Cuochi in gara
con la carne marchigiana
MACERATA - Terza edizione del premio Cesaritti organizzato dall'Accademia italiana della cucina al ristorante Le Case
“Cucinare un buon piatto di carne non è poi così difficile, basta saper scegliere materie di prima qualità e sopratutto i tagli adatti alle diverse tipologie di cottura e preparazione. Arrosti, scaloppine, bolliti… sono tante e gustosissime le ricette a base di carne della tradizione culinaria italiana”. E naturalmente marchigiana. Indicazioni, quelle virgolettate, contenute nel bel libretto ‘di sala’, quasi un vademecum per massaie volenterose, presente nella scintillante serata che al ristorante ‘Le Case’ ha concluso il lungo work progress, a cura del simposiarca dottor Gianni Cammertoni, previsto dalla terza. edizione del Premio di cultura gastronomica ‘Ugo Cesaritti’ per i migliori piatti di carne e seconda Taglio della spalla di una scottona Igp di razza bovina.
Manifestazioni organizzate dall’Accademia Italiana della Cucina (Aic). Nella giuria presieduta da Piergiorgio Angelini, direttore del centro studi territoriale dell’associazione: Mauro Magagnini coordinatore regionale, Ugo Bellesi, delegato di Macerata, Sergio Branciari, vicedelegato, Fabio Torresi, delegazione di Fermo, Franco Fabietti, delegato BovinMarche e il giornalista Maurizio Verdenelli. Alla serata finale, presenti il consigliere nazionale Aic, Mimmo D’Alessio e il presidente onorario professor Giovanni Ballarini che ha fatto precedere il banchetto da una sua applaudita relazione su importanti capitoli della storia della gastronomia italiana.
Una preziosa, squisita kermesse che ha visto Mauro Donati dello storico ristorante-osteria Orsolina di Fermo ) vincere il premio per il miglior piatto costituito dallo “stufato di reale di scottona marchigiana al vino cotto”. L’agrichef Elisabetta Gabrielloni dell’agriturismo “Al Crepuscolo” di Recanati, all’ombra del castello di Montefiore, ha vinto il premio per la migliore valorizzazione della tradizione con il piatto “Tagliatelle di casa con ragù di fesone di spalla e puntine di scottona marchigiana, erbe strascinate e pecorino fuso”.
Così buone le tagliatelle di casa Gabrielloni (con Elisabetta c’è la sorella Gabriella, ‘signore’ dell’olio marchigiano premiatissimo in Italia) che violando l’aura regola dei concorsi, i camerieri de ‘Le Case’, a grande richiesta, l’hanno ‘ripassate’ nonostante il severo sguardo del professor Ballarini. Antonio Di Guglielmo del ristorante “Amaranto’s” di Castelfidardo ha, da parte sua, meritato il premio per l’originalità del piatto costituito da “Millefoglie di pane, fracosta di scottona marchigiana, erbe strascinate e pecorino fuso”. Un quarto premio è andato allo chef Reald Prifti (assente giustificato a causa di un concomitante impegno professionale) del ristorante “Coba” di Porto S.Giorgio per l’originale interpretazione del “carpaccio di marchigiana con patata viola e nero estivo”.
Pergamene, di plauso per la collaborazione offerta al “Premio Ugo Cesaritti”, sono andate a Paolo Laudisio di Bovinmarche e a Roberto Cesari di Agrifactory (Macerata) ancora una volta fornitori preziosi e molto apprezzati del ‘Cesaritti’. Che nella prospettiva della quarta edizione avrebbe in serbo, altre e naturalmente gustose novità: parola di Cammertoni, immaginifico (capo) veterinario e regista ‘dietro le quinte’.






















