Maceratese, i legali: “closing vicino
ma il Comune fa azione di disturbo”
Il club chiede all’ente 91mila euro

LEGA PRO - Gli avvocati Giancarlo e Massimo Nascimbeni hanno replicato alla scelta della giunta di recuperare i crediti dei canoni per lo stadio. La società biancorossa lamenta il ridotto uso dell'Helvia Recina e mancati incassi perché in estate non si sono disputate sul manto dell'impianto di via Dei Velini una partita di coppa Italia e 4 amichevoli
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Gli avvocati della Maceratese Massimo e Giancarlo Nascimbeni

Gli avvocati della Maceratese Massimo e Giancarlo Nascimbeni

 

di Gianluca Ginella

«Il closing per la cessione della Maceratese è vicino, quella del Comune è una azione di disturbo. E’ il club ad essere creditore verso il Comune per l’utilizzo ridotto dello stadio Helvia Recina». Così gli avvocati Giancarlo Nascimbeni e Massimo Nascimbeni, legali della Maceratese, che replicano alla mossa del Comune di affidare all’avvocato Carlo Buongarzone l’incarico per il recupero di crediti che il club biancorosso avrebbe per la concessione dello stadio (in tutto, a detta dell’ente, si tratterebbe di 37.878 euro). I legali però sottolineano che l’iniziativa della giunta «contrasta con gli intenti conciliativi concordemente manifestati dai sottoscritti legali e dal dottor Gianluca Puliti, dirigente responsabile del procedimento, in occasione della consegna al Comune, avvenuta il 2 settembre, della fideiussione e delle polizze assicurative a garanzia del canone per la corrente stagione sportiva 2016/2017». Gli avvocati il 22 gennaio scorso, quindi prima della scadenza della convenzione per il pagamento della prima rata per la stagione 2015-2016, avevano inviato via pec la richiesta di riduzione del canone d’affitto dello stadio lamentando inadempimenti da parte del Comune.

Lo stadio Helvia Recina

Lo stadio Helvia Recina

La società si ritiene danneggiata per l’uso ridotto dell’impianto, «pari al 35%» in meno del monte orario complessivo, a cui si aggiungono i costi sopportati per l’utilizzo di altri impianti, «nonché per la mancata disputa, con conseguente danno patrimoniale, della gara casalinga di Coppa Italia Tim contro il Campodarsego e di quattro amichevoli estive, cui la Maceratese aveva diritto in base alla convenzione del 29.8.2015, a causa dell’indisponibilità, non preannunciata, dell’Helvia Recina nel corso dell’estate appena trascorsa». Fatti, questi, che «determinano addirittura un credito della società sportiva, sul cui importo i sottoscritti legali si sono sempre dichiarati disponibili con il dottor Puliti a trovare una soluzione transattiva». Il club ritiene, sommato tutto, che il Comune sia debitore di 100mila euro che, al netto di quello che ritengono l’importo effettivo per la seconda rata del canone per la prima annualità (8.750 euro), diventano 91.250 euro. Questo quanto oggi hanno chiesto i legali con una pec inviata al Comune. Non dovessero andare a buon fine le richieste, si riservano di tutelare il club in sede giudiziaria. «La notizia diffusa a mezzo stampa dell’incarico conferito ad un legale viola l’impegno di riservatezza che noi professionisti, d’intesa con il dottor Puliti, abbiamo assunto e che risulta rispettato solo dagli scriventi e dalla società sportiva da loro rappresentata – scrivono i legali -. Tale diffusione è ancor più grave se si considera che il dottor Puliti e la stessa amministrazione comunale sono stati portati a conoscenza del fatto che da due mesi circa si sta trattando la cessione del pacchetto di maggioranza delle quote della S.S. Maceratese Srl, cessione che sta raggiungendo l’auspicato closing. L’iniziativa improvvidamente adottata dal Comune di dare notizia pubblica dell’avvio di una procedura monitoria va, quindi, interpretata inequivocabilmente come azione di disturbo del concretizzarsi della legittima decisione della proprietà di cedere le proprie quote di maggioranza della società». A trattare il club, secondo quanto anticipato da Cronache Maceratesi, sarebbe un imprenditore italo-svizzero che lavora nel campo del legno. 



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