Terzo decreto sisma,
23 milioni per le imprese
C’è la pensione pesante

TERREMOTO - Accolti in Commissione ambiente una serie di emendamenti. Per le zone franche tutto rimandato: il governo entro un mese presenterà una proposta che tenga conto delle norme Ue. L'onorevole Carrescia: "Va definita la copertura finanziaria"
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L’onorevole Carrescia

 

di Federica Nardi

Subito un sostegno di 23 milioni di euro alle aziende che hanno perso fatturato per i danni indiretti del sisma come lo spopolamento, busta paga pesante anche per i pensionati e con più rate a disposizione per pagare i tributi, possibilità di aumentare l’indennizzo dei sindaci nei piccoli comuni colpiti dal sisma. Questi alcuni degli emendamenti presentati dal gruppo Pd e accolti ieri notte in Commissione ambiente. Le proposte di modifica erano nate dal confronto con i territori e con chi vive ogni giorno i disagi del sisma. A spiegare nel dettaglio uno dei promotori degli emendamenti, il deputato Piergiorgio Carrescia, che chiarisce anche che fine farà la zona franca: “Il governo ci ha chiesto di ritirare tutti gli emendamenti e si è impegnato nel giro di un mese a presentare una proposta di zona franca che tenga conto delle norme europee. Non si può infatti pensare a una zona franca per tutto il centro Italia, va studiata nel dettaglio e serve un accordo con l’Unione europea. Il problema maggiore è la quantificazione dell’impatto economico per il minor gettito che arriverebbe alle casse statali: va definito e va data una copertura finanziaria”. Tra gli emendamenti accolti anche quello che destina l’8 per mille statale al recupero dei beni culturali per i prossimi dieci anni (leggi l’articolo).

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Un negozio a Tolentino

DANNI INDIRETTI – La novità maggiore riguarda in ogni caso tutte quelle imprese che non hanno avuto danni diretti dalle scosse, come crolli o inagibilità delle sedi, ma che hanno comunque perso fatturato per cause indirette, prima tra tutte lo spopolamento. Per loro l’emendamento approvato parla chiaro: se l’azienda dimostra di aver perso almeno il 40 percento del fatturato per cause legate al sisma il governo la sosterrà. Il finanziamento complessivo previsto inizialmente dal governo, che potrà essere aumentato a seconda della necessità, è di 23 milioni di euro. Potranno fare richiesta tutte le aziende che hanno sede da almeno 6 mesi in una provincia che abbia almeno un Comune nel cratere. Insomma anche una ditta di Ancona, se dimostrasse che la diminuzione di fatturato dipende dal sisma, potrebbe accedere ai finanziamenti.

BUSTA PAGA PESANTE – La Commissione ha chiarito che la busta paga pesante spetta anche ai pensionati, un punto rimasto ambiguo finora. Il termine ultimo per l’avvio della restituzione dei tributi non pagati resta il 17 dicembre 2017 ma la rateizzazione verrà definita con un decreto del ministero delle Finanze. Un provvedimento che, anche se ritardasse, sarebbe comunque sostituito da quanto già previsto dal codice dei contribuenti, e cioè che il dovuto può essere rateizzato per 18 mesi. “Puntiamo – dice Carrescia – ad andare anche oltre. In ogni caso l’ipotesi di restituire tutto insieme è scongiurata”.

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Villa Sant’Antonio (Visso)

SINDACI LAVORATORI – Nei comuni del cratere con meno di 5mila abitanti che hanno ancora almeno una zona rossa e dove il sindaco lavora, il Comune potrà aumentare l’indennità del primo cittadino. Questo perché la legge prevede, se si lavora, di assentarsi per lo svolgimento della funzione di sindaco per 48 ore al mese. Una previsione quasi impossibile per chi deve gestire da mesi quotidianamente l’emergenza e il post emergenza terremoto. Gli oneri di un eventuale aumento dell’indennità sarebbero a carico del Comune.

MACERIE E RIFIUTI – Parte degli emendamenti approvati riguardano i rifiuti, le imprese che li trattano e lo smaltimento delle macerie. Per queste ultime è stata prevista una semplificazione: laddove possibile, se ci sono impianti per il trattamento disponibili nelle vicinanze, l’emendamento prevede che le macerie siano portate direttamente lì senza passare dalla fase di stoccaggio. Il governo ha pensato anche alle imprese che gestiscono i rifiuti e che entro il 30 aprile dovrebbero inviare il Modello unico di dichiarazione ambientale (Mud), una sorta di denuncia dei redditi, a pena di sanzioni economiche rilevanti. Per le ditte che non hanno i dati a disposizione a causa del sisma che ha messo ko database e archivi, c’è la possibilità di prorogare il termine o di inviare una dichiarazione sostitutiva dove si segnala l’impossibilità di inviare i dati a causa dei danni provocati dal terremoto. Ultima previsione quella che toglie ai Comuni del cratere l’obbligo di pagare l’addizionale sui rifiuti in discarica (20 euro a tonnellata, 24 se la differenziata nel Comune è sotto il 65 percento). Considerando che le macerie pesano molto e la percentuale di differenziata è sicuramente scesa nei Comuni colpiti dal sisma, si tratta di una spesa non indifferente da cui i Comuni saranno esentati.

CONTRATTI DI SVILUPPO TERRITORIALE – Saranno gestiti dall’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo dell’impresa (Invitalia). L’emendamento prevede particolari accordi di programma con questa agenzia per finanziare interventi nei territori colpiti dal sisma.

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