Maggioranza a rapporto dopo il Consiglio
Centrodestra e M5S invocano le dimissioni

CIVITANOVA - Durante il vertice hanno tenuto banco le crepe che si sono aperte nell'Assise di ieri, ma il sindaco minimizza il voto contrario: "Episodio accidentale, la coalizione è pienamente compatta". I grilini chiedono a Micucci di fare un passo indietro, il resto dell'opposizione a tutta la Giunta
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Il sindaco Corvatta e il vice sindaco Silenzi

Il sindaco Corvatta e il vice sindaco Silenzi

di Filippo Ciccarelli 

Arriva in uno dei momenti più concitati del percorso amministrativo la verifica interna ai partiti che guidano la maggioranza di governo a Civitanova. La riunione non è stata decisa in fretta e furia dopo il voto in Consiglio che ha respinto il riconoscimento di alcuni debiti fuori bilancio (leggi l’articolo), perché già in calendario. Ma è chiaro che a tenere banco sia stato l’esito della prima seduta consiliare del 2014, quella che ha sancito una divisione marcata tra la Giunta e i consiglieri che dovrebbero sostenerla. Passata la bufera, la parola d’ordine in maggioranza è quella di tenere duro e ricompattarsi. In un clima teso e nel quale non si è tuttavia arrivati a decisioni clamorose, né è stato deciso alcun rimpasto, il sindaco Corvatta ribadisce l’unità della sua squadra. «Al temine della seduta si ribadisce la piena compattezza della coalizione e si considera l’episodio di venerdì sera in Consiglio comunale come accidentale e dovuto all’incompleta informazione su di un argomento con delicati risvolti amministrativi e contabili» ha detto il primo cittadino. «Nessun componente della coalizione esprime un dissenso, né sulla linea di fondo né sul merito dei punti all’ordine del giorno – prosegue Corvatta -, le sbavature amministrative accadute non sono ammissibili,

L'assessore all'urbanistica Francesco Micucci

L’assessore all’urbanistica Francesco Micucci

ma comunque possibili, e non debbono rimanere senza individuare le responsabilità sia tecniche che politiche. La riunione è stata inoltre l’occasione per approfondire le questioni amministrative aperte e per tracciare un bilancio di questo primo anno e mezzo di esperienza amministrativa con le grandi difficoltà finanziarie presenti. La maggioranza si è lasciata dandosi una settimana di tempo per rielaborare punti programmatici, modalità e responsabilità per giungere ad una piena condivisione, che possa ridare slancio e incisività all’azione amministrativa.  Il confronto è stato costruttivo ed approfondito, in un clima di positiva franchezza» ha concluso Corvatta.

E se il sindaco, pur condannando le “non ammissibili sbavature amministrative”, minimizza la conseguenza politica di quanto avvenuto per mano dei consiglieri al momento della votazione, il centrodestra torna alla carica e chiede le dimissioni di tutta la Giunta. L’opposizione parla di uno “scollamento evidente” tra la squadra di Corvatta e la maggioranza.
«Devono dimettersi tutti» è il coro unanime dei consiglieri Corallini, Mobili, Ciarapica, Marzetti e Marinelli. «Quello che è successo ieri è chiaro. E’ come se il sindaco avesse detto di avere speso 21mila euro, e la sua maggioranza non ha votato. Micucci ha detto di assumersi le sue responsabilità – ha detto Mobili – ma in un anno e mezzo non ha fatto niente per l’urbanistica, se non far scadere la variante Sabatucci». Secondo Marzetti «Corvatta è stato sfiduciato. Con i problemi derivanti dalla crisi, dalla disoccupazione e le montagne di tasse che vessano i cittadini, si permettono il lusso di far scadere la lottizzazione Sabatucci.

(Da sinistra) i consiglieri Corallini, Mobili, Marzetti e Ciarapica

(Da sinistra) i consiglieri Corallini, Mobili, Marzetti e Ciarapica

L’Amministrazione deve riflettere, in 18 anni di governo noi non abbiamo mai fatto scadere né votato contro una delibera portata in Consiglio». Marinelli invita il sindaco a «tirare fuori gli attributi. Non si è accorto che ogni assessore lavora per conto proprio e che il segretario non dà garanzie; Corvatta dovrebbe coordinare il tutto ma non riesce a farlo, e a rimetterci è Civitanova. Molti consiglieri di maggioranza, infatti, cominciano a smarcarsi da questa Amministrazione». Per Ciarapica, che mostra un calendario ironizzando sul fraintendimento dei 180 giorni/6 mesi di limite massimo per approvare la lottizzazione Sabatucci, «se la maggioranza si divide su 21mila euro di debiti per lavori eseguiti e che hanno deciso loro, non è in grado di affrontare grandi questioni come Civita Park, area Ceccotti e regolamento edilizio, per cui questa Amministrazione dovrebbe dimettersi prima di fare altri danni».

 

Mirella Emiliozzi e Pier Paolo Pucci (M5S)

Mirella Emiliozzi e Pier Paolo Pucci (M5S)

E’ solo l’assessore all’urbanistica Micucci a finire nel mirino del Movimento 5 Stelle, che chiede le sue dimissioni: «L’assessore all’urbanistica ormai da più di un anno e mezzo, che è stato in passato per più di 10 anni consigliere comunale di opposizione e che nell’ultimo quinquennio è stato pure il capogruppo dei consiglieri Pd, deve sapere la differenza tra un termine di 180 giorni ed un termine di 6 mesi in una questione urbanistica.  Soprattutto se pensiamo alla marea di cementificazioni approvate negli ultimi anni dal centrodestra, spesso col voto contrario dello stesso Pd. A questo punto dovrebbe solo dimettersi perché come lui stesso ha dichiarato in aula, è stato “un errore del quale mi assumo tutte le responsabilità”. Se poi come si sussurra in giro ci sono altre situazioni da coprire sarebbe ancora peggio. Seguirà la giusta coerenza? Cosa farà a questo punto il Sindaco se l’assessore non si dimetterà?  Finirà ancora una volta come accade per la questione Civita Park : non vedo, non sento, non parlo?».

 

(Da sinistra) i consiglieri Marzetti, Ciarapica e Marinelli

(Da sinistra) i consiglieri Marzetti, Ciarapica e Marinelli



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