Inaugurata la mostra «La fabbrica della morte di Hitler»

Loro Piceno celebra la Giornata della Memoria attraverso l'esposizione curata da Luca Cimarosa

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Il-tavolo-degli-oratori

Un momento della presentazione

Il-«taglio-del-nastro»

Il taglio del nastro

di Walter Cortella

Anche il Comune di Loro Piceno ha voluto celebrare la Giornata della Memoria per commemorare le vittime dell’Olocausto e lo ha fatto allestendo una mostra all’interno della suggestiva Torre della Vittoria. L’evento è stato presentato nel locale Teatro Comunale. Dopo il saluto del Sindaco Ilenia Catalini, ha preso la parola Luca Cimarosa, curatore della mostra che rimarrà aperta fino al 2 giugno. Nel suo intervento ha ripercorso la genesi dell’originale collezione, grazie alla quale ha raccolto nel corso degli anni raro materiale, proveniente dagli Stati Uniti, dalla Gran Bretagna, dal Canada e dalla Polonia. In prevalenza, si tratta di fotografie «originali» scattate da organi ufficiali ma anche da semplici militari che parteciparono nel 1945 alla liberazione degli internati. Sono documenti che testimoniano inequivocabilmente la ferocia con la quale i nazisti portarono a termine negli anni ’40 il loro progetto di eliminazione fisica non solo del popolo ebraico ma anche di altre minoranze etniche e di categorie ritenute “indesiderabili”. Ci sono anche cartoline postali dell’epoca, un mitragliatore ed un elmetto in dotazione ai soldati tedeschi ed altro ancora. Il materiale esposto dà solo una pallida idea di quel che avvenne all’interno della «fabbrica della morte» voluta da Hitler e organizzata dai suoi più fedeli collaboratori secondo i più efficaci piani industriali e con inaudito scrupolo. Tra i reperti figura anche una piccola e agghiacciante “saponetta RIF”, prodotto finale di quel delirante processo. Il solo vederla fa accapponare la pelle. Le fotografie, così faticosamente reperite ed esposte nei vari «angoli» della Torre, sono state riprodotte in formato agevolmente fruibile da Giordano Emiliozzi.

Luca-Cimarosa

Luca Cimarosa

Nella esaustiva brochure della mostra, che il prof. Massimo Puliani, docente dell’Accademia di BB.AA. di Macerata e del Dams di Bologna, chiama “archivio/scrigno”, esse sono definite come «scatti della morte, volti inanimati con occhi ancora aperti, denti bianchi, macabre ed orrende visioni che non vorremmo vedere mai più». Malgrado ciò, davanti alla evidenza, «c’è ancora qualcuno che nega quel che i carnefici nazisti hanno brutalmente compiuto. E questo “negare” è doppiamente orrendo». Dopo l’intervento della prof. Luciana Salvucci, dirigente scolastica, ha preso la parola il prof. Angelo Ventrone, dell’Università di Macerata, che ha fatto una puntuale ed attenta analisi delle ragioni alla base dell’odio nazista contro gli ebrei, considerati come elemento inquinante della società, culminato con la famigerata «soluzione finale» che nell’agosto del 1941 diede il via alle scellerate operazioni di sterminio sistematico della popolazione degli internati, un vero e proprio genocidio, oggi eufemisticamente chiamato Olocausto.

Teatro-Comunale

Il teatro comunale gremito

Numerosi gli interventi della serata, a cura dello stesso prof. Puliani, del dr. Gaetani dell’ISREC di Macerata, di Lorenzo Marconi Presidente dell’ANPI Provinciale e di Vito Carlo Mancino, che ha portato il saluto della Comunità ebraica di Ancona. A seguire, il pubblico ha raggiunto la Torre della Vittoria dove, dopo il rituale taglio del nastro, il Sindaco Ileana Catalini ha ufficialmente inaugurato la mostra.

(Foto di Giordano Emiliozzi)



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