Il ministro Galletti a Macerata:
“La ricostruzione green,
è una grande opportunità”
VISITA - Il reggente del dicastero dell'Ambiente ospite di Symbola, il festival della soft economy. Al centro la Cina: "La nuova via della seta rappresenta una grossa opportunità". Messaggio del premier Gentiloni: "Il ponte tra Asia ed Europa riveste un profondo significato politico, oltre che economico". Il presidente Ermete Realacci ha sottolineato: "Il vantaggio di questo territorio è padre Matteo Ricci"

L’arrivo del ministro Galletti a Macerata, al suo fianco il prefetto Roberta Preziotti e il rettore Francesco Adornato
di Leonardo Giorgi
(foto di Fabio Falcioni)
«La ricostruzione è un percorso difficile, ma rappresenta anche una grande opportunità ambientale per il territorio». Così il ministro dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del mare, Gian Luca Galletti, a margine del convegno che ha aperto oggi al polo Pantaleoni dell’Università di Macerata il Festival della soft economy di Symbola. Un incontro sulla Cina (“Ambiente e cultura sulla nuova via della seta”) che, tra i vari argomenti, si è concentrato sul rapporto economico-ambientale tra Italia e il paese asiatico. Il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, ha inviato il suo saluto alla manifestazione sottolineando l’importanza del rapporto con l’Oriente.
Un rapporto che presenta nuove possibilità alla luce dell’abbandono degli Stati Uniti dei Trattati di Parigi, con la Cina come prima potenza alla guida degli stati del G7 legati dal patto ecologico. «Europa e Cina sono destinati a prendere la leadership per quanto riguarda gli accordi di Parigi del 2015 – ha ribadito il ministro -. In Italia tra l’altro vediamo bene cosa porta i cambiamenti climatici. Il 21esimo secolo sarà caratterizzato dalla competizione sui temi economico-ambientali. Chi capisce questo per primo avrà un vantaggio enorme lungo tutto il secolo. La Cina tra l’altro è impegnata ora in sfide che noi abbiamo già affrontato nella metà del secolo, per esempio con la bonifica dei territori e la gestione dell’acqua. E’ un Paese difficile dove entrare con le nostre imprese – ha precisato Galletti -, piccolissime rispetto al mercato asiatico. Ma la nuova via della seta rappresenta una grande opportunità culturale sia per la Cina che per noi».
E in tutto questo Macerata può avere qualche passo di vantaggio rispetto al resto del territorio nazionale. «Nel Millenium center di Pechino – sottolinea il presidente della fondazione Symbola, Ermete Realacci – immenso edificio illuminato dalla iGuzzini, sono presenti due sole immagini di personaggi non cinesi, entrambi italiani. Uno è Marco Polo, l’altro è padre Matteo Ricci, amatissimo in Cina». Proprio ieri il sindaco di Macerata, Romano Carancini, aveva affermato che per puntare ad essere capitale della cultura nel 2020 uno degli strumenti di comunicazione con l’Est da utilizzare dovrebbe essere Matteo Ricci, gesuita maceratese (leggi l’articolo). Un’influenza talmente grande, quella di Ricci sulla Cina, che passa anche attraverso strumenti tecnologici usati quotidianamente da centinaia di milioni di persone. «Matteo Ricci – spiega Realacci – è praticamente la base su cui i cinesi hanno sistemato i simboli nel palmare. Non potendo ovviamente inserire tutti gli ideogrammi in uno schermo, hanno utilizzato la semplificazione fonetica che era stata ideata proprio dal maceratese».
«Siamo in una fase – ha scritto il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, in un messaggio inviato ai relatori del convegno di Symbola – nella quale assistiamo alla tentazione di rinunciare a molte conquiste degli ultimi decenni, costruiti sui pilastri dell’economia e della società aperta. Di fronte a questi rischi, il progetto della “nuova via della seta” – il tema dell’incontro di oggi – lancia un messaggio importante: una parte del mondo si riunisce intorno all’idea di un rilancio della connettività e delle relazioni tra l’Asia e l’Europa con uno sguardo attento nei confronti dell’Africa. E’ una sfida che il nostro continente deve saper cogliere, nella consapevolezza che la costruzione di questo ponte tra Asia ed Europa riveste, in questa fase, un profondo significato politico, oltre che economico».



