Colbuccaro, avvocati dei commercianti:
“Andremo dalle autorità giudiziarie”

CAMERINO - Dopo non aver ricevuto alcuna risposta dalle autorità, i legali dei 27 titolari delle attività produttive, stanno valutando quali azioni intraprendere per tutelare i propri clienti
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Il guado di Corridonia durante l'ultima ondata di maltempo

Il guado di Corridonia durante l’ultima ondata di maltempo

di Carmen Russo

Non ha ricevuto alcuna risposta la lettera inviata al presidente della Regione, della Provincia e al sindaco di Corridonia da parte dei legali delle aziende di Colbuccaro (leggi l’articolo), che lamentavano di essere rimasti isolati a causa della chiusura, l’ennesima, del guado. La richiesta era stata inoltrata al fine di trovare una soluzione concreta a quel continuo disagio cui sono sottoposti i commercianti della frazione di Corridonia, a causa sono necessari lavori di ripristino del guado del fiume Fiastra conseguenti ad abbondanti piogge.

“Prenderemo atto e valuteremo quale sia il miglior modo per tutelare i nostri assistiti – ha affermato l’avvocato Vando Scheggia, legale dei commercianti insieme all’avvocato Cinzia Maroni – E se sia il caso di rivolgerci alle autorità giudiziarie vista la distanza “siderale” tra l’amministrazione pubblica e la cittadinanza dimostrata dall’assenza di risposta”.

L'avvocato Vando Scheggia

L’avvocato Vando Scheggia

Un’urgenza, quella della definitiva sistemazione del ponte sul torrente Fiastra, a cui le autorità dovrebbero rivolgere le loro attenzioni per arginare la sempre crescente emergenza che tocca i commercianti e l’intera economia della frazione, rimasti comunque inascoltati “malgrado le condizione lamentate dalla stragrande maggioranza dei titolari di attività produttive e commerciali di Colbuccaro sia andata ancor più deteriorandosi”. I 27 commercianti, infatti, si ritrovano isolati in caso di forti perturbazioni, come è stato eclatante nell’ultima ondata di maltempo, quando le copiose piogge hanno coperto il guado del fiume, lesionato dall’alluvione del 2011 e mai più ripristinato.
Proprio a causa del guado, sarebbero apparse scritte su Facebook, offensive verso i legali dei commercianti. Sul social network sarebbero stati chiamati, infatti, “avvocatucci” e le loro missive, “letterucce” seguite, poi, nella frase, da altre volgarità. “Siamo rimasti esterrefatti e valuteremo le azioni da intraprendere per una querela per diffamazione”.

 

 



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