“Ho prestato all’Eni, come ogni due mesi, 562 euro”

LA LETTERA - Lo sfogo del nostro lettore Arrigo Antolini dopo il pagamento della bolletta
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Arrigo Antolini

Arrigo Antolini

Dal nostro lettore ed ex consigliere comunale di Macerata Arrigo Antolini riceviamo:

“In un periodo economico così difficile per le famiglie italiane, anche l’ENI spa divisione gas & power, è da tempo scesa in campo per approfittare in estate e specialmente in inverno, dell’ indifendibilità dei cittadini nei loro confronti. Nessuna trasparenza, diritti negati, fatture errate, assenza di contatti diretti con gli operatori, segreterie con risponditori automatici, incomunicabilità assoluta, solo un numero di fax o un indirizzo di una casella postale, assenza addirittura dell’indirizzo o dell’e-mail dell’ufficio “gestione reclami”, mancate fatturazioni con tutto il danno che ne conseguirà per l’utente e fatture eccessive. Qualche giorno prima della scadenza di pagamento arriva per posta, com’è normale, la fattura del gas nella quale è indicato chiaramente che “il bravo cliente, per non incorrere nella prossima fattura, in consumi non stimati, ma effettivi dovrebbe opportunamente fare la lettura del suo contatore nei giorni precisamente indicati dall’Eni nella predetta fattura e comunicarli per telefono allo 800.999.800”, cosa che diligentemente faccio da anni. Nonostante il bravo cliente adempia con precisione e puntualità a quanto richiesto, con i smc rilevati e effettivamente consumati, la successiva fattura che arriva, contiene dati di fantasia largamente superiori al dichiarato dall’utente con un aumento dei smc non corrispondente neanche ai consumi medi del cliente con inoltre una  lettura,“stima Eni”, al di fuori delle date comunicate e categoricamente fissate nella fattura precedente, giocando sulla confusione. Quanto sopra esposto porta inevitabilmente ad un ingiusto e gravoso maggior esborso di danaro da parte dell’utente anche per cifre rilevanti.  In quasi tutte le fatture alla voce “ restituzione consumi fatturati in acconto”  con calcoli incomprensibili, prendendo  i dati chissà dove, (visto che qui si fa la lettura effettiva dei contatori solo due volte l’anno fotografando i contatori con personale addetto), mi vedo scalate  un totale di metri cubi di gas non corrispondenti nè ai dati effettivi da me comunicati nè a quelli aumentati della “stima Eni”,  restituzione che comunque sta a dimostrare  che  con le precedenti fatture sono stati aumentati i dati dei consumi  incuranti delle letture effettive da me fatte e poi,  che  sono state effettivamente  gonfiate le fatture  facendomi pagare scorrettamente  e anticipatamente somme non dovute. Ho provato  anche con altri a controllare, ma tutto è rimasto incomprensibile sul metodo adottato per la restituzione dei metri cubi fatturati precedentemente in acconto. Quello che è parso, invece, comprensibile immediatamente è l’assoluta non trasparenza . Circa i “conguagli”, infatti, non capisco: se il prezzo non aumenta nel tempo, se io faccio la regolare lettura ogni due mesi, se su ogni fattura bimensile pago anche i numerosi metri cubi in più, come può essere che ogni tanto si richiedano altre somme per i  conguagli ? L’utente, già così tanto da tutti tartassato, non deve e non può anticipare il proprio denaro e così finanziare anche l’Eni, che invece si deve attenere con trasparenza e onestà alle regole generali di comportamento ed etica commerciale rispettando, in primis, le regole che egli stesso detta.  Ho prestato, dunque, all’Eni come al solito, ogni due mesi dei soldi, e questa volta me la sono cavata con un totale anticipato di 562 euro circa”.



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