Adescamento di una 12enne,
assolto l’imputato
CINGOLI - Sotto accusa un uomo di 55 anni che aveva passato un biglietto ad una ragazzina che conosceva e una banconota da 5 euro. La difesa ha sostenuto che l'uomo in seguito a quell'episodio non aveva compiuto nessun approccio con la minore. Secondo il giudice: "Il fatto non costituisce reato"
Lascia un biglietto ad una 12enne con una banconota da cinque euro e le scrive di fargli uno squillo e poi di stracciare quello scritto. Un 55enne di Cingoli era finito sotto accusa per adescamento di una minorenne, oggi è stato assolto dal gup del tribunale di Macerata: «il fatto non costituisce reato». Secondo la ricostruzione dell’accusa (oggi il pm ha chiesto la condanna a 8 mesi per l’imputato), all’uomo capitava di incontrare la dodicenne in un bar vicino alla fermata dell’autobus che la ragazzina prendeva per andare a scuola. E proprio in quel bar, il 21 novembre del 2015, l’uomo le aveva passato un biglietto. C’era scritto il numero di cellulare dell’uomo, e poi «fai uno squillo, poi ti richiamo io. Grazie tesoro. Poi straccia il biettino (testuale, ndr)». Inoltre il 55enne aveva allegato una banconota da 5 euro. Secondo l’accusa con quello scritto il 55enne voleva ottenere prestazioni sessuali dalla minore. Sempre secondo l’accusa l’uomo si sarebbe appostato per diverse mattine alla fermata dell’autobus, guardando la 12enne con insistenza, parlandole con modi suadenti. La ragazzina, spaventata da quel biglietto, aveva raccontato tutto ai genitori che avevano denunciato l’accaduto ai carabinieri. La difesa dell’imputato, assistito dall’avvocato Marco Massei, ha sostenuto che l’uomo, dopo aver lasciato il bigliettino, non aveva tentato alcun tipo di approccio con la minorenne e che quindi non sussiste l’adescamento che deve essere legato a reati quali la pedofilia o la pedopornografia. Il 55enne aveva spiegato di aver dato i soldi alla ragazzina per fare una ricarica telefonica e di averle detto di stracciare il biglietto perché temeva che la 12enne si vergognasse se lo vedevano i suoi compagni. Oggi il gup Domenico Potetti ha assolto l’imputato. I famigliari della ragazzina si erano costituiti parte civile, assistiti dall’avvocato Maria Teresa Bonci.
