Crisi bancarie, la proposta di Colacito:
“Dati di solvibilità
a disposizione dei clienti”

ECONOMIA - Il direttore generale della Banca di Credito Cooperativo di Civitanova e Montecosaro suggerisce la massima trasparenza verso i risparmiatori e fa il primo passo pubblicando le tabelle relative all'istituto che guida
- caricamento letture
COLACITO-LEGGERA-e1449835069785-428x450

IL direttore generale Giampiero Colacito

«Dopo l’introduzione delle nuove regole per la gestione delle crisi bancarie, ai cittadini la possibilità di consultare tutti i dati di solvibilità delle banche». La proposta viene dal direttore generale della Banca di Credito Cooperativo di Civitanova e Montecosaro, Giampiero Colacito: «Una sorta di vademecum, dove si mettono a confronto i più importanti indicatori di profilo tecnico delle varie banche. Un’informativa dovuta alla collettività, per evitare situazioni di perdite per ignari depositanti. Alla fine saranno sempre i depositanti a scegliere, ma in maniera consapevole».

Solidità del capitale della banca, liquidità, redditività, rischiosità degli attivi. E poi l’incidenza percentuale delle esposizioni deteriorate lorde sui crediti verso la clientela.
E, ancora, il tasso di copertura delle posizioni deteriorate. A chi non è del mestiere, questi possono sembrare tecnicismi appannaggio esclusivo degli esperti e degli addetti ai lavori.
In realtà sono alcuni degli indicatori in assoluto più importanti che fotografano lo stato di salute di una Banca e il suo livello di solvibilità.
«E sono questi – dice il direttore generale della Bcc di Civitanova e Montecosaro Giampiero Colacito – i dati che il cittadino risparmiatore dovrebbe esigere dalla banca, qualunque essa sia, alla quale intende affidare i propri risparmi. E che la banca è tenuta a fornire e ad illustrare».
La Bcc di Civitanova  e Montecosaro intende comunicarli: “Invitiamo tutti a richiederli, in sede o nelle nostre filiali».
«Il momento attuale – continua Colacito – è decisamente molto particolare: ad un’economia reale duramente colpita dalla crisi si contrappone un sistema creditizio chiamato ad una rapida e profonda ristrutturazione. Inoltre siamo al cospetto di una sorta di “nuovo cittadino-risparmiatore”, che vuole informarsi ed essere consapevole».
«Noi stiamo comunicando i nostri indicatori di solvibilità – conclude Colacito – per rispetto dei cittadini, visto che la nuova normativa europea dispone che siano proprio i cittadini risparmiatori ad essere chiamati in causa in caso di eventuale dissesto (inizialmente gli azionisti, a seguire i possessori di titoli subordinati, poi gli obbligazionisti e i depositanti per importi superiori a 100 mila euro, ndr). Come la cronaca di questi giorni sta, purtroppo in modo drammatico, illustrando».

———–

INDICATORI BCC CIVITANOVA MARCHE E MONTECOSARO

La Bcc di Civitanova e Montecosaro fa registrare i seguenti indicatori primari per i vari profili tecnici, che saranno disponibili presso tutte le filiali della Banca ed aggiornati con cadenza semestrale:
– il common equity tier 1 ratio (in sigla Cet1 ratio) superiore al 20%, in presenza di una soglia regolamentare del 7% (comprensivo della Riserva di Conservazione del Capitale) e di un livello medio delle banche del 12,10%. Un indicatore alto denota maggiore robustezza patrimoniale della banca;
– il Total capital ratio (in siglia Tcr) pari a circa il 20,8%, contro una soglia regolamentare al 10,5% (comprensivo della Riserva di Conservazione del Capitale) e ad un benchmark al 14,80%. Anche in questo caso un indicatore alto denota maggiore robustezza patrimoniale della banca;
– il leverage ratio, cioè il rapporto tra il capitale netto della banca e il totale delle attività, pari al 9,70%, a fronte di un limite regolamentare al 3% ed di un livello medio del 5,40%. Più esso è alto, più la banca è connotata da maggiore robustezza patrimoniale;
– il liquidity coverage ratio (in sigla Lcr), cioè l’indicatore della liquidità della banca a far fronte autonomamente e rapidamente alle richieste di rimborso da parte dei depositanti, pari ad oltre il 510%, rispetto alla soglia regolamentare del 60% ed alla la media del 100%. Un indicatore alto consente di soddisfare meglio l’eventuale fabbisogno di liquidità in uno scenario di stress sistemico;
– la redditività rappresentata dal Roe (Result On Equity) è pari al 4,12%, contro una media del 3,90%. Anche in questo caso un elevato indicatore rappresenta una positiva capacità reddituale della banca;
– l’incidenza percentuale delle esposizioni deteriorate lorde sui crediti verso la clientela (cioè le sofferenze, più le inadempienze probabili, più i crediti scaduti) che si attestano al 15,9%, contro la media nazionale al 18,10%. Un indicatore alto rappresenta un elevato grado di rischiosità della banca, cioè l’incapacità ad erogare credito in maniera sana e prudente;
– il tasso di copertura delle posizioni deteriorate (ovvero gli accantonamenti già operati sul conto economico per le previsioni di perdita sulle medesime) si commisura al 42,64%, contro la media delle banche di riferimento pari al 38,20%. Un indicatore in linea o superiore a quello del sistema denota una corretta rappresentazione economica delle perdite previste sui crediti deteriorati.



© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page
-





Quotidiano Online Cronache Maceratesi - P.I. 01760000438 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 575
Direttore Responsabile: Matteo Zallocco Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale è coperto da Licenza Creative Commons

Cambia impostazioni privacy

X