
Il canalone del Monte Bove dov’è stata ritrovata la scarpa di Danilo Riccini. Nella stessa zona sono stati ritrovati i resti del corpo
di Sara Santacchi
“Non abbiamo mai perso la speranza, aspettiamo però gli accertamenti antropologici per avere la certezza che il corpo ritrovato sia quello di Danilo”. Così i familiari di Riccini, il giorno dopo il ritrovamento dei resti che, con ogni probabilità, sono del runner perugino 50enne. L’uomo era scomparso il 27 maggio 2012, sul versante nord del Monte Bove, probabilmente in seguito ad una caduta durante un’arrampicata. Sono momenti drammatici quelli che stanno vivendo i familiari di Riccini, che non si sono dati pace in questi lunghi 28 mesi di speranza e attesa di sapere, né si sono dati per vinti, ma hanno continuato le ricerche privatamente. “Ormai ci eravamo fatti l’idea che lui fosse lì – dicono i familiari –, e quando le ricerche ufficiali sono state sospese, abbiamo deciso di continuare autonomamente, un anno fa abbiamo ritrovato una scarpa e tutti i risultati avuti finora sono frutto di ciò che abbiamo fatto privatamente”. Un dolore immenso quello di una famiglia che ha visto scomparire l’unico figlio: “In questo caso è valso il detto: chi la dura la vince e la nostra volontà di ritrovarlo e dare a Danilo una degna sepoltura forse riuscirà ad avverarsi – dicono i familiari che poi concludono – Ognuno a casa propria ha i propri problemi, ma se qualcuno ti dà una mano, si riuscirebbe a vivere almeno un po’ meglio”. I resti che si presume fossero di Riccini sono stati trovati ieri pomeriggio, alle 16, da una squadra di speleologi del Soccorso alpino. Il suo corpo era in un canalone, in località valle Romana, nel comune di Ussita. Una prova che potrebbe trattarsi del runner scomparso è data dal fatto che vicino al corpo c’era una scarpa identica a quella ritrovata nel corso delle ricerche.
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