Cesare Paciotti indagato
La griffe non avrebbe pagato
391mila euro

CIVITANOVA - Insolvenza fraudolenta e appropriazione indebita tra le ipotesi di reato contestate dalla procura di Macerata al noto imprenditore e alla sorella Paola. I due amministratori: "Siamo sereni, affronteremo qualsiasi confronto con la magistratura"
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L'azienda di Paciotti

L’azienda di Paciotti

di Gianluca Ginella

L'imprenditore Cesare Paciotti

L’imprenditore Cesare Paciotti

Indagine su Paciotti: un fornitore ha presentato un esposto denunciando di aver spedito una partita di merce del valore di circa 400mila euro che non sarebbe stata pagata. La procura ha aperto un fascicolo, iscrivendo nel registro degli indagati sia il famosissimo imprenditore Cesare Paciotti, che la sorella Paola, in qualità di amministratori della Paciotti spa.

Cesare Paciotti e la sorella Paola sono indagati dalla procura di Macerata per varie ipotesi di reato tra cui insolvenza fraudolenta e appropriazione indebita. Questo in seguito all’esposto presentato in procura da uno dei fornitori del noto marchio della moda. Nell’esposto (in cui si ipotizza anche il reato di truffa) si parla di un debito di 391mila euro per la lavorazione di capi di abbbigliamento svolta per la Paciotti spa dal fornitore. Sempre secodno il documento, la ditta Paciotti aveva ordinato la lavorazione in un momento in cui, viste le note difficoltà che sta attraversando il marchio, sapeva che non sarebbe stata in grado di pagare. La procura di Macerata ha affidato le indagini alla guardia di finanza di Civitanova, per accertare se vi possano essere fondamenti e risvolti penali nell’esposto presentato dal fornitore. Molto nella vicenda varrà la richiesta di concordato preventivo presentata dall’imprenditore al tribunale di Macerata per cercare di risanare i conti della sua azienda.

Paola Paciotti

Paola Paciotti

Il noto marchio sarebbe andato in crisi a causa di mancate riscossioni di crediti ingenti. Un danno, quello in seno alla Paciotti, che si aggirerebbe su decine di milioni di euro. Il tribunale di Macerata aveva dato 60 giorni di tempo ai vertici della griffe per presentare un piano industriale di rilancio dell’azienda e di rientro dei debiti. Nei giorni scorsi la Paciotti ha chiesto una proroga del termine, che è stata concessa (anche per salvaguardare i 200 dipendenti della ditta) fino al 27 aprile. La Finanza dovrà accertare se nel fare l’ordinazione della merce la ditta Paciotti sapesse che non sarebbe stata in grado di pagare la ditta fornitrice. In una nota, Cesare e Paola Paciotti dicono: “Gli amministratori della Paciotti non hanno ricevuto nessun avviso di essere sottoposti ad alcuna indagine e sono comunque sereni nell’affrontare nelle opportune sedi qualsiasi confronto con la magistratura, avendo provveduto ad attivare le procedure di legge proprio a tutela degli interessi di tutti i creditori, per fronteggiare le difficoltà in cui si è trovata improvvisamente, a causa della mancata riscossione di ingentissimi crediti e di una inspiegabile stretta creditizia del sistema bancario”.



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