Sacci, Confartigianato ai cittadini:
“Inviate lettere di diffida alla Regione”

CASTELRAIMONDO - Il presidente provinciale Leonori e il consigliere Zura Puntaroni invitano gli abitanti dei comuni limitrofi a far sentire la loro voce contro l'inceneritore che potrebbe avere conseguenze sulla loro salute. Enzo Marangoni sollecita la discussione della sua mozione sull'argomento
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Sacci sito

Il cementificio Sacci di Castelraimondo

Il presidente provinciale di Confartigianato Renzo Leonori e il consigliere provinciale Luigi Zura Puntaroni, con la collaborazione dell’ingegner Luigi Travaglini di Castelraimondo hanno invitato i cittadini dei comuni limitrofi a Castelraimondo ad inviare una lettera di diffida alla Regione Marche, entro il prossimo 14 gennaio, contro la realizzazione di un inceneritore al cementificio Sacci. Entro questa data sarà possibile  presentare le osservazioni al procedimento per il rinnovo dell’AIA (autorizzazione integrata ambientale) alla Sacci, il cementificio di Castelraimondo, che prevede l’ammodernamento ed il potenziamento della struttura, dal 2019. “Gentile imprenditore – scrive Leonori –  la nostra Regione si ostina nel portare avanti, le pratiche per approvare definitivamente la costruzione di un inceneritore nel cementificio Sacci di Castelraimondo, con tutti i potenziali rischi per la salute di tutti noi e delle nostre famiglie, se saremo in tanti a presentare queste osservazioni o diffide, peraltro perfettamente legittime dal momento che chiunque nei 30 gioni successivi alla pubblicazione dell’avviso nel sito regionale può presentare una “osservazione”, avremo probabilità di successo”. Identiche le parole nella lettera fatta girare dal consigliere provinciale Lega Nord Puntaroni. Nel testo della diffida, scaricabile dal sito www.imprendere.net di Confartigianato Macerata, si invitano tutti i cittadini proprietari di immobili ubicati nei Comuni di Camerino, Castelraimondo, Cerreto d’Esi, Esanatoglia, Fabriano, Gagliole, Matelica, Pioraco, San Severino, ad inviare la lettera, elencando come motivazioni il decreto di autorizzazione regionale del 4 gennaio 2013 che autorizza a continuare la produzione con l’impianto esistente.  Nella diffida si ipotizza la richiesta di intervento dell’autorità giudiziaria per il risarcimento del danno patrimoniale subìto in conseguenza dell’attività esercitata dalla Sacci e si riserva la facoltà di procedere anche nei confronti della Regione Marche nel caso in cui si profilino rischi ambientali per la salute della popolazione. Il responsabile del procedimento AIA è il dirigente regionale Giuseppe Mariani, che si occupa di valutazioni ed autorizzazioni ambientali, nel servizio infrastrutture, trasporti ed energia.

 

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Il consigliere regionale Enzo Marangoni

Il consigliere regionale Enzo Marangoni

Sulla vicenda delle autorizzazioni all’attività del Cementifico Sacci di Castelraimondo interviene il consigliere regionale Enzo Marangoni di Forza Italia.

A distanza di quasi un anno dalla sua mozione Marangoni ricorda che l’Assemblea Legislativa non ha ancora discusso la sua mozione volta alla richiesta di indagini accurate per stabilire la presenza di inquinanti nell’aria, nelle acque e nel suolo dell’area tra San Severino e Castelraimondo.
«Tenere ferma questa mozione  – ricorda Marangoni –  ha significato perdere tempo prezioso e non voler ricercare la verità. Ora in sede di riesame dell’Autorizzazione Ambientale in Regione i dati chiesti  sarebbero stati utili per definire la reale portata del problema.
Seppur mirata all’area di San Severino l’intervento voluto dalla mozione avrebbe interessato numerosi comuni del maceratese e anche dell’anconetano.
Preoccupato per la salute dei residenti soprattutto per le fasce più deboli della popolazione, esprimo piena vicinanza ai residenti dei comuni di Camerino, Castelraimondo, Esanatoglia, Gagliole, Matelica, Pioraco, San Severino, Fabriano e Cerreto d’Esi. Marangoni chiede fortemente che la Regione tenga conto delle migliaia di richieste che stanno pervenendo dai cittadini ed indirizzate al Servizio Ambiente della Regione Marche.
Vigilerò fortemente sulla vicenda, monitorando la situazione, così come accaduto per le vicende del biogas; la Regione ricordi che potrebbe ritrovarsi con altre cause milionarie per atti autorizzativi non rispettosi delle norme ambientali e sanitarie».



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