di Gianluca Ginella
Il corpo senza vita del runner perugino Danilo Riccini, 50 anni, è stato trovato oggi pomeriggio in un canalone sul versante nord del Monte Bove. Era scomparso da oltre due anni. A ritrovarlo una squadra del Soccorso alpino delle Marche che stava effettuando una esercitazione in zona.
Era scomparso dal 27 maggio del 2012 Danilo Riccini, appassionato escursionista, perugino benestante (il padre è imprenditore) che quel giorno di oltre due anni fa era venuto a fare una escursione sui Sibillini ed era poi sparito nel nulla. Un giallo quello di Riccini, che è durato oltre due anni. Fino ad oggi pomeriggio alle 16. Quando una squadra degli speleologi del Soccorso alpino ha ritrovato i resti di una persona in località valle Romana, nel comune di Ussita, sul versante nord del Monte Bove. I resti si trovavano in fondo ad un canalone, ai piedi di una parete rocciosa. Riccini forse stava scalando la parete quando è precitato (questa è al momento l’ipotesi investigativa). Dal corpo ritrovato mancavano la testa e le braccia, ma per i carabinieri della Compagnia di Camerino (subito allertati in seguito al ritrovamento) si tratterebbe con tutta probabilità del corpo di Riccini, anche perché vicino c’era una scarpa, dello stesso tipo di una che venne ritrovata nel corso delle ricerche e che fu accertato appartenere al runner perugino (leggi l’articolo).
Il magistrato di turno, comunque, ha disposto ulteriori accertamenti antropologici per definire con assoluta certezza che i resti siano quelli del perugino scomparso (che sono stati portati all’obitorio di Camerino). Nel corso delle indagini venne trovata, oltre alla scarpa, l’auto di Riccini, una Fiat Punto, che era stata lasciata in località Calcara di Ussita. E proprio nella zona di Ussita si erano concentrate le ricerche sin dal momento della scomparsa. Difficile però individuare il corpo del 50enne dentro il profondo canalone dove era caduto. Riccini non era sposato e non aveva figli. Non lavorava ma era una persona benestante (il padre ha una impresa) e amava fare escursioni. Una passione che però gli è costata la vita.
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