Vicenda aste bluff,
veterinario si finse maresciallo:
reato prescritto, ma deve risarcire

MACERATA - Gianni Cammertoni era accusato di aver finto di essere un carabinieri in questo modo favorendo la falsa avvocatessa Elisabetta Piccinno. Dopo la condanna in primo grado in appello è arrivata la prescrizione

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Elisabetta Piccinno

Elisabetta Piccinno

Era accusato di sostituzione di persona nell’ambito della vicenda delle aste bluff orchestrate dalla falsa avvocatessa Elisabetta Piccinno, il veterinario maceratese Gianni Cammertoni. Per lui ieri il tribunale de L’Aquila ha dichiarato, nel processo d’appello, la prescrizione delle accuse. Cammertoni era imputato per sostituzione di persona. Nel processo di primo grado era stato condannato a 4 mesi. Ieri è stata dichiarata la prescrizione ma confermata la condanna a risarcire le parti civili. Una decina le persone che si sono costituite nel processo che si è svolto con rito abbreviato, assistite dagli avvocati Sandro Giustozzi e Giancarlo Nascimbeni, che chiedono risarcimenti per svariate centinaia di migliaia di euro. Il risarcimento, hanno detto i giudici abruzzesi, dovrà essere definito in un processo civile. “Solo i miei clienti, che sono 5, chiedono 800mila euro” dice l’avvocato Giustozzi. I fatti contestati a Cammertoni risalgono al 2006. Secondo l’accusa, il veterinario si sarebbe presentato a due persone che stavano discutendo con la Piccinno, e le avrebbero anche prospettato di denunciarla, dicendo di essere un maresciallo dei carabinieri e di seguirli in caserma perché la stavano importunando. L’episodio era avvenuto ai giardini Diaz di Macerata.

L'avvocato Sandro Giustozzi

L’avvocato Sandro Giustozzi

Da qui la contestazione del reato di sostituzione di persona. Cammertoni è difeso dall’avvocato Bruno Mandrelli. La vicenda della falsa avvocatessa risale agli anni che vanno dal 2002 al 2007. In quel periodo la Piccinno, originaria di Maglie, avrebbe orchestrato una maxi truffa da 5 milioni di euro attraverso le caparre ottenute da decine di persone che indentavano partecipare ad aste bluff di case e marchi. Per quei fatti Piccinno aveva patteggiato 4 anni e 8 mesi.

(Gian. Gin.)


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