Condannato a cinque anni e due mesi per la bancarotta della concessionaria Stemacar Europe di Macerata, un crack da 600mila euro quello che veniva contestato a Iginio Gazzella, maceratese di 51 anni, ritenuto dall’accusa l’amministratore di fatto dell’azienda. Prescritte le accuse di truffa, sostituzione di persona, insolvenza fraudolenta che venivano contestate all’uomo per compiere frodi sulla vendita di auto di lusso.
Una distrazione di almeno 600mila euro dal fallimento della Stemacar di Macerata, dichiarata fallita il 24 novembre del 2005, e di cui circa 500mila euro riguarderebbero delle truffe sulla vendita di auto. Queste le accuse per Iginio Gazzella, che era imputato al tribunale di Macerata, oltre che per la bancarotta anche per truffa. Per la vicenda della bancarotta, oggi è stato condannato a 5 anni e due mesi (il pm Stefania Ciccioli aveva chiesto 5 anni e 6 mesi), mentre le altre contestazioni sono state dichiarate tutte prescritte. Tra queste la contestazione di truffa: secondo l’accusa Gazzella si sarebbe fatto consegnare somme come caparre o anticipi sull’acquisto di auto di lusso senza poi consegnare le vetture ai clienti nonostante le garanzie che ciò sarebbe avvenuto. Clienti, tra cui alcune società (due si sono costituite parte civile con gli avvocati Pietro Siciliano e Ennio Sciamanna), che sarebbero state raggirate (tra il novembre del 2004 e il settembre del 2005) per somme che vanno dai 6mila euro fino a 93mila euro. Per una truffa complessiva che si aggira sul mezzo milione di euro. Dopo la sentenza, il legale di Gazzella, l’avvocato Olindo Dionisi, ha annunciato che farà appello: “la pena mi sembra eccessiva, non ci sono prove certe che sia stato il mio cliente a distrarre le somme dal fallimento”.
(Gian. Gin.)
Commenti disabilitati per questo articolo