“La Caduta di Costantinopoli”
al teatro Mugellini

POTENZA PICENA - Una narrazione tra storia e spettacolo multimediale (recitativo, slide animate, spezzoni di film) sull’evento che segnò nel 1453 la fine dell’impero romano d’Oriente. L’iniziativa dell’associazione culturale ‘Mediterraneo Plurale’. Regia di Stefano Cosimi

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Stefano-Cosimi

 

Domani sabato viene rappresentato al Teatro Mugellini di Potenza Picena “1453 – La Caduta di Costantinopoli” dell’associazione culturale ‘Mediterraneo Plurale’. L’associazione si occupa dei rapporti intercorsi e tuttora intercorrenti tra l’Italia e i popoli che si affacciano sul Mediterraneo, nel rispetto della realtà storica e nel segno della diversità culturale. In questa ottica, particolare attenzione è dedicata al Medio Oriente e al mondo islamico, e pure al mondo greco e alle culture dell’area adriatica. L’obiettivo di ‘Mediterraneo Plurale’ è la conoscenza dell’Altro ai fini della coesistenza, senza omologazioni o forzate “integrazioni”, ritenendo fonte d’arricchimento reciproco il mantenimento delle proprie individualità e diversità. La scelta culturale di fondo è quella di offrire uno spaccato quanto più puntuale possibile della realtà plurisecolare di incontri e scontri tra le diverse entità mediterranee, evitando l’ipocrisia del linguaggio “politicamente corretto” e delle interpretazioni di comodo. La formula di avvicinamento al pubblico è quella della lezione-spettacolo, con cui vengono dibattuti singoli “Eventi” raggruppati in “Percorsi” di carattere generale, storico, filosofico, religioso, sociologico. “1453 – La Caduta di Costantinopoli” è il titolo del primo degli eventi che l’associazione propone al pubblico. In questo episodio viene trattata – attraverso una narrativa variegata e multiforme che richiama da vicino quella di Alberto Angela nel programma “Ulisse: il piacere della scoperta”- la cronaca dell’assedio con la conquista della città di Costantinopoli da parte dei turchi ottomani, preceduta da una breve storia dell’Impero romano d’Oriente e seguita dalle considerazioni sull’impatto storico-politico della sua caduta. Ed ecco il filo dell’azione: alle una e trenta del 29 maggio 1453 scatta l’assalto finale alle mura di Costantinopoli. Quella che era stata la capitale dell’Impero Romano d’Oriente, continuatrice di una storia ultra millenaria con radici nella Roma fondata da Romolo il 21 aprile 753 a.c., regnava ormai su un territorio sempre più piccolo, circondata dalla potenza crescente dei Turchi ottomani. Nonostante le mura possenti della città che avevano retto ad innumerevoli assedi, l’imperatore Costantino XI è consapevole che la difesa affidata ad un pugno di greci e latini, tra i quali spiccano genovesi e veneziani, è disperata. Il suo giovane avversario, il Sultano Maometto II, dispone di una grande flotta, di un esercito numeroso e agguerrito e soprattutto di un’imponente artiglieria. E soprattutto sa che la sua preda, che vuole diventi la nuova e prestigiosa capitale del suo Impero, è l’ultimo ostacolo che si frappone ai propri piani di conquista dell’Europa. Dopo un intenso fuoco degli obici, tre ondate successive di soldati –prima i volontari bashi buzuk, poi i regolari anatolici e infine i temibili giannizzeri- si abbattono contro le diroccate mura della città. Il comandante generale, il genovese Giovanni Giustiniani, ferito a morte, è costretto ad abbandonare la battaglia; allora lo stesso imperatore si getta eroicamente contro la marea umana che sta valicando le mura. Il tumultuoso susseguirsi degli eventi viene raccontato con l’ausilio di slide animate, intervallate da spezzoni di un film “kolossal” turco del 2013 sull’evento (in lingua francese, con sottotitoli italiani), da interventi di attori (Costantino XI, Maometto II, la Narratrice) e da due coreografie (Danza del ventre, Morte dell’imperatore Costantino in battaglia). Il valore di questo evento risiede nella precisa e coinvolgente rievocazione di fatti storici e atmosfere d’epoca, e nella lucida capacità di inserire e presentare questi eventi all’interno della trama della Storia, fatta di corsi e ricorsi.

La regia è di Stefano Cosimi con gli attori Michela Morgoni, Giuseppe Cecere, Mattia Bartolini e Paola Cosimi, danzatrice Rosaria Di Chiara, danzatori Francesco Caldarelli, Manuela Bartolacci, Giulia Hibi, Chiara Marsiglia e Maria Sophia Caponi. Coreografia di Cecilia Franceschetti. Multimedia: Michela Morgoni, Paolo Pettinari. Tecnico audio e luci: Stefano Zagaglia. Direttore di palcoscenico: Maria Vallorani. L’intera rappresentazione si svolge nell’arco di circa 90’.

Info 339.8176979. Ingresso libero


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