Non è forse un essere umano
anche una ragazza “squillo”?
Una curiosa vicenda capitata a Civitanova la dice lunga sui limiti di certi costumi correnti
di Giancarlo Liuti
Il cliente di una giovane “squillo” le cui prestazioni, a suo dire, “non l’hanno soddisfatto” esige la restituzione di quanto già pagato e al di lei rifiuto le porta via lo Smartphone. Ovviamente si era trattato di rapporti licenziosi, cioè contrari al comune senso del pudore e quindi non meritevoli di considerazioni d’alta finezza morale. Ma pure questi rapporti, specie nel mondo di oggi, fanno parte delle normali modalità del commercio e ne debbono rispettare le regole, tanto che tale caso può esser paragonato in tutto e per tutto a quello del cliente di un ristorante.
Cominciamo allora dalle prestazioni, ossia dal menù. E’ probabile, infatti, che la giovane “squillo” abbia un “menù erotico” comprendente le varie specialità della casa e il prezzo di ciascuna di esse, per cui il nostro cliente ne avrebbe dovuto tener conto scegliendo quelle più o meno costose in base alle proprie disponibilità finanziarie, ma può darsi che si sia lasciato sopraffare dall’appetito – cioè dalla gola o, meglio, dall’impeto di altre parti del corpo – e al momento di pagare si sia trovato a corto di soldi. Proseguendo nel paragone col ristorante, diciamo insomma che lui s’è voracemente pappato un piatto di spaghetti alle vongole, una bistecca alla brace e, da ultimo, un “tiramisù” accompagnato da un caffè e da un bicchierino di vodka, con un conto finale piuttosto pesante da pagare. Tuttavia l’ha dovuto saldare altrimenti il proprietario del ristorante si sarebbe rivolto ai carabinieri.
E ora torniamo al discorso iniziale. Speculando furbescamente e disonestamente sul bassissimo prestigio pubblico di una “squillo”, il suddetto cliente si è astenuto dal pagare il dovuto dicendo semplicemente di non essere stato “soddisfatto”, una parola questa che non avrebbe avuto alcun senso nel caso del ristorante ma che invece, facendo leva sul discredito sociale di quella giovane donna, il senso ce l’ha avuto ed è stato decisivo. Una “squillo”, insomma, non è una “persona” come le altre ma una spregevole “cosa”che se non “soddisfa” va trattata quasi con schifo. Non sto ammirando, intendiamoci, il “mestiere” di quella ragazza. Sto semplicemente dicendo che nel comportamento del suo cliente c’è stato, secondo me, un livello etico molto basso.
Cliente insoddisfatto della squillo, chiede risarcimento e le prende il cellulare

Siamo tutti essere umani degni di ogni rispetto lavoro….. professione…….orientamento sessuale …religione….colore della pelle …..di tutto e di più …rispetto siamo esseri umani .
E noi che si pensava che il tizio oltre a donarci un fiore di etica virtù c’avesse anche fornito una lezione di grande signorilità.
C’è chi l’amore lo fa per noia
Chi se lo sceglie per professione
Bocca di rosa né l’uno né l’altro
Lei lo faceva per passione
Questa Liuti, potrebbe essere la prostituta ideale per ogni cliente che a sua volta dovrebbe essere sempre gentile e generoso. Cosicché il cliente sarebbe sempre soddisfatto e la signora pure. Ma in realtà ,in questo mestiere c’è e succede di tutto. Ma il punto che non dovrebbe mai essere trasgredito è quello di non sapere interpretare dai due il ruolo che questo tipo di rapporti esige ossia una recitazione in un film che benché in genere è un brevissimo cortometraggio deve essere interpretato nei migliori dei modi. Il cliente deve avere la sensazione di avere avuto un rapporto reale tra due persone che si incontrano per scambiarsi momenti di piacere dove il denaro è solo una formalità, una gratificazione, un incentivo e comunque il gesto meno vicino a quello che si fa quando si lasciano i soldi a casa per moglie e figli , per essere in cambio servito ed accudito, bensì un regalino che si fa all’amante per comprare un anellino o un profumo. E la signora deve interpretare il ruolo dell’amante che finalmente si congiunge all’amato tanto sospirato. Ma in realtà può succedere di tutto in questi amplessi fuggevoli. L’attrice può non riuscire a non tradire il disgusto per quello che sta facendo o non dare al cliente la soddisfazione che cerca o che vorrebbe, che può essere fatta da tante sfumature, una delle quali, la più importante di sentirsi solo un oggetto per far soldi e che prima finisce, prima lascia il posto ad un altro cliente. Naturalmente questa è solo una delle situazioni che si creano. Per una relazione, che dovrebbe essere una semplice transazione commerciale come dice Liuti ( mi pare ), ci sono talmente tante di quelle variabili da trasformare questo semplice accordo tra le parti in qualsiasi cosa, persino in tragedia, o nella maleducazione più sfrontata o da elementi che fanno diventare buon padri di famiglia in bestie perché vogliono comprare un prodotto che non può deludere e tante di quelle sfaccettature per cui ci si sarebbero da fare mille ipotesi. Nello specifico caso, cosa sia successo veramente non lo possiamo sapere, di certo se il cliente ha consumato, soddisfatto o no ha già pagato, quindi per usare il ristorante come paragone, lì si paga dopo e se la bistecca fa schifo ci si può rifiutare di pagarla, ma deve essere solo assaggiata e non divorata. E’ il mestiere più antico del mondo, non basterebbe una enciclopedia per raccontare le mille sfaccettature che avranno reso diverso un pur semplice atto economico, complicato dalla funzionalità mentale dei soggetti in questione. Liuti,non ho capito quella bistecca alla brace che presumo di carne o non di tonno o pescecane, quindi avrei fatto seguire la classica grigliata di pesce o una bella frittura di calamari. Forse in questo suo menù non ho raccolto il messaggio? Buona Domenica Sig. Liuti a lei ed ai commentatori in post che rendono CM più gradevole da leggere.
la garanzia “soddisfatti o rimborsati” viene riconosciuta a determinate condizioni stabilite dal venditore nel contratto, al verificarsi delle quali egli si obbliga a rimborsare la somma pagata dall’acquirente. Tale garanzia serve ad evitare che difetti non visibili o caratteristiche del bene non corrispondenti a quelle reclamizzate possano pregiudicare la posizione del compratore che ha effettuato l’acquisto.
Alcune domande sorgono spontanee:
la percezione di una difettosità vulvare deve essere considerata un problema oggettivo o soggettivo?
una prostituta rumena in Romania per un diverbio con un cliente avrebbe chiamato le forze dell’ordine?
perché un folignate deve venire a Civitanova per consumare un rapporto mercenario?
sig. Liuti, mi scusi la franchezza, ma Lei è un giornalista o un filosofo? Visto che è un giornalista iscritto all’Albo dei Giornalisti, perché non prova a fare il giornalista, illustrando fatti e sviluppando inchieste?