Ceri eugubini a Passo Treia
per Sant’Ubaldo
FESTA - Grande partecipazione per la suggestiva processione fino alla chiesa della Natività (l'edificio intitolato al patrono è gravemente danneggiato dal terremoto)

L’arrivo dei ceri davanti alla chiesa della Natività
Partecipazione, devozione e sorpresa. Sono solo alcuni dei sentimenti provati dalla comunità passotreiese riunitasi ieri sera, martedì 16 maggio, per festeggiare il patrono Sant’Ubaldo. Una ricorrenza rimasta sottotraccia per alcuni anni e ripresa dapprima dal parroco don Ariel Veloz e ora da don Gabriele Crucianelli. Volontà evidente rappresentata dagli omaggi che la popolazione, accorsa numerosa, ha voluto dedicare al santo, così come la chiesa intitolata a suo nome in corso Garibaldi, danneggiata gravemente dal terremoto del 2016, e a Gubbio. Dopo ieri sera, infatti, la città umbra e le Marche sono più vicine. Il calendario dei festeggiamenti era stato aperto, domenica 14 maggio, da don Angelo Fanucci, tra i più importanti biografi di sant’Ubaldo, e si è concluso con l’omaggio dei ceri caratterizzato dall’originalità di tre pregevoli manufatti assemblati per l’occasione. Partito dalla piazza antistante la scuola Primaria della frazione, il corteo si è radunato al suono dei tamburi degli sbandieratori di Montecassiano, artefici di uno spettacolo davvero coinvolgente per le vie della città.
L’associazionismo religioso, laico e sportivo ha poi raggiunto i ceri, delle dimensioni di oltre 2 metri, per poi portarli a spalla verso la chiesa della Natività accompagnati dei fedeli. I ceri rappresentano le zone di Passo di Treia e altrettanti simboli di devozione: il “Beato Pietro”, la “Santa Croce” e la “Madonna del Ponte”. Giunti in piazza Tarcisio Carboni, don Crucianelli ha benedetto la folla accorsa e le candele accese e protese nell’omaggio al santo, prima di concludere in chiesa, per la messa, una giornata che ha riacceso nei passotreiesi la luce di una devozione sopita ma mai spenta.
(foto di Genesio Medori)







