La Tardella apre a nuovi ingressi:
“Con me gente preparata ad affrontare
un mondo nuovo”

SOMMA ALGEBRICA - La presidentessa della Maceratese si dichiara pronta per il salto in Lega Pro. Il Riviera delle Palme a rischio squalifica, la sfida con la Samb potrebbe giocarsi altrove
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Enrico Maria Scattolini

Enrico Maria Scattolini

di Enrico Maria Scattolini

ORA CHE LA PAURA E’ PASSATA (+++), possiamo anche scherzarci sopra. Come tenterò di fare nello spirito di questa rubrica.

SENZA PERO’ DIMENTICARE COME L’ENNESIMO CALCIO DI RIGORE SBAGLIATO (—) abbia messo i biancorossi di fronte ad un grosso rischio. Di riaprire decisamente la competizione con il Fano per la promozione fra i professionisti.

ANCORA IMPIETRITA DALLA PAURA la dottoressa Tardella in sala stampa, pochi minuti dopo il gol in extremis di D’Antoni contro la Recanatese (leggi l’articolo). “Non si può soffrire così”, è stato il suo liberatorio commento (+).

HA PERO’ VOLUTO SOLENNIZZARE I TRE PUNTI con una confermata dichiarazione d’amore: ”Questa società e questa squadra resteranno comunque sempre nel mio cuore, per tutta la vita.”

La presidentessa Tardella sotto la curva

La presidentessa Tardella sotto la curva

LA QUALE MI HA SPINTO AD INCALZARLA con la seguente domanda:”…per tutta la vita? Allora resterai alla guida della Maceratese anche nel prossimo campionato?” “Sì!”(+++) “Assumi pubblicamente un impegno coram populo?” “Certamente. Con me ci sarà gente preparata ad affrontare un mondo calcistico tutto nuovo.”

MARIELLA NOSTRA NON HA PRECISATO (-) se si tratta di imprenditori (quindi finanziatori) o di collaboratori (come Giulio Spadoni). Ma è sottinteso che i primi sono indispensabili per darle una mano sul piano economico-finanziario, dal momento che il budget minimo della Terza Divisione si prospetta due/tre volte superiore a quello attuale. E che il primo scoglio da superare sarà il rilascio di una fidejussione bancaria molto pesante, per la metà controgarantita da cash. Al minimo.

QUESTO POTREBBE ESSERE UN GROSSO OSTACOLO (-) per le intenzioni di una lista alternativa (non…elettorale) che si starebbe coagulando attorno all’iniziativa di un paio di commercialisti della città e che sarebbe incardinata su: un importante industriale calzaturiero, un operatore turistico con recenti anche se fugaci lampi di esperienze biancorosse ed un ormai ex dirigente maceratese.

La Maceratese brinda al successo contro la Recanatese

La Maceratese brinda al successo contro la Recanatese

SALVO CHE QUEST’ULTIMO non segua il richiamo della concittadina ”Helvia Recina”, sabato scorso felicemente approdata all’”Eccellenza”. Complimenti al Presidente Bove, all’allenatore Lattanzi ed a tutta la squadra (+).

L’IMPEGNO DELLA TIFOSERIA, in questo contesto, avrà un ruolo importante (+).

LA REALTA’ DEI CONTI (-) ha però rivelato come domenica pomeriggio, allo stadio, ci sia stata più apparenza che sostanza. Presenza di pubblico valutata ad occhio intorno alle 3000 persone; bordereau d’incasso poco più della metà (-), nonostante il prezzo ridotto dei biglietti del derby. Al limite dell’inspiegabile (-).

TANTI (”stimati”) O POCHI (“paganti”) SPETTATORI ed i giocatori si sono comunque alla fine abbandonati in un interminabile abbraccio di entusiasmo e d’ecumenica esultanza (+). Che ha bloccato a lungo l’accesso agli spogliatoi dei giornalisti ed ha perfino fatto dimenticare a Magi i suoi doveri familiari. Al punto di dover rinunciare alle consuete interviste, in un disperato-mi auguro al fine riuscito-tentativo di rimediare con la moglie, impaziente, già ad attenderlo da tempo in auto per il (programmato) rapido ritorno a Pesaro.

L'esultanza di De Grazia e Perfetti a fine partita

L’esultanza di De Grazia e Perfetti a fine partita

LA FESTA PROSEGUIRA’ A SAN BENEDETTO DEL TRONTO, fra sette giorni. E’ prevista una biblica migrazione di pubblico maceratese al “Riviera delle Palme”, con il supporto di una suggestiva coreografia da grandi eventi (+).

SEMPRE CHE IL GIUDICE SPORTIVO non voglia squalificare il Riviera delle Palme dopo i petardi fatti esplodere nella gara di Matelica dai supporter rossoblu.

POTREBBE ESSERE INFATTI L’OCCASIONE (+) per la conquista del pareggio, da capitalizzare poi, per l’acquisizione della certezza matematica, nell’ultima partita all’Helvia Recina, battendo l’Agnonese di Sauro Trillini.

IN OGNI CASO SARA’ UN MATCH ben diverso dal complicato percorso che drammaticamente si stava invece delineando all’inizio del recupero conclusivo del derby (-). La Maceratese all’ultimo, disperato assalto del bunker difensivo recanatese; il Fano debordante nel finale, a Teramo, contro il San Nicolò.

L’OBBLIGO CIOE’ DI DOVER VINCERE (-) almeno uno dei due residui incontri esterni in riva all’Adriatico (San Benedetto del Tronto, appunto, o successivamente a Giulianova), data per scontata la chance del successo sull’Agnonese e concedendo, nel contempo, al competitor quella del bottino pieno in casa contro Vis Pesaro e Matelica, in trasferta a Chieti.

Mister Beppe Magi sotto la curva

Mister Beppe Magi sotto la curva

SI SAREBBE RITORNATI, PARI PARI, INDIETRO DI CIRCA UN MESE (-). Allorchè, complice anche in quel caso lo sciagurato penalty fallito (Kouko), la Maceratese impattò in casa con il Chieti ed il Fano le risucchiò due punti di vantaggio surclassando la Fermana. Vanificate d’un sol colpo le vittorie di Matelica e di Castelfidardo.

IMMERSO IN QUESTI PREOCCUPANTI CALCOLI, che resettavano le ottimistiche previsioni della vigilia, al contrario impostate sulla sconfitta della Recanatese (-), ho avuto un soprassalto d’emozione nell’intravedere la percussione sul long-line destro di Cordova (come a Matelica), il giro palla sulla fascia mancina, la diagonale ed il tiro di De Grazia, l’incertezza di mezza difesa leopardiana ed il piazzato vincente di D’Antoni. Che potrebbe valere un’intera stagione!

“HO SPERATO CHE IL PALLONE RESTASSE DAVANTI A ME”-ha confessato il centravanti-; l’ho colpito con la rabbia che mi era rimasta in corpo dopo l’errore dal dischetto.”

Il capitano della Maceratese Giuseppe Romano

Il capitano della Maceratese Giuseppe Romano

LA MALEDIZIONE DEI RIGORI(-). Sbagliata all’incirca la metà del totale assegnato; cinque su sei di quelli recenti. Tutti di peso. Penso che la migliore cura di questa sindrome sia quella di farli calciare da gente che non ci ha mai provato. E quindi non psicologicamente condizionata.

PERCHE’ ALLORA HA TIRATO D’ANTONI, con la memoria ancora sofferente delle scorie di quanto incredibilmente accaduto a Fano (-)?

“ERO SICURO DI FARCELA. Me lo sentivo”, si è difeso il centravanti. Ed ha candidamente aggiunto: ”tanto da chiedere a Romano, che avrebbe dovuto calciare, di lasciare l’incarico a me.”

MALIGNAMENTE M’E’ VENUTO IL SOSPETTO che la questione dirimente possa essere la classifica dei marcatori (-). Perfetta parità di gol, prima del derby (dodici a cranio), fra i componenti del “tridente”. Un’offesa per D’Antoni, che ha esclamato: ”Ma come ci pensi? L’importante è che vinca la squadra”.

LA PROPOSTA DELLA TARDELLA (+), a completamento di quella dal sottoscritto avanzata qualche giorno fa: ”Basta con i rigori. In cambio, magari, ci potremmo accontentare del semplice provvedimento disciplinare nei confronti dell’avversario che commette il fallo sul nostro giocatore.” Chissà che il board dell’Uefa non l’inserisca all’ordine del giorno di una sua prossima riunione.



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