Tony Pagoda, un mix esplosivo di talento e sregolatezza firmato Iaia Forte
MACERATA - L'attrice napoletana ha incantato il Lauro Rossi con il suo "Hanno tutti Ragione", rivisitazione teatrale del romanzo di Paolo Sorrentino
Il 2015 si apre al Lauro Rossi all’insegna della nuova drammaturgia italiana, con “Hanno tutti ragione”, tratto dall’omonimo romanzo di Paolo Sorrentino, pubblicato da Feltrinelli nel 2010. Interprete della pièce è Iaia Forte, attrice di grande temperamento, molto amata dal pubblico e con una notevole esperienza maturata in anni di attività teatrale, cinematografica e televisiva. Torna a lavorare con lo scrittore napoletano dopo lo straordinario successo internazionale de “La Grande bellezza”. Lo spettacolo nasce in occasione del «Premio Fiesole». Iaia Forte, dopo la lettura in pubblico di alcuni passi scelti del romanzo, percepisce subito il desiderio imperioso di indossare i panni del protagonista Tony Pagoda, il cantante melodico napoletano dalla vita esagerata, che riprende quello interpretato da Toni Servillo nel film “Un uomo in più”. In pratica vengono messi in scena soltanto i primi due capitoli del romanzo, quelli dedicati a New York e al «sogno americano» di Tony, che approda negli States per esibirsi al Radio City Music Hall, alla presenza del leggendario Frank Sinatra, «The Voice», suo grande idolo. Nel camerino del teatro, Tony vive l’eccitazione del concerto più importante della sua vita e dopo l’esibizione, gironzola per la città, raccatta tre prostitute, le porta in albergo e trascorre con loro l’intera notte, in un tripudio di sesso, alcol e droga.
Lo spettacolo è concepito come un concerto, nel quale i pensieri e le parole di Tony si accavallano nella confusione della sua allucinazione. Essi nascono dalle sue emozioni e dai suoi stati d’animo e dialogano con la musica, come in una partitura. Nel suo monologo Tony, con un po’ d’amarezza, riflette sul suo passato, sulle occasioni perdute, sulla sua vita dissipata. In qualche momento appare disperato e finisce per fare tenerezza. Così si conclude la sua giornata newyorkese. L’adattamento teatrale e la regia sono della stessa Iaia Forte che, dopo il lusinghiero successo di pubblico e critica ottenuto nei teatri italiani e nel corso di due entusiasmanti tournées in America e in Cina, non esclude che Tony P. possa tornare in futuro a far parlare di sé, una volta rientrato in Italia, dopo diciotto anni di esilio volontario in Brasile. L’attrice napoletana è rimasta subito ammaliata dal caratteristico stile linguistico di Sorrentino, molto particolare e dalla forte teatralità che prende immediatamente lo spettatore e che finirà per avere un ruolo da co-protagonista, ma ancor più si è innamorata del personaggio Tony Pagoda, tutto talento e sregolatezza, ora allegro, ora malinconico, di solito virile e macho e talvolta fragile e romantico, ma il tutto sempre in misura eccessiva, sopra le righe. È decisamente un personaggio ambiguo, una maschera a suo modo simpatica. L’idea di interpretare un ruolo maschile in un musical “acido” ha attratto la Forte fin dall’inizio: per un’attrice come lei che adora il travestimento e la trasfigurazione, era stuzzicante cogliere «l’occasione per allontanarsi da sé», per vivere nuove emozioni e chi meglio di Tony Pagoda poteva offrirle una chance del genere? Iaia Forte è quasi sempre sola sulla scena. Solo in alcuni momenti le fa da partner Francesca Montanino. Ha un look particolare: indossa uno smoking tempestato di paillettes su una camicia rossa.
Porta un enorme paio di occhiali a 24” e calza un’incredibile parrucca super laccata che la fa somigliare alquanto a Big Jim. Un travestimento nel complesso poco credibile, addirittura grottesco, ma che proprio per questo colpisce subito lo spettatore che accetta di buon grado il gioco teatrale. Per la trasformazione «E’ stato essenziale il lavoro sul corpo – spiega la Forte – Nel modo di camminare e nelle posizioni ho cercato il baricentro maschile, diverso dal femminile. A quel punto anche la voce viene naturale», di un tono più bassa e un po’ roca perché Tony fa un uso massiccio di tabacco, alcol e cocaina. Canta due brani di Pasquale Catalano (“La notte” e “Profumo di te”) e “Nun è peccato”, l’intramontabile successo di Peppino Di Capri. La scenografia è stata praticamente azzerata: c’è solo un cubo di plexiglass che funge da sedile e una grande scritta luminosa col nome di Tony P. Null’altro. Forse un po’ troppo poco, ma essa risponde ad una precisa scelta registica: solo segni minimi, effetti luce e niente sovrastrutture, il tutto per stimolare l’immaginazione dello spettatore. Il pubblico del Lauro Rossi ha apprezzato molto la scommessa teatrale di Iaia Forte, vinta peraltro «alla grande». Dopo una breve pausa, lo spettacolo partirà per una tournée in Sud America.

