Bosco urbano di Collevario:
una proposta poco costosa
dai tanti benefici

MACERATA - L'avvocato Andrea Marchiori porta avanti la sua idea di riqualificare l'area, attualmente in completo degrado
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L'avvocato Andrea Marchiori

L’avvocato Andrea Marchiori

Dall’avvocato maceratese Andrea Marchiori, componente del direttivo di Forza Italia, riceviamo:

Il programma che accompagna la competizione elettorale di ogni partito o lista civica dovrebbe trattare argomenti sia di lungimirante prospettiva che di accorta attualità. Ci sono promesse elettorali come il parcheggio di Rampa Zara, l’intervallina, le piscine che dovrebbero essere annoverate nel programma secolare visto che vengono puntualmente ripresentate ogni cinque anni senza che se ne veda traccia. Evidentemente mi appassiona di più ciò che può essere realmente realizzato in tempi umanamente sopportabili. Non ho la presunzione di poter affermare che il programma di Forza Italia e della coalizione di Deborah Pantana rappresenti l’eccellenza e sia interamente realizzabile nel quinquennio, sebbene sia stato accuratamente ponderato, ma desidero presentare una proposta a cui tengo particolarmente e che non ha colore politico: si tratta della riqualificazione del bosco urbano di Collevario il quale, adeguatamente attrezzato e mantenuto, diverrebbe oasi verde cittadina, piuttosto che parco di quartiere in parte inaccessibile.

La scuola agraria vista da Collevario

La scuola agraria vista da Collevario

Il progetto prevede anzitutto la manutenzione dei sentieri esistenti e la creazione di nuovi tracciati in modo da offrire un circuito completo di collegamento tra valle e collina fruibile per la passeggiata, il running ma anche come ciclabile. Il bosco dovrebbe essere ripulito dalle sterpaglie e arbusti infestanti che hanno creato una macchia informe di verde; alcune zone si potrebbero prestare a nuova piantumazione seguendo i brillanti criteri di discernimento delle specie che hanno fatto la storia di questo bosco; un’idea suggeritami potrebbe anche essere quella di assegnare singoli spazi ai cittadini che volessero piantare un albero per ricordare un evento ed osservarne con gli anni la crescita.
Lungo i percorsi verrebbero istallate segnaletiche di identificazione delle specie arboree per attrarre l’attenzione sulla bellezza e varietà botanica esistente anche in funzione della visita di scolaresche. In una zona già identificata potrebbe essere sistemata una baita assegnata ai gruppi di Scout che la utilizzerebbero per i raduni e come stabile ricovero di attrezzature, anche al fine di costruire manufatti seguendo un progetto coerente con l’ambiente. L’intera area dovrebbe essere esclusa dall’esercizio della caccia, attività manifestamente incompatibile con il concetto di bosco urbano e che, invece, è stata reintrodotta, così come a Lornano, per via di una miope visione del territorio. In una prospettiva di più ampia visione, il progetto prevede la realizzazione di un collegamento con l’area dell’Istituto Tecnico Agrario ed a monte con il Sasso d’Italia.
Tempo addietro avevo denunciato la situazione di abbandono del parco (leggi l’articolo), oggi la protesta è diventata proposta e questa è la politica delle piccole cose che, a mio giudizio, coniuga un modesto dispendio di risorse economiche con un significativo beneficio per la collettività; in tale contesto si inserisce il presupposto per avviare la programmazione di un vero percorso ciclabile sostenibile con i contributi europei che molte città hanno utilizzato con questo specifico capitolo di spesa.

La bacheca informativa

La bacheca illustrativa del parco

Posso anticipare che il progetto ha incontrato il favore di molti maceratesi alcuni dei quali hanno dato anche la disponibilità a costituire un Comitato di controllo e gestione del Parco; un desiderio di partecipazione del tutto scevro da implicazioni politiche, animato dal senso di appartenenza alla città ed alle bellezze naturali che la contraddistinguono. Quanto alla importanza naturalistica del comprensorio, elenco alcune specie di piante esistenti che, come aveva autorevolmente esposto l’architetto Giancarlo De Mattia, uno degli artefici dell’ideazione del bosco, sono state piantumate anche perché pregiate ed in via di estinzione: abete greco, cedro atlantica, cedro dell’Himalaya, pino d’Aleppo, acero negundo, bagolaro, frassino orniello e maggiore, nocciolo, carpino nero e bianco, ontano, catalpa, alloro, acero riccio e montano, noce, platano orientale. Purtroppo oggi il degrado ha colpito anche la bacheca illustrativa del Parco di cui è rimasto il telaio, mentre resistono i vecchi segnali arrugginiti che indicavano il divieto di caccia: segno emblematico dello stato in cui si trova il Bosco.

L'area

L’area del bosco urbano di Collevario



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