Alla città Hotel House
i bimbi prendono il bus nel fango
e giocano tra i rifiuti

PORTO RECANATI - Il palazzone multietnico non è un paese per i più piccoli, lì il Natale è lontano: tanti di loro crescono dove il degrado e la sporcizia sono di casa. Un papà senegalese: "Mio figlio emarginato sul pullman perchè inzaccherato, piangeva". L'assessore ai Lavori pubblici Andrea Dezi: "Faremo il possibile per risolvere il problema nel giro di pochi giorni"
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I bambini che prendono lo scuolabus all'Hotel House, passando lungo una passerella di legno posta sopra il terreno fangoso

I bambini che prendono lo scuolabus all’Hotel House, passando lungo una passerella di legno posta sopra il terreno fangoso

Si sale svelti, percorrendo una specie di stuoia in legno, in mezzo al fango.

 

di Alessandro Trevisani

A quattro giorni dall’ultima pioggia, nonostante diverse giornate di sole, il parcheggio degli scuolabus, all’Hotel House, sabato mattina, è coperto di fango e pozzanghere. Come del resto da un paio d’anni, quando la Contram iniziò a usare questo piazzale a nord dello stabile, invece di entrare, come una volta, direttamente nel palazzone. Funziona così: alle 7,45 passa il pulmino delle elementari, alle 8 arriva quello delle medie. I piccoli, a decine, entrano al volo, correndo tra le risate, scansando buche micidiali anche per un fuoristrada. Nessuno aspetta il bus seduto sulla pensilina, davanti alla quale, premurosamente, alcuni papà hanno sistemato dei lunghi pezzi di compensato, che funzionano da pedane per provare a entrare a bordo senza sporcarsi. Del resto la pensilina non ha sedili, è solo una tettoia sgarrupata di plastica, ferro e vetro. E comunque c’è poco da fare: nel parcheggio, in attesa che venga almeno in parte asfaltato, tanti bimbi, d’inverno, montano sul pullman inzaccherati di fango. Dopodiché a scuola sono derisi dai compagni. “Non sederti qui, mi sporchi tutto”, ha detto il vicino di posto al figlio 12enne di A. N., senegalese, che racconta la sua storia, poco dopo averlo accompagnato giù per le scale. “Tornando a casa si è messo a piangere – racconta – ma io gli ho detto: ‘Non ti preoccupare, anch’io quando sono arrivato entravo nei bus e vedevo che tutti mi evitavano e si stringevano la borsa al petto. È normale, bisogna lottare’. Non ho i soldi per pagare l’abbonamento al bus, così mio figlio a volte lo mando via in bici: è più rischioso ma non si sporca, anche se a volte rischia di far tardi”. A. N. ha altri due figli: “La piccola ha 3 anni, il maschio 4 – spiega – mi chiedono ogni giorno di andare all’asilo con gli altri bimbi, ma in Comune mi hanno risposto che non c’è posto, così passano la giornata con la mamma, mentre io sono in fabbrica”. Altri mondi, altri problemi rispetto a quelli dei genitori che hanno un’auto per portare i figli al Villaggio di Babbo Natale, che tra gonfiabili e giochi diverte i piccoli in centro, alla scuola Diaz.

Davanti alla pensilina qualcuno ha sistemato delle pedane in legno per permettere ai bimbi di entrare nel bus senza sporcarsi

Davanti alla pensilina qualcuno ha sistemato delle pedane in legno per permettere ai bimbi di entrare nel bus senza sporcarsi

Ma come mai per questo parcheggio, che il sindaco Sabrina Montali, insediandosi a giugno, aveva citato come emblema della disintegrazione sociale a Porto Recanati, rinfacciando alla città una carenza di “coscienza”, non si è fatto ancora nulla? “Intanto il parcheggio non è nostro – spiega l’assessore ai Lavori pubblici Andrea Dezi – perché lo abbiamo in comodato d’uso dalla Sofim”. Si tratta della società che si è aggiudicata un’ampia lottizzazione intorno al palazzone, che comprenderà hotel e centro commerciale. Il parcheggio, risistemato a dovere, diventerà un onere urbano connesso a quei lotti che non sono ancora partiti: ma perché? “La ditta non trova conveniente investire adesso – risponde Dezi – così la problematica ricade su di noi. Ma qui il rischio, facendo un lavoro serio, è duplice: in futuro, a parcheggio asfaltato, rischiamo di dover rifare il livellamento del suolo in base ai piani confinanti, e di dover ripensare drenaggio, fogne eccetera. Viceversa, facendo un lavoro a metà, rischiamo di doverci rimettere mano poi, gettando soldi in una spesa che comunque toccherebbe ad altri”. Ma il problema, ora, è quello della pensilina. “Siamo intervenuti più volte già quest’anno – spiega l’assessore – tappando buche, compattando il terreno, portando via circa 10 camion di immondizia. In futuro potremmo asfaltare impiegando le economie ricavate dall’emergenza neve del 2012. Ma faremo il meglio possibile nel giro di pochi giorni, da subito: sono padre anch’io e non voglio nemmeno immaginare un problema così questo inverno”. Altro nodo all’Hotel House sono i sotterranei, dove ieri c’è stato un sopralluogo interforze (leggi l’articolo). Ci sono una ventina di garage, 4-5 dei quali sono adibiti a vere e proprie discariche con cumuli di immondizia incendiabile: sedie, copertoni, cartoni, corde, ferraglia. Addirittura, dietro una serranda mezza rotta e tenuta insieme con un catenaccio, c’è un busco, la più classica delle barchette.

Dietro alla serranda mezza aperta c'è un busco

Dietro alla serranda mezza aperta c’è un busco

“Qui, al pomeriggio, vengono i bimbi a giocare”, spiega A. N., e oltre che nei garage, anche un paio di rampe di scale sono completamente coperte di rifiuti: bottiglie, fazzoletti, pacchetti di sigarette. Ma i bambini giocano anche all’aperto, nel giardinetto che sorge dietro ai locali del doposcuola, nella parte sud ovest del palazzone. Tra panchine e altalene c’è un pandemonio di sporco: bottiglie, carta, rifiuti. Fino a pochi mesi fa a pulire ci pensava Baja, il titolare del bar sotto le logge. “In realtà, con l’aiuto degli abitanti, abbiamo ripulito tutto il palazzone un mese fa, spendendo 9mila euro, tra potature, taglio dell’erba e smaltimento dei rifiuti – spiega Alessio Sampaolesi, consigliere comunale con la delega al Decoro urbano – ma purtroppo certi problemi si ripresentano a breve”. E intanto all’Hotel House si aspetta il centro commerciale, l’hotel e, si spera a breve, una pensilina più decente per prendere lo scuolabus. In modo da poter dire che se questa città nella città – 2mila inquilini e 33 etnie – non è ancora un paese per bimbi, almeno per questo Natale lo sarà un pochino di più.

 

Il giardino interno al palazzone è pieno di rifiuti

Il giardino interno al palazzone è pieno di rifiuti

Rientrando da scuola inizia una specie di gara per trovare posto nell'unico ascensore funzionante del palazzone

Rientrando da scuola inizia una specie di gara per trovare posto nell’unico ascensore funzionante del palazzone

Cè anche un copertone tra i rifiuti di questo garage

Cè anche un copertone tra i rifiuti di questo garage

Sedie e rifiuti nel corridoio tra i garage sotterranei.

Anche un lavabo tra i rifiuti accatastati nei garage dell'Hotel House

Anche un lavabo tra i rifiuti accatastati nei garage dell’Hotel House



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