorno non piace neanche a Sergio Marzetti, ex assessore al turismo, attualmente consigliere di maggioranza che in attesa di capire cosa amministrazione e operatori intendono fare dice la sua sull’argomento che entro qualche settimana dovrà arrivare ad una decisione. A causa dell’emergenza neve è stato annullato l’incontro che era previsto oggi in comune fra gli operatori turistici e il sindaco Ciarapica e l’assessore Maika Gabellieri. Un secondo step dopo la proposta della scorsa settimana e che doveva arrivare a definire più puntualmente come e se introdurre l’imposta. «Nove anni fa quando ero assessore abbiamo deciso con Mobili sindaco di escludere l’imposta, Civitanova ha lavorato negli anni per implementare l’attrattività turistica, ma non può essere equiparata a grandi realtà come Venezia, Torino o altre città dove il turista paga». Ma Marzetti si mostra possibilista a patto di conoscere il progetto sul turismo che verrà realizzato con le entrate della tassa, circa 150mila euro e se gli operatori si mostrassero d’accordo con la scelta di introdurla. «Malgrado qualche nostro scetticismo – dice – come gruppo ci atteniamo al parere dei diretti interessati, dei soggetti della categoria. Ho parlato con il sindaco e gli ho detto le mie perplessità,  ma se la categoria troverà un accordo con l’amministrazione, con i soldi che verranno destinati a qualcosa a vantaggio della promozione turistica, noi ci adegueremo. Pensiamo che chi vive il settore sia il miglior strumento per compiere le scelte più adeguate. Vorremmo che fossero ascoltati e coinvolti albergatori, b&b e gli altri operatori dell’accoglienza, perché vivono in prima persona le problematiche». Tuttavia la scelta politica di introdurre nuove gabelle appare a Marzetti poco adatta: «in un momento in cui si parla tanto di ridurre le tasse  aggiungeremmo un’imposta in più. E’ vero che non graverà sui cittadini ma sui turisti, ma le conseguenze  potrebbero ricadere sul movimento turistico e a cascata sugli operatori, alberghieri, ma anche ristoratori e commercio, potrebbe essere penalizzante».

(l.b.)


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