G. Rosato, “Ancora il treno punta alle paludi”

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Giuseppe Rosato

Ancora il treno punta alle paludi
del riso, ancora romba sui passaggi,
fischia come in un sogno alla campagna.

S’avverte il trapassare dei paesaggi
da un grigio, grigio nero, luce, buio,
e la notte più densa quando il mare
s’incurva e s’allontana, quando il segno
del nostro sud si lascia dietro ad esso
e la pianura ha luci troppo rade,
troppo chiuso silenzio.
Il treno pare
caduto all’improvviso, ora la nebbia
innalza dietro a noi tacitamente
una soglia già tesa ad aspettarci.

 

G. Rosato, da “Ars oratoria e altro” (Lacaita, 1974)

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