Lasciano pochi dubbi le analisi genetiche effettuate sulla scarpa da montagna ritrovata in località Valle Romana alle pendici del Monte Bove, nel Comune di Ussita. E’ quasi certa la sua appartenenza a Danilo Riccini, runner perugino scomparso il 27 maggio 2012 a Calcara di Ussita (leggi l’articolo).
La scarpa è stata ritrovata grazie alla squadra del Sasm (Soccorso Alpino Speleologico Marche) presieduto da Paola Riccio, in collaborazione con il Soccorso Alpino Umbria presieduto da Mauro Guiducci, ha così permesso di svolgere sul reperto un’indagine di tipo genetico volta ad accertare la presenza di tracce biologiche di Danilo Riccini. Le analisi del profilo del dna effettuate sul materiale repertato sono state svolte nella sezione di Medicina Legale e Scienze Forensi dell’Università degli Studi di Perugia ad opera della dottoressa Eugenia Carnevali che si è valsa del contributo della dottoressa Sara Merigioli per il confronto, tramite valutazione biostatistica, dei campioni di dna ottenuti dai vari reperti. Un’accurata indagine, dunque, durata diversi mesi in considerazione del fatto che i reperti sono stati rinvenuti in condizioni non ottimali, in quanto posti in luogo aperto e soggetti alle intemperie e soprattutto in un lasso di tempo lungo, oltre un anno dalla scomparsa di Danilo Riccini.
Le ricerche per trovare Danilo, da parte della famiglia, in realtà non si sono mai fermate, dopo quelle istituzionali interrotte dopo tre giorni e senza esito. I genitori anziani di Danilo incontrano a Roma qualche mese dopo la scomparsa il Commissario Straordinario del Governo per le persone scomparse, che segue il caso e che rassicura nell’attivazione e nell’interessamento istituzionale la vicinanza alla famiglia qualora venga rinvenuta traccia riconducibile a Danilo. Ma i familiari stretti da parenti e amici più cari non vogliono arrendersi e si mobilitano su più fronti attivando tutti i canali possibili per proseguire le ricerche di Danilo grazie ad associazioni pertinenti e l’ausilio di operatori cinofili specializzati, ma senza esito. Ad affiancare continuamente i familiari c’è l’Associazione Penelope Marche. Tramite la presidente Giorgia Isidori e il legale dell’associazione Andrea Tuzi , i familiari di Riccini hanno ottenuto l’autorizzazione alla prosecuzione delle ricerche a carattere privato. I volontari del Sasm a fine agosto 2013 programmano le operazioni di ricerca: ispezionano la zona rocciosa del Monte Bove nord spingendosi ad alta quota e nell’occasione si rende necessario anche l’utilizzo dell’elicottero della forestale. Proprio nel corso di una di queste ricerche viene rinvenuta la scarpa a Valle Romana, più precisamente in fondo alla zona rocciosa del Bove. Già da una prima analisi incrociata dei dati insieme ai carabinieri di Ussita e i tecnici del Soccorso Alpino si ha subito l’impressione che possa essere di Danilo, l’ipotesi è avvalorata dal fatto che la famiglia trova a casa la scatola corrispondente, purtroppo vuota. Da quel momento il Soccorso Alpino pianifica una serie di ricerche attorno alla zona più vicina al ritrovamento; in almeno due ricerche vengono utilizzati tecnici specializzati nella scalata in roccia, senza alcun esito. L’ipotesi ritenuta più plausibile è che Danilo possa essere scivolato accidentalmente durante un allenamento percorrendo le creste del Monte Bove. Si ipotizza che la scarpa sia stata trascinata in fondo alla zona rocciosa durante lo scioglimento della neve o a causa delle forti piogge.
Forse il mistero per la sorte di Danilo è racchiuso tutto in quella scarpa da montagna in cui lascia un suo passaggio in quei luoghi così segreti e solitari che tanto amava e che ancora non permette fino in fondo di conoscere alla famiglia, dopo numerose ricerche, dove sia il suo corpo.
A stringersi e a collaborare con i familiari, oltre all’Associazione Penelope Marche, sono il Sindaco e tutta la comunità di Ussita e di Frontignano, i Carabinieri della Stazione di Ussita, e l’Ente Parco cui la famiglia non smette mai di ringraziare perché per chi soffre in attesa, la speranza e l’azione sono le cose migliori cui aggrapparsi. La famiglia Riccini, visti i risultati delle analisi fatte sulla scarpa, inoltrerà istanza alla Prefettura di Macerata al fine di poter riattivare le ricerche a carattere istituzionale.
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