Inceneritore nelle Marche, M5S:
“Daremo battaglia durissima”

Il gruppo consiliare in Regione vuole impegnare la Giunta a chiedere l'abolizione dell'articolo 35 dello Sblocca Italia. Il consigliere Bisonni ha chiesto una commissione straordinaria
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Il camino del Cosmari

Il camino del Cosmari

Il Movimento 5 Stelle, che da sempre si batte nei comuni delle Marche per la pratica dei “rifiuti zero” e contro gli impianti di incenerimento, sta predisponendo atti deliberativi per impegnare la Giunta regionale a chiedere l’abolizione dell’articolo 35 dello “Sbocca Italia” che darebbe la possibilità di realizzare un inceneritore nelle Marche (leggi l’articolo), mentre il vicepresidente della commissione Ambiente in Regione Sandro Bisonni ha chiesto la convocazione di una commissione straordinaria per prevenire «questo scellerato progetto dannoso per la salute e le tasche dei marchigiani – scrive il gruppo consiliare M5S in Regione – se Renzi e il Pd antepongono agli interessi dei cittadini quello dei loro amici d’affari, chiediamo al presidente Luca Ceriscioli di mantenere le sue promesse elettorali e tutelare i marchigiani impedendone la realizzazione. Se così non fosse il Movimento 5 Stelle è pronto a scatenare una “guerra”.
Sulla stessa linea l’esponente del Movimento 5 Stelle di Jesi che parla di un megaforno per rifiuti da 200mila tonnellate:

«Questo schema di decreto presenta molteplici criticità in merito alla piena correttezza e legittimità. Se non lo mettono via senza tirarlo fuori mai più, daremo battaglia durissima nel merito. Anche, e persino, il Pd delle Marche, per voce del suo vicesegretario regionale Luca Fioretti esprime forte disappunto nei confronti del Governo Renzi e della volontà contenuta nello schema di decreto attuativo (leggi l’articolo). Avevamo denunciato le gravi previsioni in esso contenute che, oltre ad essere fuori dalle possibilità di corretta e virtuosa gestione dei rifiuti, sono avulse al nostro territorio e metterebbero a rischio l’ambiente e, quindi, la salute ed i diritti dei cittadini – afferma Gianangeli – Lo stesso vicesegretario del PD regionale delle Marche afferma che questo schema di “...decreto attuativo va direttamente a contrastare il programma politico del Pd Marche e quello presentato da Luca Ceriscioli ai cittadini marchigiani per le elezioni regionali dello scorso 31 maggio“. A questo punto – prosegue l’esponente pentastellato – auspichiamo una presa di posizione fortemente contraria della Regione Marche senza se e senza ma, da deliberare ed esprimere in ogni sede, a partire dal tavolo tecnico del 9 settembre al Ministero dell’Ambiente ed in sede di Conferenza Stato/Regioni, contro questo ennesimo tentativo di prevaricazione del Governo Renzi nei confronti dei territori. Questo schema di decreto – conclude Gianangeli – presenta molteplici criticità in merito alla piena correttezza e legittimità».



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