Sergio Reggioli si racconta alla vigilia del concerto dei Nomadi

Migliaia di fans in arrivo a Porto Potenza per l'evento di domenica 20 luglio nella città del violinista: "Speriamo di soddisfare tutti quanti, il pubblico, noi musicisti e la gente del paese che magari avrà piacere di venire ad ascoltarmi"

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I Nomadi

I Nomadi

Sono in arrivo da ogni parte d’Italia i fans dei Nomadi che domenica 20 luglio, alle 21.00, si esibiranno a Porto Potenza Picena. E tantissimi sono anche gli estimatori, del gruppo più longevo del nostro Paese, nelle Marche. Tra i 150 fans club attivi ce n’è uno a Tolentino ed un altro a Loreto, tanto per ricordare i più vicini (leggi l’articolo).

La tappa di Porto Potenza Picena del tour 2014 dei Nomadi darà l’opportunità al violinista della band, Sergio Reggioli, di esibirsi per la prima volta nella sua città, dove vive insieme alla moglie e alla figlioletta Maria Luce e dove ha intrapreso lo studio del violino fin da piccolo grazie al sostegno del padre Giovanni, grande appassionato di musica.  Quello di domenica è un evento musicale esclusivo a livello regionale con cui verranno proposti 50 anni di storia dei Nomadi in un unico concerto. La location dell’evento è l’area antistante il Palazzetto dello Sport.
Biglietti del concerto (ingresso 20,00 euro, ridotto 10,00 euro in convenzione). Per informazioni 3474739142.

 

«Finalmente riusciamo a suonare a Porto Potenza – commenta entusiasta Sergio-  Veramente era già successo qualche anno fa però era stata una location di ripiego perché c’erano stati problemi nel luogo dove dovevamo esibirci.  Speriamo di soddisfare tutti quanti, il pubblico, noi musicisti e la gente del paese che magari avrà  piacere di venire ad ascoltarmi».

 

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Reggioli imbraccia una chitarra (il violinista ama cimentarsi nell’uso di altri strumenti)

Il violino, uno strumento che conferisce alle sonorità tipiche dei Nomadi la nota caratteristica che li  ha sempre contraddistinti  in chiave folk. «Il violino è’ stato impiegato per cantare delle melodie diciamo importanti quali “Ho difeso il mio amore”,  “Io voglio vivere” che è uno dei più grandi successi che abbiamo avuto. Oppure per abbellire, per  arrangiare altri brani che si trovano nei vari album come quartetti d’archi oppure sessioni di  strumenti ad arco che hanno sicuramente caratterizzato alcune canzoni». I Nomadi, un gruppo che ha fatto la storia della canzone italiana e che continua a riscuotere successo eserciatando fascino su un pubblico trasversale, in termini di età e gusti musicali. «A questo discorso degli anni non ci bado mai, quello che mi stupisce è vedere che le nuove  generazioni, accompagnate dalle vecchie o per proprio istinto, cominciano a seguirci. La storia dei  Nomadi è un percorso attraverso le parole, che sono importantissime, da quando c’era Guccini che  collaborava con i Nomadi alle ultime canzoni, trattano sempre di argomenti importanti che  dovrebbero servire perlomeno a stimolare la gente». Un retroscena vasto e sempre impegnato che poggiando su produzioni sempre attente a contenuti e linguaggi non preclude nessun tipo di prospettiva per il futuro.  «Penso che non avere progetti nella vita sia morire un pò in anticipo. Quindi di progetti ce ne sono  sempre e sicuramente la mia storia musicale passa attraverso i Nomadi. Sarò ancora onorato di  questa mia appartenenza di cui sono orgoglioso.

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