Ragno d’oro in cerca d’autore,
la vecchia gestione lascia dopo 12 anni

CINGOLI - Il contratto d'affitto è stato rescisso lo scorso 31 dicembre. Il proprietario dell'immobile Arsiero Fabrizi : "Abbiamo anche ridotto il canone arrivando a 2.200 euro. Si tratta di 500 metri quadrati completamente attrezzati. Ora siamo alla ricerca di interessati, preferibilmente residenti nella zona"

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Il ristorante “Ragno d’Oro” a Cingoli

Ha visto nascere amori, sui suoi tavoli hanno mangiato vip e politici che hanno fatto la storia, da 70 anni è il locale che attira a Cingoli le buone forchette di tutto il mondo eppure, a 12 anni dall’ultimo cambio di gestione, il celebre ristorante Ragno d’Oro chiude. Una notizia per molti inaspettata che ha provocato stupore e dispiacere in paese, dove i gestori Terzo e Simona Bonci sono molto conosciuti. «Dal 31 dicembre il contratto d’affitto è stato rescisso – spiega il proprietario dell’immobile Arsiero Fabrizi – I vecchi locatari non volevano più continuare nel settore della ristorazione e si sono dedicati ad altre attività. Lo scorso febbraio, dopo 11 anni avevamo ridotto il canone di affitto di circa 400 euro, arrivando a 2.200 euro al mese». Si chiude così un altro capitolo della gloriosa saga del ristorante fregiato anche di numerose fotografie di personalità che qui hanno gustato la migliore cucina tipica delle Marche. Una storia che i proprietari dell’immobile non vogliono interrompere, soprattutto dopo la ristrutturazione con cui anni fa hanno hanno ricavato un piano in più nello stabile. «Mio figlio che si occupa della questione – continua Fabrizi – è già in contatto con due persone interessate a prendere il ristorante. Trentacinque anni fa abbiamo fatto i lavori per aumentare di un piano. Il locale è grande 500 metri quadrati dotati di attrezzatura e cucine moderne. Preferiamo darlo in gestione a gente della zona in grado di portare avanti il ristorante seguendolo da vicino e non dovendo affrontare difficili spostamenti anche da fuori provincia». Insomma il Ragno d’Oro aspetta solo un degno gestore che sia in grado di continuare la tradizione di blasonata gastronomia che ha reso il ristorante e tutto il Balcone delle Marche celebri in Italia.

(Cla.Ri.)


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