TRAGEDIA NEI CIELI
Cinquemila gradi dopo l’esplosione:
i quattro militari morti nell’impatto

INCIDENTE TRA I TORNADO - Lo scontro tra i caccia è avvenuto a una velocità di oltre 800 chilometri orari, due secondi tra il passaggio dei jet e il boato. Ritrovata la scatola nera di uno dei velivoli. Proseguono le ricerche di due componenti dell'equipaggio
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Una parte dei jet esplosi

Una parte dei jet esplosi

esplosione_2di Gianluca Ginella

Una esplosione che ha generato temperature di 5mila gradi: i militari che stavano sui caccia Tornado, secondo gli investigatori, sarebbero morti immediatamente dopo l’impatto. Non ci sarebbe nessuna speranza, dunque, di ritrovare vivo qualcuno dei 4 militari che si trovavano sui jet esplosi nei cieli sopra Ascoli martedì pomeriggio (leggi l’articolo). Secondo quanto emerge dall’indagine della procura di Ascoli, i jet al momento dell’impatto viaggiavano ad una velocità di ottocento-mille chilometri orari. I testimoni parlano di due secondi tra il passaggio dei caccia e l’esplosione nei cieli. Un incidente aereo che sarebbe avvenuto, come anticipato ieri (leggi l’articolo), a causa di un errore di uno dei piloti: questa l’ipotesi degli investigatori. Al momento sono due i corpi dei piloti ritrovati, che saranno identificati tramite l’esame del dna. Proseguono le ricerche degli altri due militari dispersi. Oggi intanto è stata trovata la scatola nera di uno dei due caccia.

Le specifiche tecniche dei caccia Tornado

Le specifiche tecniche dei caccia Tornado

Sono esplosi immediatamente dopo l’impatto i due caccia Tornado dell’Aeronautica militare partiti dalla base di Ghedi (Brescia) e in volo di addestramento sopra i cieli di Ascoli martedì pomeriggio. Tutto è avvenuto nel giro di non più di due secondi: questo il tempo, secondo quanto riferito dai testimoni agli investigatori (indagano la polizia e i carabinieri di Ascoli) trascorso tra il passaggio dei jet e il boato nei cieli. Aerei che viaggiavano ad una velocità, secondo fonti dell’Aeronautica, tra gli 800 e i mille chilometri l’ora quando è avvenuto l’impatto. Un impatto perpendicolare, con uno dei jet che con la punta è finito nella fiancata dell’altro aereo. A causa, secondo una prima ipotesi della procura, di un errore di calcolo di uno dei piloti. L’impatto, terrificante, ha generato una esplosione immediata e una temperatura di 5mila gradi: che non avrebbe lasciato scampo, secondo gli investigatori, ai quattro componenti dell’equipaggio. Per gli inquirenti non c’è nessun dubbio che i militari siano tutti morti nell’impatto nei cieli. Gli aerei si sono letteralmente polverizzati dopo lo schianto. I magistrati ascolani, che hanno aperto un fascicolo per disastro aereo colposo, acquisiranno i tracciati radar e i piani di volo dei due velivoli caduti e uno storico di piani di voli precedenti sulla stessa rotta. Fondamentale per la ricostruzione sarà l’esame delle scatole nere. Una di queste è stata ritrovata in una valle in località Poggio Anzù dai militari dell’Aeronautica che stanno partecipando alle ricerche e consegnata alla questura di Ascoli. Intanto proseguono le ricerche dei militari. Due finora i corpi ritrovati. Sono però irriconoscibili e per identificarli occorrerà l’esame del dna, disposto dalla procura di Ascoli.

I quattro piloti dispersi: in alto da sinistra Giuseppe Palminteri e Alessandro Dotto, sotto Paolo Piero Franzese e Mariangela Valentini

I quattro piloti dispersi: in alto da sinistra Giuseppe Palminteri e Alessandro Dotto, sotto Paolo Piero Franzese e Mariangela Valentini

A bordo dei due aerei c’erano il capitano Mariangela Valentini, 31 anni, di Borgomanero (Novara), pilota, il capitano navigatore Paolo Piero Franzese (che volava sullo stesso caccia di Valentini), il capitano Alessandro Dotto, pilota, di San Giusto Canavese (Torino) e il capitano Giuseppe Palminteri, di Napoli, navigatore. L’area delle ricerche oggi è stata estesa sino a novanta ettari per cercare di trovare i piloti dispersi. A cercarli ci sono 120 persone tra vigili del fuoco, carabinieri, poliziotti, corpo forestale, volontari della protezione civile. Sinora sono state trovate varie parti dei velivoli sparse su tre colline tra i comuni di Ascoli e Venarotta: porzioni di ali, parti metalliche componenti elettrici e idraulici di varia natura, parti di motori ma anche documenti di navigazione, block notes, un pezzo di seggiolino. L’Aeronautica in un comunicato scrive: “La priorità al momento è la ricerca e il recupero dei due militari ancora dispersi, attività che vengono condotte senza sosta in volo dagli elicotteri dell’Aeronautica militare e a terra dalle squadre dei soccorritori civili e militari. La massima attenzione è posta anche al recupero sul terreno dei materiali e di tutto ciò che è necessario per portare a compimento l’indagine tecnica”. Intanto il capo di stato maggiore dell’aeronautica militare, il generale Pasquale Preziosa, ha incontrato i familiari e i colleghi dei quattro piloti dispersi: ai quali ha voluto portare il messaggio di cordoglio del ministro della Difesa Roberta Pinotti e delle varie istituzioni.



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