Mandorlini incontra la Maceratese
Il Tolentino si arrabbia e lo manda via

CALCIO - L'attaccante era stato confermato per la prossima stagione ma il suo incontro con i biancorossi è stato fatale. Il vice presidente cremisi Marco Romagnoli: "Il comportamento tenuto dal giocatore non rientra nell’ambito di quelli tollerati dalla società. Se un mio dirigente faceva una cosa del genere lo cacciavo a pedate"
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Andrea Mandorlini

Andrea Mandorlini

di Marco Cencioni

Andrea Mandorlini non è più un giocatore del Tolentino. La società crèmisi ha ufficializzato oggi pomeriggio, tramite un comunicato stampa, di aver “deciso di non avvalersi più delle prestazioni sportive del calciatore Andrea Mandorlini”, in quanto “ha preso atto dei recenti incontri che si sono tenuti fra il giocatore e la Maceratese nonostante la riconferma, concordata fra il sodalizio crémisi e il calciatore, avvenuta ad inizio del mese di giugno e ufficializzata dalla scrivente anche a mezzo stampa” (leggi l’articolo). Confermate, quindi, le voci che vedono l’attaccante, autore di otto gol la passata stagione, nel mirino della squadra della sua città (leggi l’articolo). “Il comportamento tenuto dal giocatore non rientra nell’ambito di quelli tollerati dalla società e non corrisponde ai quei requisiti che si considerano fondamentali per far parte del gruppo”, si sottolinea nella chiusura del comunicato, concetto ripreso anche dal vice presidente crèmisi, Marco Romagnoli. “Il Tolentino ha bisogno di gente motivata e convinta che la scelta di vestire la casacca crémisi sia la cosa migliore che possa capitare. Ritenevamo che anche Mandorlini fosse uno di questi, ci siamo sbagliati. Son cose che succedono, meglio che certi chiarimenti siano tempestivi. Sia ben chiaro che non abbiamo nessun risentimento contro Andrea, al quale auguro le migliori fortune”. Sul comportamento tenuto dalla Maceratese in questa circostanza, Romagnoli afferma: “Giudichino gli altri. Da vicepresidente io non mi sarei mai permesso di andare a cercare un giocatore ufficialmente confermato da un’altra società e se un mio dirigente l’avesse fatto lo avrei cacciato a pedate. Noi siamo così. Probabilmente fuori moda, ma è così che abbiamo scelto di porci all’interno del mondo del calcio”.



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