Tèa Leoni, da New York a Macerata
alla scoperta delle proprie radici

La famosa attrice italoamericana, ultima discendente della Famiglia Pantaleoni, arriva in città per conoscere i luoghi dei suoi illustri antenati e visitare la tomba del suo trisnonno Diomede
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Tea Leoni

La nota attrice Tea Leoni

 

Guido Pantaleoni

Guido Pantaleoni

 

di Alessandro Feliziani

Dopo un breve soggiorno a Venezia, dove è giunta venerdì scorso, l’attrice italoamericana Tèa Leoni arriverà agli inizi della settimana a Macerata per conoscere la città dei suoi avi, incontrare parenti che non ha mai conosciuto e soprattutto visitare luoghi che conservano testimonianze della famiglia di origine. Elizabeth Tèa Pantaleoni – questo il suo vero nome – è, infatti, discendente della nota famiglia maceratese Pantaleoni. Il capostipite, l’avvocato Pantaleone, vissuto tra la seconda metà del XVIII e la prima metà del XIX secolo, ha avuto figli e nipoti che hanno dato lustro a Macerata e all’Italia. Tra i suoi otto discendenti diretti vanno ricordati: Nazario, zio del bisnonno dell’attrice, il quale fu sindaco di Macerata nel periodo successivo all’Unità d’Italia e il più noto Diomede, medico, attivo risorgimentale e senatore del Regno, già collaboratore di Cavour nella soluzione della “Questione Romana”.

 

Diomede Pantaleoni

Diomede Pantaleoni

Si deve a lui il famoso detto “libera Chiesa in libero Stato”, che nel 1871 fu il principio posto a base della Legge delle Guarentigie. Nell’albo genealogico della famiglia Pantaleoni, Tèa Leoni discende proprio da quest’ultimo. Il bisnonno dell’attrice, Guido Pantaleoni, infatti, è uno dei tre figli maschi di Diomede (sposatosi con l’inglese Isabella Massy Dawson), nonché fratello del famoso economista Maffeo Pantaleoni, professore in diverse università italiane, deputato e senatore del Regno, il cui importate fondo librario è ora custodito a Macerata nella biblioteca comunale “Mozzi-Borgetti”.
L’ingegnere Guido Pantaleoni, nato nel 1858, emigrò all’età di 28 anni negli Stati Uniti d’America dove nel 1886 fu tra i fondatori di uno dei colossi mondiale dell’industria dell’energia, la Westinghouse Electric Company. Ebbe due figli e uno di questi, Guido Jr., nonno di Tèa, allo scoppio della seconda guerra mondiale si arruolò volontario e fu inviato con la sua 2677th compagnia in Italia dove nel dicembre 1943 trovò la morte nel corso di un’operazione di guerra in Sicilia. Il suo nome è ricordato su una croce a Nettuno nel Sicily-Rome American Cemetery and Memorial. La moglie di Guido Jr., Helenka Adamowska, sposata in seconde nozze, una volta rimasta vedova si dedicò con tutte le sue energie ai cinque figli, tra i quali Antony (padre di Tèa Leoni) e nel 1946 contribuì alla fondazione dell’Unicef.

Maffeo Pantaleoni

Maffeo Pantaleoni

È facile immaginare che la nonna paterna, attrice di origine polacca, abbia ispirato il sogno di diventare attrice che Tèa Leoni aveva già da bambina. Del resto, oggi, proprio in onore della nonna, l’attrice italo-americana con sangue maceratese, si divide tra il cinema e l’attività benefica in seno all’Unicef.
Tra i film più importati di Tèa Leoni, conosciuti in Italia, va ricordato “The family man” , interpretato nel 2000 insieme a Nicolas Cage. Successivamente ha recitato in “Hollywood Ending” (regia di Woody Allen), “Hous of D.”, “Spanglish”, “Il profumo del successo” e molti altri, nonché in diverse serie TV, tra cui, nel 2014, “Madam Secretary”.
Guido Pantaloeni senior, sopravvissuto alla morte in guerra del figlio, è stato l’ultimo proprietario della famiglia Pantaleoni di Villa Isabella, la dimora estiva fatta costruire da suo padre Diomede alla periferia di Macerata, nella zona Le Vergini. La residenza, passata più volte di proprietà, è oggi abitata in parte dalla professoressa Gabriella Saretto, la quale – dopo aver svolto per anni una complessa ricerca – si è assunta il ruolo di “ambasciatrice” per far arrivare a Macerata l’ultima discendente dei Pantaleoni. Tra i luoghi che l’attrice visiterà durante il suo soggiorno a Macerata figura proprio Villa Isabella, che fu così chiamata in onore della sua trisnonna, e soprattutto il piccolo mausoleo costruito a fine ‘800 a margine dell’ampio giardino. D’altra parte, tra le tante testimonianze dei Pantaleoni in città, è proprio questo mausoleo – dove riposano i resti di Diomede e Isabella, insieme a quelli dei loro figli, Raoul e Maffeo, oltre alla moglie di quest’ultimo Emma Ravogli – a rappresentare le più profonde radici maceratesi di Tèa Leoni.



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