di Marco Ricci
Ripresa lenta e disomogenea, le Marche continuano a soffrire più del resto del paese dopo un triennio, dal 2011 al 2013, che ha visto un vero e proprio crollo dell’economia regionale anche rispetto al non invidiabile andamento del resto d’Italia. Questo in sintesi quanto emerge dall’aggiornamento sullo stato dell’economia delle Marche presentato oggi nella sede anconetana di Banca d’Italia, con dati e numeri che mostrano il perdurare delle difficoltà delle piccole imprese e l’ennesima caduta del comparto delle costruzioni e del mercato immobiliare, con le sofferenze bancarie – cioè i prestiti non ripagati – che crescono ancora a tassi quasi doppi rispetto alla media italiana. Restano al palo anche le esportazioni su cui ha influito la crisi russa e l’occupazione, sostanzialmente stabile pur con un numero di contratti stabili in crescita, possibile effetto del Jobs Act. I segnali di ripresa, nei primi nove mesi del 2015, dagli ordini all’industria manifatturiera che hanno continuato a espandersi con un lieve incremento (+0.8%) della produzione legata, dopo anni, anche all’espansione del mercato interno. Anche i servizi hanno portato a numeri positivi, con le aziende con fatturato in crescita in numero superiore rispetto a chi ha visto contrarre la propria attività.
Se a giugno il direttore della filiale di Ancona di Bankitalia, Gabriele Magrini Alunno, aveva sottolineato come le Marche stessero vivendo una crisi nella crisi invitando le imprese ad investire e a formare per tornare ad essere ciò che erano una volta, ha usato invece oggi la parola “cautela” davanti a numeri così fragili, andando ad aggiungere come ‘le attese dell’aziende per i prossimi mesi, specie quello medio grandi, sono orientate ad un cauto ottimismo anche rispetto alla possibilità di effettuare investimenti nel 2016. Le difficoltà – ha aggiunto – rimangono per le piccole e medie imprese specie nell’accesso al credito”. E’ evidente, dato anche il crollo degli anni precedenti, come le Marche necessitino di un colpo d’ala per riportarsi ai livelli pre-crisi, colpo d’ala che al momento ancora manca, con un tessuto imprenditoriale spesso fatto di piccole e piccolissime aziende non sempre in grado di competere e di esportare.
LA PRODUZIONE INDUSTRIALE – Miglioramento lento e frammentato, con particolari differenze tra grandi imprese e aziende di minori dimensioni, con quelle con un numero di addetti inferiori alle 50 unità che vedono ancora una contrazione del proprio fatturato. I numeri restano in generale ben lontani dagli anni pre-crisi, con gli investimenti che – dopo un lungo periodo di stagnazione – dovrebbero ricominciare a salire per le aziende maggiori nel 2016. La crescita produttiva ha interessato in particolare il comparto del mobile e, in misura attenuata, meccanica e calzaturiero. Giù invece tessile, abbigliamento e materiali per l’edilizia.
L’EXPORT – Trainato negli ultimi anni dalle operazioni infragruppo legato al comparto farmaceutico, l’export marchigiano è cresciuto di un 1.4%, questo al netto però del contributo negativo
legato allo stesso farmaceutico e ai prodotti petroliferi. Stazionarie, nonostante la caduta in Russia, le esportazioni del calzaturiero mentre registrano numeri negativi la nautica, la chimica, il tessile e l’abbigliamento. Buoni i numeri del mobile e dei prodotti in metallo. Se le importazioni sono cresciute di quasi il 10%, male le esportazioni nei paesi extra Ue, cadute di circa un 5% a causa del vero e proprio crollo nei confronti della Russia (-34.9%).

(1) Prezzi espressi a valori correnti – Elaborazione Banca d’Italia su dati Istat, Omi e Il Consulente Immobiliare
COSTRUZIONI – Prosegue il periodo no del mercato delle costruzioni e delle compravendite immobiliari, con queste ultime che hanno registrato una contrazione del 2% nonostante una crescita nazionale di circa il 3%, con una diminuzione dei prezzi delle abitazioni di circa il 2% nei primi sei mesi dell’anno. Malissimo il comparto delle opere pubbliche. I lavori appaltati sono diminuiti nel primo semestre di oltre il 35%, con un vero e proprio crollo del numero dei progetti che si ridotti di due terzi. L’edilizia abitativa ha continuato a contrarsi mentre quella non abitativa ha subito in sei mesi un’ulteriore contrazione di circa il 5%, dopo anni di caduta libera. Male anche il tasso di ingresso in sofferenza dei prestiti (vedi sotto) che dimostra il perdurare delle difficoltà dell’intero comparto.
IL CREDITO – Nei primi sei mesi dell’anno la contrazione del credito a clienti residenti nelle Marche si è interrotta, sia per l’aumento della domanda che per più agevoli condizioni di accesso. Dopo tre anni di caduta, nel primi sei mesi del 2015 è aumentato, seppur di poco, il credito alle imprese, anche se tale dinamica è legata alle aziende maggiori mentre prosegue la diminuzione dei finanziamenti concessi alle imprese minori. Continua invece la contrazione del prestito nei confronti delle imprese di costruzione, con decrementi (-2.4%) che ricordano da vicino quelli del dicembre 2014. Per le famiglie, i prestiti sono rimasti nel complesso invariati rispetto alla fine dello scorso anno. Aumentano, probabile sintomo della crisi sociale e finanziaria delle famiglie, i prestiti personali, le cessioni del quinto dello stipendio e delle pensioni. E se i nuovi mutui crescono di circa un 30%, i rimborsi sono ancora superiori ai nuovi finanziamenti accesi, facendo così registrare nel complesso una diminuzione. Torna però a peggiorare la qualità del credito, dopo i segnali di miglioramento che erano emersi nel secondo semestre dello scorso anno. Nella media dei quattro trimestri terminati a giugno, il tasso di ingresso in sofferenza è salito al 5.2% contro il 2.7% registrato nel paese. Il brutto dato è frutto ancora della crisi del comparto edile. Il credito deteriorato, nel suo complesso, vale circa il 36% dei prestiti alle famiglie per salire 44.2% per le imprese.
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Se il contrario di ” Cauto ottimismo ” fosse ” Avventato pessimismo ” non sarebbe la stessa cosa? Già l’aumento dei consumi dello 0,2% sentito in tv mi ha tolto il sonno perché non ho ancora capito dove ho sforato, adesso ci si mettono con questi giochi di parole. Carina la frase ” Miglioramento lento e frammentario”. Riguardo alle contrazioni del credito, per scioglierle un po’ non c’è niente da fare, riposo per rilassare il colon e tanto purgante per rendere fluido e cospicuo il gettito.