Gestione degli acquedotti,
Fanelli attacca l’Assm

CAMERINO - Il consigliere di Comunità e territorio si scaglia contro l'azienda tolentinate, dopo aver sottolineato che sono state interrotte le operazioni di clorazione. "Ha preso in carico la gestione del servizio idrico integrato non conoscendo minimamente le strutture e senza sapere quale servizio erano in grado di assicurare"

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Il consigliere di Comunità e territorio, Marco Fanelli

Il consigliere di Comunità e territorio, Marco Fanelli

 

di Monia Orazi

Non c’è più uso massiccio di cloro nell’acqua di Camerino, che aveva suscitato le proteste della popolazione (leggi l’articolo). Lo comunica con una lunga nota il consigliere comunale di minoranza Marco Fanelli. «Sono rimasto molto deluso dal comportamento dell’Assm di Tolentino, società alla quale l’attuale amministrazione ha affidato la gestione degli acquedotti di Camerino, innanzitutto per l’inaccettabile ritardo con la quale ha risposto alle richieste che avevo» spiega Fanelli, che ha ricevuto risposta dopo un mese e annuncia: «La buona notizia è che da ormai più di tre settimane sono state interrotte le barbare operazioni di clorazione messe in atto dall’Assm sulle acque in distribuzione nel comune di Camerino, pertanto ad oggi l’acqua non ha più quello sgradevole odore di cloro che di fatto ci costringeva ad acquistare acqua in bottiglia». Fanelli si dice “esterrefatto” sulle motivazioni che hanno portato l’Assm a decidere di clorare l’acqua. «L’Assm ha preso in carico la gestione del servizio idrico integrato del Comune di Camerino senza conoscere minimamente le strutture che andavano a gestire e senza sapere quale servizio erano in grado di assicurare» scrive Fanelli nella nota ed afferma che la clorazione «è stata successivamente sospesa in quanto è stata individuata una diversa modalità di immissione del cloro con un controllo affidabile che garantisce la salubrità dell’acqua». Fanelli chiede alla municipalizzata di Tolentino: «Perché non lo avete utilizzato prima questo immaginario metodo diverso di immissione del cloro? Perché non lo descrivete visto che ho fatto apposita richiesta? Quali agenti chimici vengono utilizzati? Come mai non c’è più il cloro residuo e l’acqua non puzza più se dichiarate di continuare ad immettere cloro con diverse modalità? E soprattutto perché pensate di poterci prendere per i fondelli? Sicuramente non è un bell’esordio nei confronti della cittadinanza di Camerino».

acqua potabileDa tecnico del settore il consigliere entra in una lunga analisi tecnica, mettendo in guardia sul fatto che la disinfezione tramite agenti chimici, a volte può far generare «i trialometani, sono composti considerati cancerogeni o sospetti cancerogeni, pertanto le attività di disinfezione andrebbero condotte, solo quando necessarie, ed in modo tale da minimizzare la formazione di questi composti», afferma «quest’ultimo aspetto è stato completamente disatteso dalle modalità operative messe in atto dall’Assm, la quale, per la clorazione delle sorgenti e dei serbatori utilizzava con continuità delle pastiglie di acidotricloroisocianurico, senza aver valutato e verificato la possibilità dello sviluppo di sottoprodotti pericolosi». Fanelli specifica anche che «non a caso negli ultimi controlli effettuati dall’Asur Marche nelle acque potabili di Camerino è emersa la presenza di un trialometano chiamato bromoformio. Chiariamo subito che la concentrazione riscontrata è al di sotto dei limiti previsti per tali sostanze dalla normativa vigente e l’acqua rimane sicura e potabile, tuttavia siccome il composto è classificato come cancerogeno di classe 2, non fa sicuramente piacere sapere che lo possiamo trovare disciolto nell’acqua che beviamo». Fanelli conclude dicendo invitando l’Assm a informare sindaco e cittadini su come viene gestita l’acqua, ribadendo che quella che sgorga dai rubinetti di Camerino è «oligominerale al pari di tante altre acque che troviamo in commercio in bottiglia. Le attività di disinfezione pertanto non possono essere le stesse che vengono fatte su un acqua proveniente da un invaso o da una falda freatica superficiale che dal punto di vista batteriologico è maggiormente soggetta a contaminazione».


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