Giungla delle sae,
la procura apre indagine
Caporalato: interviene
ambasciata romena

SISMA - Dopo la denuncia sulle condizioni di lavoro nelle aree delle casette, il procuratore Giorgio ha aperto un fascicolo: «La tutela dei diritti dei lavoratori rispetto ad ogni forma di sfruttamento e di sopruso costituisce una delle essenziali finalità del mio ufficio». La Cgil è stata contattata dai rappresentanti dello Stato romeno. Intanto il segretario provinciale Daniel Taddei spiega che sull'infortunio all'operaio, mai dichiarato, è stata inviata una raccomandata all'azienda e all'Inail per aprire la pratica
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di Gianluca Ginella e Giovanni De Franceschi

Dopo la segnalazione della Cgil sulla situazione nei cantieri per edificare le casette, in cui gli esponenti parlano di un operaio rimasto ferito senza essere soccorso e di un presunto caso di caporalato, la procura di Macerata apre una indagine. Reazioni anche oltre confine: l’ambasciata romena ha contattato la Cgil.

Sulla questione dei cantieri sae e dopo la segnalazione dei sindacati, interviene il procuratore Giovanni Giorgio. «A seguito delle notizie apparse sui quotidiani circa l’allarme lanciato dalla Cgil di Macerata in merito a presunte gravi irregolarità, anche di apparente rilevanza penale, avvenute presso alcuni cantieri edili costituiti per la costruzione delle “Sae” nell’Alto Maceratese, ho aperto un formale fascicolo – dice il procuratore –. La tutela dei diritti dei lavoratori rispetto ad ogni forma di sfruttamento e di sopruso costituisce una delle essenziali finalità del mio Ufficio.

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Il procuratore Giovanni Giorgio

Sarebbe stato meglio se i rappresentanti della citata organizzazione sindacale avessero segnalato riservatamente i fatti a loro conoscenza ai competenti organi di polizia giudiziaria o a quest’Ufficio, in modo da consentire lo svolgimento delle opportune indagini senza che i possibili responsabili dei presunti fatti criminosi segnalati ne fossero stati informati preventivamente a mezzo stampa». Il procuratore aggiunge inoltre che sono in corso da tempo «ad opera della polizia, della Guardia di finanza e dei carabinieri – controlli sui cantieri edili, connessi alle costruzioni post sisma. Mi rendo conto che detta attività ispettiva deve essere incrementata con l’apporto di ulteriore personale investigativo specializzato nel settore, il cui insediamento in questa provincia spero di ottenere quanto prima».

Novità sulla vicenda arrivano anche dalla Romania dopo che il sindacato aveva segnalato che alcuni lavoratori romeni venivano reclutati con la promessa, che poi non sarebbe stata mantenuta, di ottenere 50 euro al giorno. La Cgil è stata contattata direttamente dai rappresentanti dello Stato romeno in Italia. «Ci hanno ringraziato per il lavoro svolto nella lotta al caporalato – spiega il segretario provinciale della Cgil Daniel Taddei – e si sono messi a completa disposizione. Loro sono già impegnati contro il caporalato in altre regioni e settori, quello agricolo principalmente, e ci hanno assicurato che anche in questo caso cercheranno di intervenire direttamente alla fonte del problema. Prossimamente ci incontreremo a Roma per approfondire la situazione e per instaurare future collaborazioni. Intanto questo interessamento è di sicuro molto positivo».

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Da sinistra De Luca (Fillea) e Daniel Taddei

A parte questo, però, nei cantieri la situazione resta molto tesa. La Cgil parla di almeno cinque o sei lavoratori che ieri hanno lasciato il campo base di Pieve Torina: un esodo senza spiegazione apparente per i sindacalisti, che si stanno interrogando su cosa stia spingendo quelle persone ad andarsene. Che dipenda da quanto emerso dopo le denunce di lavoratori e sindacati? Al momento impossibile dirlo. Oltre ad aver parlato di un sistema opaco di scatole cinesi nei subappalti, la Cgil aveva citato il caso di due lavoratori: uno, italiano, che è stato pagato solo con acconti che valgono la metà del lavoro svolto e per di più senza busta paga; l’altro, romeno, che il 6 dicembre scorso aveva subito un infortunio senza che nessuno l’avesse denunciato. Entrambi, secondo la Cgil, sono stati allontanati. Per quanto riguarda il lavoratore romeno della Europa srl, il sindacato si è mosso in autonomia per far valere i suoi diritti. «L’azienda – continua Taddei – aveva l’obbligo di denunciare l’infortunio all’Inail entro 24 ore, ma non l’hanno fatto. Anzi quando il lavoratore ha consegnato la ricevuta del pronto soccorso, i preposti l’hanno addirittura buttata. Così abbiamo inviato noi con una raccomandata la ricevuta alla Europa srl e all’Inail, in modo che la pratica per l’infortunio fosse aperta d’ufficio. Inoltre abbiamo contattato anche i servizi ispettivi dell’Inps per far luce su questo caso in particolare e sulla situazione in generale». Il consorzio Gips, di cui fa parte la Europa srl, uno dei tanti subappalti di Arcale, ha chiesto un incontro alla Cgil per lunedì. 

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