La ricostruzione sul Balcone,
Saltamartini ospita Di Stefano
CINGOLI - Insieme al deputato di centro destra, il primo cittadino ha fatto il punto sulla situazione del territorio a sette mesi dalle scosse di ottobre: " A Roma si sono dimenticati del terremoto". Tra i temi toccati, la riapertura del ponte di Castreccioni, la ristrutturazione delle scuole e il potenziamento dell'ospedale

Da sinistra a destra, l’onorevole Fabrizio Di Stefano, il capogruppo di Forza Italia a Macerata, Fabio Pistarelli, e il sindaco di Cingoli, Filippo Saltamartini, che mostra gli interventi effettuati alla torre del municipio di piazza Vittorio Emanuele II

Da sinistra il vice sindaco Gianluigi Ippoliti, Fabio Pistarelli, Filippo Saltamartini, l’assessore Pamela Gigli, l’onorevole Di Stefano e l’assessore Gilberto Giannobi
di Leonardo Giorgi
La riapertura del ponte, la ristrutturazione delle scuole, il potenziamento dell’ospedale e il ritorno di due importanti opere sul loro territorio d’origine. Sono questi i punti su cui si fonda la ripartenza di Cingoli dopo il terremoto di ottobre che, pur non mettendo in ginocchio il Balcone delle Marche, ha provocato danni a diverse strutture fondamentali del comune. I prossimi passi della ricostruzione sono stati elencati questa mattina in municipio dal sindaco Filippo Saltamartini. Insieme all’ex senatore, anche l’onorevole Fabrizio Di Stefano e Fabio Pistarelli, rispettivamente deputato referente del problema sisma in Parlamento per il centro destra e capogruppo di Forza Italia nel consiglio comunale di Macerata. «Il 30 maggio – sottolinea Saltamartini – saranno aperte le buste per l’affidamento dei lavori di sistemazione del viadotto di Castreccioni e, se non ci saranno problemi, i lavori inizieranno per metà giugno. Grazie a fondi regionali sono poi in arrivo 14 milioni di euro per la creazione di un rinnovato polo scolastico che include la ristrutturazione delle sedi dell’istituto alberghiero Varnelli e del liceo Leopardi (attualmente spostato nei locali dell’ex seminario di Cingoli ndr). Per l’ospedale infine, dopo una lunga battaglia è stato approvato il nuovo orario del Cup. Invece che chiudere alle 11, lo sportello resterà aperto fino alle 12,30. Nelle prossime settimane arriveranno inoltre, nel reparto di lungodegenza, due nuovi fisioterapisti». Un’altra attesa novità è rappresentata dallo spostamento del capolavoro di Lorenzo Lotto custodito a Cingoli, la Madonna del Rosario. Il quadro, prima del sisma, era visitabile nella chiesa di San Domenico, ora inagibile. Martedì prossimo, spiega il primo cittadino, «l’opera verrà trasportata insieme ai carabinieri nella sala degli Stemmi del municipio. Insieme ad essa, anche il quadro “Stimmate di San Francesco”, che torna a Cingoli dopo due secoli. Venne prima trafugato da Napoleone e portato in Francia, attualmente è conservato a Brera. Siamo quindi pronti ad aprire questo polo museale in circa un mese di tempo».

Visita all’ospedale di Cingoli

Saltamartini però, non dimentica di ricordare all’onorevole Di Stefano che «le attività economiche sul territorio sono sparite. Gli accertamenti per la verifica dei danni sono lenti e sono arrivate nel corso dei mesi più di 1300 richieste di sopralluogo». Il deputato riconosce la lentezza del governo nel gestire l’emergenza sisma, portando l’esempio del terremoto del 2009 in Abruzzo. «Essendo abruzzese ho vissuto purtroppo due grandi terremoti in sette anni – racconta Di Stefano -. Per rendersi conto della situazione attuale, nel 2009, 22 giorni dopo il terremoto del 6 aprile, era già pronto il decreto legge che ha stanziato 10 miliardi di fondi per l’emergenza. Ad oggi ad Amatrice ci sono appena 24 casette di legno. Si agiva tramite ordinanze e la Protezione civile funzionava bene. Ora abbiamo un conflitto di competenze tra il commissario per la ricostruzione e la gestione dell’emergenza. E il bello è che i presidenti di Regione dei territori interessati, tutti vicini alla corrente politica del Governo, non battono mai i pugni e si affiancano all’immobilismo dello Stato». Intanto nella prossima manovrina da 3,4 miliardi di euro, l’onorevole Di Stefano ha inserito due emendamenti che aiutano i Comuni a ricevere in modo più celere le risorse già investite per i danni del terremoto e snellisce la richiesta di fondi per ulteriori interventi. Ma, secondo Di Stefano, il problema principale è un altro. «A Roma, il problema del terremoto 2016 è praticamente una cosa già passata – avverte l’onorevole -. Per il governo è una questione non più prioritaria. E’ una cosa drammatica, e se neanche i presidenti di Regione dicono qualcosa, bisogna che la gente torni a Roma a far sentire la propria voce».