Dieci candeline per Infermieristica:
“Lavorerete nell’ospedale di Area vasta”

MACERATA - Inaugurazione dell'anno accademico nella sede dell'Ircr alla presenza di circa 60 studenti del primo e secondo anno. Il direttore di Area vasta Alessandro Maccioni: "Avere un ospedale unico rispetto ai quattro esistenti in provincia ottimizzerà i costi, avremo bisogno di voi". Il rettore della Politecnica, Sauro Longhi: "Dovrete affrontare nuove sfide come l'approccio con nuove culture ma ce la farete con la conoscenza e l'intelligenza"
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Il direttore di Area vasta Alessandro Maccioni durante l’inaugurazione dell’anno accademico ad infermieristica

 

di Claudio Ricci

(foto di Lucrezia Benfatto)

«Abbiamo bisogno di voi per l’ospedale unico di Area vasta 3 che prenderà vita il prima possibile». E’ questo l’augurio del direttore di Area vasta Alessandro Maccioni agli studenti del primo e secondo anno della facoltà di Scienze infermieristiche di Macerata in occasione dell’inaugurazione del decimo anno accademico. Un auspicio per i circa 60 studenti  riuniti in nell’aula centrale di uno tre padiglioni dell’Ircr. «L’occupazione per voi non è un miraggio – ha continuato Maccioni – Vengo da una riunione dove si è parlato molto delle assunzioni necessarie a livello regionale di infermieri e tecnici sanitari. L’assistenza sarà la necessità del futuro dato l’allungamento della vita media. Avremo bisogno di voi soprattutto qui, nell’Area vasta 3, la più importante dopo quella di Ancona a livello regionale. Avere un ospedale unico rispetto ai quattro esistenti in provincia ottimizzerà i costi. Non dobbiamo più spendere soldi per ospedali vecchi di 50 anni. Vanno buttati giù e ricostruiti come fanno negli Usa e occorre investire sulle professionalità più che sulle pareti».

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Il rettore della Politecnica delle Marche Sauro Longhi

Parole di speranza per i 225 iscritti (di cui oltre la metà provenienti da fuori Macerata) – seguiti dalla direttrice delle attività formative Rita Fiorentini, dalle tutor Simona Bacaloni, Catia Fiorani e Stefania Stefani – che si apprestano ad affrontare le nuove e difficili sfide della professione. «Abbiamo uno dei migliori servizi sanitari al mondo perché ispirato al principio dell’universalità – ha sottolineato il rettore dell’università Politecnica Sauro Longhi – Nel nostro sistema tutti hanno gli stessi diritti, dal rettore all’ultimo degli immigrati sbarcati sulle nostre coste. Voi siete chiamati ad affrontare, tra gli altri problemi, anche le necessità delle popolazioni migranti. Un problema che è anche una grande opportunità. L’approccio con le diversità culturali, di abitudine ed etniche ha bisogno di soluzioni che non sono di isolamento. Bisogna affrontarlo con la conoscenza e la competenza. La soluzione sta nella contaminazione e in un arricchimento reciproco tra culture e sono certo che voi la troverete».

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Gli studenti del primo e secondo anno di Infermieristica, in prima fila il docente Fabrizio Benedetti e il preside di Medicina e Chirurgia Marcello D’Errico

 

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Il direttore di Infermieristica Adriano Tagliabracci

Problemi ed opportunità, come l’allungamento della vita media e il moltiplicarsi dei servizi di assistenza all’anziano, che richiedono qualifiche professionali sempre più specifiche. «Per voi ci sono tante prospettive – ha detto il preside della facoltà di Medicina e Chirurgia Marcello D’Errico, tra cui la carriera accademica o l’infermiere di famiglia. Il nostro compito è far rimanere la vostra professionalità in Italia perché ne abbiamo bisogno». Un bacino formativo prezioso non solo per l’imminente ristrutturazione sanitaria ma anche per i 75 nuovi iscritti che ogni anno (queste le cifre del primo e secondo anno di corso) arrivano nel capoluogo. A testimonianza dell’attenzione crescente per questa realtà erano presenti alla cerimonia il vice presidente della Provincia Paola Mariani e l’assessore comunale Marco Caldarelli. Stamattina il sindaco Romano Carancini ha fatto visita alla facoltà accompagnato dal direttore Adriano Tagliabracci con cui c’era già stato un incontro prima di Natale. «La visita vuole essere un riconoscimento ad una sede universitaria ancora non valorizzata – ha detto Carancini – Un’eccellenza in ambito regionale che porta in città 250 studenti nel ciclo di studio. Il sopralluogo di stamattina fa seguito ad un incontro avuto con Tagliabracci prima di Natale, volto proprio a dare attenzione a questa realtà, concentrandosi sul miglioramento della struttura attuale e sulla ricerca di ulteriori spazi adeguati alle lezioni in un ottica di confronto con l’Ircr».

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L’intervento di uno degli studenti, Francesco Fabbri

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Il preside Marcello D’Errico

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