Ceriscioli denuncia i ritardi,
ma rinuncia alla somma urgenza
e i terremotati staranno al freddo

IL COMMENTO - Le critiche alla troppa burocrazia, i rapporti conflittuali con entrambi i commissari e l'intervento del presidente dell'Anac Cantone che ha chiesto perché non siano state adottate procedure emergenziali
- caricamento letture
Print Friendly, PDF & Email

 

IMG-20170422-WA0006

 

di Fabrizio Cambriani

Diciamoci la verità, un presidente come Ceriscioli se non ci fosse bisognerebbe inventarlo. Al giro di boa del suo mandato ha rilasciato un’intervista nella quale tiene a precisare che lui sta lì, all’ultimo piano di Palazzo Raffaello, solo per uno strano scherzo del destino. La sua ambizione vera era quella di fare il segretario regionale del Partito Democratico. Ma poiché – come diceva la mamma di Forrest Gump – la vita è come una scatola di cioccolatini e non sai mai quello che ti capita, non lo hanno fatto candidare. Così ha dovuto accontentarsi e ripiegare sulla carica di presidente di Regione. Una vera iattura che con il tempo ha però metabolizzato anche bene. Tanto che se dovesse sopravvivere al terremoto – sono parole sue – ha già deciso che si ricandiderà. A meno che non voglia farlo il suo concittadino Matteo Ricci, l’attuale sindaco di Pesaro. Manco se la regione Marche fosse il loro orticello di pomodori e la successione potesse essere gestita dal notaio con un atto di mero passaggio di proprietà.

luca_ceriscioli

IL GOVERNATORE – Luca Ceriscioli

Il suo cruccio e anche punto debole è proprio il terremoto che lo ha costretto a stravolgere tutti i piani. Da parte sua, il governatore, avrebbe voluto volare alto e dedicarsi alla lungimirante programmazione, evitando il più prosaico ruolo gestionale, ma le cose sono andate – ahimè – diversamente. Che nutrisse un’evidente idiosincrasia con il sisma, lo si è percepito sin da subito. Quando, dopo la scossa del 30 ottobre, annunciò agli esterrefatti giornalisti la bellezza di ben centomila sfollati. Un numero esageratamente alto, ma che presagiva altri numerosi incidenti di percorso ben più significativi. Del tutto casuale e non voluta la circostanza che il film preferito di Ceriscioli sia “Il secondo tragico Fantozzi”.

paola_de_micheli_eranni_2-650x434-325x217

I COMMISSARRI – Paola De Micheli e Vasco Errani

Particolarmente conflittuale, anche agli occhi meno esperti, il rapporto con i commissari straordinari. Pare che non abbia mai digerito la decisione imposta dall’allora presidente del Consiglio, Renzi, il quale lo ha sottoposto alle decisioni altrui in quella che considera, appunto, una landa di sua esclusiva proprietà. Vasco Errani, da parte sua, in una ormai famosa riunione con i sindaci, accusò senza tanti complimenti, l’intera Regione Marche di immobilismo, asserendo che ci sarebbe stato bisogno di un cambio radicale di tutta la governance. Ovviamente non solo non se ne fece niente, ma fu proprio Errani ad essere accompagnato garbatamente alla porta. Le cose non vanno meglio nemmeno con la De Micheli che non vuole farsi persuasa di allargare le maglie dei danni da risarcire anche per le zone al di fuori del cratere. Segnatamente quelle rivierasche, a nord della regione. Come fosse un terremotato qualunque e non il capo della giunta regionale e soprattutto il vice commissario alla ricostruzione, Ceriscioli, l’altro giorno ha scoperto e prontamente denunciato alla pubblica opinione la complessità e la farraginosità di talune procedure burocratiche che producono enormi disagi ai terremotati. Quindi ha preso carta e penna e ha inviato alla commissaria De Micheli una lunga e circostanziata missiva in cui propone diverse modifiche all’ordinanza sulla ricostruzione leggera. Il che, tradotto in termini più semplici, sta a significare due cose: la prima le difficoltà di relazionarsi anche con la parlamentare piacentina e una conseguente presa di distanza dal suo operato. Un’altra spiegazione razionale, del resto non si ravvisa. Due persone che lavorano fianco a fianco non comunicano attraverso rapporti epistolari, ma si parlano, al massimo al telefono. La seconda è che così facendo, Ceriscioli si è visibilmente premurato di mettere, sin da ora, le mani avanti, in maniera da addossare altrove responsabilità su eventuali, probabili ritardi sulla ricostruzione leggera.

cantone-650x469-325x235

Raffaele Cantone

Benché ultimamente sia diventato tanto prolisso nell’individuare carenze, ritardi, responsabilità e di denunciarli prontamente, il governatore si dimostra molto più reticente, laconico o addirittura silente quando qualcuno lo richiama alle proprie responsabilità e prerogative. È accaduto proprio qualche giorno fa, come ha con puntualità documentato Ugo Bellesi da queste pagine, in occasione di un convegno sul codice degli appalti. A puntare il dito, contro i ritardi e i lacci burocratici è stato proprio il presidente dell’Anac in persona, Raffaele Cantone. Perché – si è chiesto il magistrato – non sono state utilizzate procedure emergenziali e di somma urgenza, visto che ve ne era la possibilità? Perché invece di denunciare le farraginose pratiche burocratiche, l’apprendista giornalista d’inchiesta Ceriscioli non ci dice come mai, assieme alla sua giunta, ha scelto di rinunciare ai molto più veloci e pratici canali emergenziali? Se, viceversa lo avesse fatto, oggi la gente, invece che bestemmiare i santi e imprecare contro il governo per il secondo inverno consecutivo, forse sarebbe stata al caldo invece che ancora al gelo e in mezzo al fango.

Ricostruire senza microzonazione metterà a rischio anche il turismo E Cantone bacchetta sui ritardi del sisma



© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page





Quotidiano Online Cronache Maceratesi - P.I. 01760000438 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 575
Direttore Responsabile: Matteo Zallocco Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale è coperto da Licenza Creative Commons

Cambia impostazioni privacy

X