Lega in piazza
per la legittima difesa

CINGOLI - Il comitato locale del partito raccoglierà firme per una nuova proposta di legge sabato 18 davanti Porta pia dalle 9,30 alle 13,30

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Gian Marco Paparelli, coordinatore della Lega nord Cingoli

Gian Marco Paparelli, coordinatore della Lega nord Cingoli

«L’emergenza sicurezza è una costante e le forze dell’ordine sono dotate di mezzi e risorse economiche sempre minori». Il coordinatore del comitato cingolano della Lega nord, Gian Marco Paparelli, spiega così le motivazioni che hanno portato il partito a raccogliere firme per l’introduzione di una nuova legge sulla legittima difesa. La raccolta inizierà sabato 18, quando i leghisti del Balcone delle Marche si ritroveranno in via Luigi Ferri, davanti Porta Pia, dalle 9,30 alle 13,30.

L’iniziativa nasce nel febbraio 2015, quando la Lega nord ha depositato in Parlamento una proposta di legge sull’estensione della legittima difesa e sulla certezza della pena. «Pochi mesi fa – spiega Gian Marco Paparelli – la discussione riguardante il provvedimento subì uno stop, determinato dal Pd, dal Nuovo centro destra e dalla maggioranza. Secondo noi la repressione e la prevenzione dei reati spetta esclusivamente allo Stato, ma è necessario predisporre strumenti adeguati per tutelare i cittadini nei casi in cui ci sia un pericolo oggettivo ed imminente per sè, per i propri cari e per la proprietà privata. Al fine di garantire maggiore sicurezza ai cittadini onesti, la Lega ha depositato in Cassazione una nuova proposta intitolata “Introduzione della difesa legittima ed inasprimento delle pene per furto in abitazione”. I concetti che vogliamo introdurre – continua il coordinatore cingolano – sono molteplici. Chi si difende da un ladro nella propria abitazione non deve essere processato, bisogna cancellare l’eccesso colposo di legittima difesa, togliere la discrezionalità del magistrato nella suddetta tematica, aumentare le pene per i furti in abitazioni, sostenere concretamente le forze dell’ordine, non permettere sconti di pena in carcere e rendere il domicilio sacro ed inviolabile».


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