Simonelli, inaugurato nuovo direzionale
“Quattro milioni investiti sul territorio,
un esempio per dare fiducia”

BELFORTE - Usate tutte le nuove tecnologie: dalla domotica all'autosufficienza energetica, grazie alla collaborazione con università e centri di ricerca. Taglio del nastro questa mattina. E' il più grande investimento nel cratere e nel 2018 nuova area di 6mila metri quadrati per la logistica. Il presidente Nando Ottavi: "Ci sentiamo ambasciatori del caffè espresso italiano". FOTO/VIDEO
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Le immagini della festa a Fonte Moreto di Belforte
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Il taglio del nastro del nuovo centro direzionale

 

di Gabriele Censi

(foto di Fabio Falcioni)

Giorno di festa per un’azienda e per un territorio: l’inaugurazione del nuovo centro direzionale della Simonelli Group a Belforte del Chienti. La nuova struttura, realizzata accanto al moderno stabilimento già in funzione da alcuni anni, completa un complesso industriale tecnologicamente avanzato su un’area di circa ventimila metri quadrati nella zona per attività produttive di Fonte Moreto al confine con Tolentino. Uno dei più consistenti investimenti realizzati dopo il terremoto del 2016 nell’area del Maceratese all’interno del cosiddetto “cratere”.

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Il saluto appassionato di Nando Ottavi

Il taglio del nastro, la benedizione del vescovo Francesco Giovanni Brugnaro, la visita all’azienda, i saluti commossi del presidente Nando Ottavi, la tavola rotonda con i rettori Francesco Adornato di Unimc e Claudio Pettinari di Unicam (non ancora insediato ma al quale Flavio Corradini ha ceduto il posto), il presidente di Confindustria Macerata Gianluca Pesarini, il presidente della Regione Luca Ceriscioli e Ermete Realacci, presidente di Symbola e della commissione Ambiente della Camera. Sono stati il programma di un evento importante che dà speranza per la rinascita produttiva del Maceratese. La parola speranza è stata citata per la prima volta proprio dal vescovo che ha precisato: “Una parola a cui va dato corpo con i fatti, altrimenti resta un semplice desiderio, è il fatto di oggi va in questa direzione, quella del lavoro che è celebrato anche dalla tradizione cristiana”.

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La benedizione del vescovo Francesco Brugnano

Il successo della Simonelli Group è di portata mondiale con vendite in 121 Paesi e un fatturato triplicato in 5 anni, ma è un successo che ha radici profonde in questa terra: “Questo investimento di 4 milioni di euro – dice Ottavi – deve essere anche un esempio per dare fiducia al nostro territorio che in questo periodo è in grossa difficoltà. Abbiamo usato tutte le nuove tecnologie, domotica e autosufficienza energetica, grazie alla collaborazione con università e centri di ricerca. Alla realizzazione hanno lavorato soprattutto progettisti e ditte locali, dalla Frau al piccolo artigiano. Vogliamo continuare su questa strada dell’innovazione e ampliare i mercati mondiali, ma resteremo qui e abbiamo già in progetto per il 2018 una nuova area destinata alla logistica di 6mila metri quadri a pochi passi da questa sede”.

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Brindisi augurale con gli ospiti

Voce rotta dall’emozione in più momenti per Ottavi leggendo il suo discorso, quando ha ricordato i suoi soci scomparsi in anni recenti, Graziano Boldrini e Sandro Feliziani e quando ha parlato del sisma che ha coinvolto anche la sua azienda costretta all’evacuazione dei locali lo scorso ottobre. Poi Ottavi ha ripercorso la storia iniziata nel 1936 da Orlando Simonelli e passando da impresa familiare a Spa e poi a gruppo che “fa sistema per vincere le nuove sfide di una competitività mondiale”.  Innovazione sempre presente fin dalle origine tanto che la macchina ideata nel 1936  in anni recenti è stata inserita dall’istituto per l’Enciclopedia Italia, Treccani, tra i 90 oggetti simbolo dell’eccellenza della produzione manifatturiera nazionale.

SimonelliGroup_Ottavi_Ceriscioli_FF-5-325x217“Ci sentiamo ambasciatori del caffè espresso italiano e nel nostro ambito produttivo anche ambasciatori dell’imprenditoria italiana, con le sue tante capacità di innovazione e creatività” conclude Ottavi che lascia poi la parola al sindaco di Belforte Roberto Paoloni. “La politica deve essere al passo con queste eccellenze imprenditoriali, bisogna intervenire sul costo del lavoro principalmente. La Simonelli è nel territorio e con il territorio, siamo orgogliosi di ospitarla, questo è un segnale di ripartenza soprattutto nell’economia reale e manifatturiera”.

SimonelliGroup_FF-11-325x217La tavola rotonda dal titolo “Coesione è competizione” è stata moderata dalla giornalista Rai Maria Francesca Alfonsi e  realizzata in collaborazione con la Fondazione Symbola.

Il dibattito si è focalizzato sulla necessità di rafforzare ogni sinergia tra istituzioni, imprese e società civile, quale insostituibile motore per lo sviluppo del territorio. Claudio Pettinari che con la sua università è presente proprio nella sede dell’azienda con un hub di ricerca ha puntato sulla cura delle risorse umane: “Bisogna coltivare i talenti che poi possono andare anche qualche anno all’estero, ma saranno ambasciatori della nostra cultura, solo così abbiamo un futuro”. Adornato elogia la  storia di successo del gruppo che “nasce da una pre-scienza che sta in queste terre e nella cultura agricola che gli appartiene e va nel mondo senza perdere le radici”. Pesarini ricorda la solitudine dell’imprenditore e la necessità di cogliere le opportunità dell’industria 4.0 “che non è solo un cambio produttivo ma anche culturale”.

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Flavio Corradini e Luca Ceriscioli

Ceriscioli ha fatto una riflessione sulle vie di comunicazione che portano sviluppo: “Per venire a Belforte ci ho impiegato solo un’ora percorrendo un tratto della Quadrilatero, strada che ha cambiato la geografia economica di questi luoghi perché porta sviluppo imprenditoriale, maggiori facilitazioni per nuovi insediamenti e farà crescere le comunità”. Riferendosi poi alla ricostruzione post sisma il presidente ha aggiunto: “Gli strumenti ci sono e altri ci saranno messi a disposizione, è importante che ogni soggetto faccia la propria parte cogliendo tutte le opportunità. La ricostruzione è un gioco di squadra per svolgere appieno il proprio ruolo e giocare al meglio la partita”. Conclude Realacci che parla con orgoglio della sua legge sui piccoli comuni approvata in via definitiva il 28 settembre: “Non è un’elemosina per disperati ma un cambio di direzione, è qui che si gioca il futuro anche dell’Italia. Da come ricostruiremo si capirà tutto. Il lavoro che manca è tutto nell’edilizia, ma serve una nuova edilizia, il patrimonio artistico, il restauro e il recupero, i nuovi materiali, sono queste le sfide che ci attendono”.

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Ermete Realacci

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