Il grido degli ‘esclusi’, Baroni:
“Il decreto ha smembrato un territorio
tagliando fuori noi, Camerino e Serravalle”

L'ALTO MACERATESE RICOMINCIA DA 3 - Il sindaco di Muccia con Pasqui che si fa paladino delle revanches della gran parte del territorio varanesco. Venanzo Ronchetti: "Il mio paese, epicentro del sisma di 19 anni fa, sta morendo letteralmente". A Montecassiano un incontro con l'assessore regionale Sciapichetti e il capo della Protezione civile Spuri che racconta un episodio commovente vissuto ad Arquata. 'I ragazzi del '97'
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Venanzo Ronchetti, Leonardo Catena, Maurizio Verdenelli e Cesare Spuri a Montecassiano

 

di Maurizio Verdenelli

(foto di Genesio Medori e Luciano Carletti)

Noi gli esclusi. “Lo siamo in tutti i sensi, con il mancato inserimento tra i comuni del cratere”. E’ il j’accuse doloroso del sindaco Mario Baroni. “E pensare che nel ’97 Muccia è stato il comune-martire per antonomasia: quello che ha avuto più danni. E che, insieme con Serravalle di Chienti, siamo in Classe 1 nella speciale e poco rassicurante graduatoria dei territori municipali più a rischio”.

E’ vero, ma danni dal terremoto del 24 agosto li avete avuti? 

“Ma certo! Siamo una piccola comunità di appena 930 abitanti e sono stati richiesti ben 210 sopralluoghi: in pratica quasi tutti gli edifici di civile abitazione. Di questi solo una novantina sono stati effettuati: vedremo alla fine quanti danni abbiamo avuto e se dunque avremo tutte le carte ‘in regola’ per far parte del ‘cratere’. Pensi che dobbiamo ancora fare le rifiniture allo stabile ristrutturato che ospita il municipio, gravemente lesionato 19 anni fa. Tanto che metà degli uffici comunali sono in affitto. Per quanto riguarda il patrimonio edilizio privato, ad avere lesioni sono state tutte le case non ‘aggiustate’ nel ’97. Senza contare che per quanto riguarda le seconda case, ammesse al finanziamento, i proprietari che hanno tirato fuori i soldi sicuri del rimborso sono rimasti, come noto, delusi”.

 

Mario Baroni, sindaco di Muccia

Mario Baroni, sindaco di Muccia

Che vi ha detto il commissario Vasco Errani nel summit degli ‘esclusi’ convocato da Ornella Formica a Colmurano?

“Vuole sapere una cosa? Non ci hanno invitato! Sapevamo, attraverso il passa-parola, che ci sarebbe stato questo incontro. Potevamo presentarci, ospiti inattesi, certo: ma abbiamo ancora una dignità. Non abbiamo voluto fare la figura degli intrusi. Ma ora basta!”.

Chi non buttereste giù dalla torre, il simbolo della sua lista civica con cui è stato rieletto a maggio?

La Regione non la salviamo certo! Siamo tuttavia con Gianluca Pasqui, il sindaco di Camerino che difende la sua città ed insieme Muccia, Serravalle di Chienti e Montecavallo. E fa bene perché difende l’università ed insieme un’intera area: quella che storicamente faceva capo al ducato dei Varano. Letteralmente ‘decapitato’, salvando solo monconi (il riferimento è per Pieve Torina) senza alcun riguardo all’identità territoriale, antica di secoli e, circa i giorni nostri, alla comunità montana dei Sibillini. E non dimentichiamo il progetto di riqualificazione delle aree interne di cui l’Alto Maceratese (lo so, il professor Giacomo Boccanera direbbe che non esiste il ‘topos’) prevede un sostegno per queste nostre comunità svantaggiate. Invece niente!”.

incontro-terremoto-montecassiano-foto-carletti-4Ed allora ricominciate da tre…?

“Certo con Camerino, Serravalle e Montecavallo. Per Muccia era l’occasione giusta per una riqualificazione definitiva. La superstrada ci ha un po’ tagliato fuori, penalizzando gravemente, ad esempio, la ristorazione del luogo che nei decenni ha meritato apprezzamento e buona tradizione. Non a caso Enrico Mattei aveva scelto lo strategico ‘passaggio’ muccese per uno dei suoi celebri MotelAgip. Con il terremoto di fine agosto il danno all’economia è palpabile: avevamo tanti turisti romani che tradizionalmente restavano fino a settembre alle varie feste di montagna, a cominciare da Massaprofoglio. Dopo la prima scossa, si sono comprensibilmente volatilizzati. E con il loro l’intero movimento turistico”.

Nel suo gonfalone, Muccia si fregia della mano nel fuoco di Muzio Scevola, ‘laica divinità eponima’. Chi è Porsenna per lei, ora?

“Lasciamo perdere: gli etruschi stanno ad Ancona e noi siamo assediati… e queste comunità rischiano di scomparire per indifferenza, il male peggiore”

 

incontro-terremoto-montecassiano-foto-carletti-10‘Piange’ anche la contigua Serravalle di Chienti. Sabato sera, a Montecassiano (Palazzo dei Priori) l’ex sindaco Venanzo Ronchetti, presenti l’assessore regionale Angelo Sciapichetti reduce dal summit di Colmurano, il capo della Protezione Civile Marche, Cesare Spuri e il sindaco Leonardo Catena, ha dichiarato: “Il paese è destinato a morire e non più tanto lentamente. Se Diego Della Valle ci avesse aperto, come ad Arquata, una ‘fabbrichetta’ anche di 40/60 posti di lavoro, avremmo risolto definitivamente il problema. Tuttavia allora ci disse che quest’area non rientrava nelle strategie aziendali del gruppo e la scelta a quel punto cadde sul palasport. Ma certo non è servito a rilanciare l’economia. Anche le aree leader sono asfittiche. Solo due sono state vendute, a prezzi stracciati (10 euro a metro quadrato!). In un caso non si farà nulla perché l’imprenditore ha avuto una grave malattia, nel secondo si tratta di capitale cinese ed abbiamo quindi buone speranze. Già, ma Serravalle è adesso l’epicentro di un sisma di polemiche dopo tante multe che lo pongono tra i comuni più vessatori in Italia nei confronti degli automobilisti… Dirò allora che questo è un altro chiaro sintomo del declino. Quand’ero sindaco, per ripianare il bilancio attingevamo 450 milioni di lire da questo particolare capitolo di entrate. Se adesso assistiamo ad un raddoppio è perchè il comune non ce la fa più, perchè l’economia non ha più particolare valore”.

incontro-terremoto-montecassiano-foto-carletti-8Sui 15 comuni maceratesi ammessi ai benefici del decreto legge sulla ricostruzione, Spuri ha detto: “Tuttavia assommano a 130 i comuni nelle Marche ad aver subìto danni, trentamila sono finora i sopralluoghi: la nostra regione tra le quattro colpite dal terremoto è quella che diffusamente risulta la più danneggiata”. Ed inoltre: “Nella ‘macchina’ regionale addetta alla ricostruzione c’è il 95% dei ‘ragazzi del ‘97’ che trovarono lavoro per la prima nei Com di Muccia e che costruirono la leggenda del ‘miracolo marchigiano’. Tanti episodi d’abnegazione allora, come adesso. Uno di questi episodi l’ha raccontato lo stesso ingegner Spuri. “Ad Arquata vivono questo terribile momento come fossero tutti una famiglia unica. In cinquanta hanno deciso di andare nei resort di San Benedetto, nel periodo invernale, che ad Arquata morde sin dalla fine di ottobre con forti nevicate. Ebbene nessuno si è mosso fino a quando tutti non fossero pronti: ognuno ha atteso l’altro con riguardo ai problemi della vecchiaia, delle malattie. Fatto commovente, senza precedenti, davvero”.

Angelo Sciapichetti e Venanzo Ronchetti

Angelo Sciapichetti e Venanzo Ronchetti

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Presente anche Elena Dudao (al centro), infermiera romena passotreiese testimone diretta ad Arquata il quella terribile notte del 24 agosto. Si prodigò per aiutare la popolazione

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