Il voto è un lusso
per gli studenti erasmus
MACERATA - Da settembre i volontari dell'associazione Esn raccolgono firme per presentare una proposta di legge che tuteli i diritti degli italiani domiciliati in paesi europei per periodi limitati. Sabato un banchetto in piazza della Libertà per aderire alla petizione
Si avvicina il traguardo elettorale. Mentre partiti e movimenti civici volteggiano nel valzer delle candidature gli elettori cercano di farsi un’idea per scegliere ed esercitare il diritto-dovere che rende cittadini a tutti gli effetti. Non tutti però si possono concedere questo “lusso”. A quanto pare infatti per i molti studenti Erasmus esprimere la preferenza potrebbe rappresentare un vero e proprio problema. L’unica speranza è quella di trovare un last minute a basso prezzo (per non incidere troppo sulla modesta borsa di poco più di 200 euro mensili riconosciuta dall’università) per arrivare in tempo e finalmente infilare l’agognata scheda nell’urna. Tempo previsto 36 ore di viaggio praticamente non stop. Danni collaterali: giorni di lavoro o di lezione buttati al vento e volendo essere ottimisti un budget minimo di viaggio di almeno 200 euro ovviamente non rimborsati. Il gruppo di coraggiosi volontari dell’associazione Esn (Erasmus Student Network), con filiali in tutte le città universitarie, sta però prendendo a cuore la questione.
Dallo scorso settembre è partita infatti la raccolta firme per garantire il diritto di voto degli italiani domiciliati all’estero. «La costituzione garantisce a tutti i cittadini Italiani il diritto di votare – commenta Claudia Brocchi responsabile territoriale del progetto #GenerazioneSenzaVoto – ma poi nella pratica tale diritto non è assicurato a tutti. Gli italiani domiciliati temporaneamente all’estero tale diritto se lo devono “guadagnare” a proprie spese, come i 25mila studenti Erasmus che ogni anno partono per completare i loro studi in un’università europea. Non è prevista nessuna tutela o garanzia per loro, l’unica possibilità di poter esercitare un loro diritto è quella di addossarsi spese e tempo per poter tornare al proprio comune di residenza». In mattinata il presidente nazionale di Esn, Fabrizio Bitetto è stato ricevuto alla Camera (dove il 13 novembre scorso si è svolto Il lancio ufficiale di #GenerazioneSenzaVoto) da un gruppo misto di giovani deputati che hanno accolto la proposta dell’associazione e stanno studiando ora una proposta di legge. «Con questa iniziativa popolare – spiega Serena D’Amato presidente di Esn Macerasmus – vogliamo cercare di cambiare lo stato di cose attualmente vigente solo in Italia.
Ad esempio parlando con un ragazzo croato che studia qui a Macerata ci ha detto che l’anno scorso lui ha potuto votare in Erasmus dalla Polonia. L’intenzione è quella di garantire a tutti gli italiani domiciliati in uno dei paesi dell’Unione Europea per un periodo che va da un mese a dodici, di poter votare per corrispondenza come già avviene per gli i residenti all’estero. La campagna è difficile visto che servono 50mila firme e ad ogni banchetto deve essere presente almeno un consigliere comunale che si faccia garante della regolarità delle operazioni». Nelle Marche, attraverso le tre sezione Esn di Ancona, Camerino e Macerata sono stati attivati più di 15 comuni, tra i quali anche Camerino, Castelraimondo, Matelica e Pievebovigliana. Sabato 17 gennaio, dalle 15 alle 20, i ragazzi di Macerasmus saranno in Piazza della Libertà, a Macerata, con un punto per la raccolta firme. «Questa raccolta firme voluta da giovani che hanno sperimentato in prima persona cosa voglia dire non poter esercitare un proprio diritto – continua D’Amato – Mediamente sono 15o gli studenti outgoing che partono da Macerata. Di questi molti sono maceratesi e marchigiani che rischiano di non poter votare alle prossime comunali e regionali di maggio. Si dice che in Italia si inizia ad agire quando ormai è troppo tardi, questo volta scendiamo in campo a tempo debito». Dove trovare la lista dei comuni italiani in cui è possibile firmare www.esnitalia.org/generazionesenzavoto


