Alluvione a Recanati, Fiordomo:
“Non è possibile l’emergenza
se piove un po’ di più”

Il sindaco della città leopardiana attacca: "I Comuni non hanno competenze sui fiumi". Gli fa eco l'assessore provinciale Biagiola: "Dall'alluvione del 2011 non è stato fatto nulla di quanto chiesto alla Regione"
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alluvione dicembre 2013 sambucheto e chiarino di guido picchio (20)

I vigili del fuoco sul ponte Chiarino

di Mauro Nardi

(foto di Guido Picchio)

Abitazioni e aziende evacuate, strade chiuse al traffico e personale del Comune, volontari della Protezione Civile e dell’Associazione Carabinieri al lavoro da questa mattina a Recanati. La pioggia di queste ultime ore ha fatto scattare l’allarme in diverse zone della città. In particolare in quelle di campagna come Chiarino, Squartabue e Sambucheto, ovvero in quelle aree che si trovano a ridosso dei fiumi Potenza e Musone. La situazione ora è sotto controllo, ma in mattinata si è temuto il peggio tanto da consigliare l’evacuazione di qualche famiglia, alcune delle quali si sono rifiutate di lasciare la propria casa.

Il sindaco Fiordomo

Il sindaco Fiordomo

«Questo perché ormai si sono abituate a queste continue emergenze – spiega un amareggiatissimo sindaco Francesco Fiordomo nel corso di una conferenza stampa convocata nel pomeriggio al Palazzo Comunale -. Alcune famiglie sono state ospitate da parenti, altre si sono attrezzate con dei sacchi per proteggere le loro abitazioni. I nostri operai questa mattina li hanno aiutati a fare gli argini, a spostare di peso automobili che rischiavano di finire sotto l’acqua. Questa è diventata una situazione non piu’ sostenibile, oggi l’allerta era ordinaria.

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Il fiume Potenza in piena

Non è possibile che nel nostro territorio se piove un po’ di più deve scattare un’emergenza con danni ingenti. E’ da quando sono diventato sindaco, che denuncio questa situazione agli Enti che sono preposti a fare questi interventi: mille incontri, mille lettere, mille sollecitazioni. Noi possiamo fare tante analisi sul perché di questa situazione ma le analisi lasciano il tempo che trovano. Ora bisogna intervenire sul letto dei fiumi con interventi strutturali perché è chiaro che non serve e non basta più intervenire ogni tanto sui margini dei fiumi: bisogna creare le condizioni affinché il fiume possa scorrere su un letto adeguato a quella che è la portata». Il Sindaco va giù duro. «Almeno una volta all’anno, se non due, siamo in una situazione di precarietà assoluta, di emergenza assoluta dove il Comune deve tamponare e rimediare gli errori di altri – tuona Fiordomo -. I Comuni non hanno competenze sui fiumi. Noi abbiamo attività lavorative, agricole, la cooperativa Terra e Vita, famiglie che abitano lì che abbiamo la necessità di evacuare e per fortuna che queste famiglie sono abituate da anni a questa situazione». Sulla stessa lunghezza d’onda l’assessore ai lavori pubblici Alessandro Biagiola, che ricopre il ruolo di assessore anche in Provincia con delega all’ambiente. «L’arrabbiatura raggiunge veramente limiti non più tollerabili – dice Biagiola -, perché dal 2 marzo 2011, da quando c’è stato l’alluvione sul fiume Potenza e Chienti e altre zone della regione, non è stato fatto praticamente nulla di quello che è stato chiesto alla Regione. Ci siamo attivati per promulgare una legge regionale che permettesse la pulizia del letto dei fiumi e sopratutto l’abbassamento, ma tutto è caduto nel buio.

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La protezione civile raggiunge alcune case isolate in frazione Chiarino

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Disagi alla viabilità a Chiarino

Questi provvedimenti chiesti non danneggiano l’ambiente perché nessuno intende trasformare il Chienti e il Potenza come nuove cave per la breccia: quello che si chiede è di ripristinare la profondità e l’ampiezza che gli alvei dei fiumi avevano 40, 50 anni fa quando le ondate di piena non creavano tutti questi problemi. E’ una battaglia di civiltà quella che stiamo portando avanti in uno stato dalle leggi farraginose e dalla lenta burocrazia. Il nostro grido deve arrivare forte nei confronti della Regione, dello Stato centrale, dei Ministeri. Sopratutto il governo con la legge del patto di stabilità non consente alla provincia di Macerata di spendere i soldi che ha in cassa, e che potrebbero evitare queste situazioni». Biagiola entra nel dettaglio ed elogia i cittadini volenterosi. «Al momento si registrano pochissimi eventi franosi lungo le strade e questo è un segnale importante – continua l’assessore – per cui dobbiamo ringraziare quegli agricoltori che dopo l’alluvione del marzo 2011 hanno recepito l’allarme dato da noi, hanno collaborato prima nella stesura e poi nell’attuazione e nel rispetto del regolamento rurale. Infatti si vede in maniera molto netta dove i campi sono stati lavorati correttamente e realizzati i fossi per l’acqua. Nei punti con scarsa manutenzione la strada è invasa da acqua, rami secchi, foglie che poi creano problemi lungo la sede stradale».
L’architetto Maurizio Padovano, dirigente dell’Ufficio Tecnico Comunale, ha fatto il punto della situazione sugli interventi effettuati sin dalle prime luci dell’alba. «Chiarino è la zona che ha avuto la situazione peggiore, sopratutto a ridosso del ponte che va verso Potenza Picena – dice il dirigente comunale -. Siamo intervenuti sia per spostare alcune famiglie sie per aiutarle a trasportare e sistemare i sacchi per difendere le loro abitazioni. Siamo in contatto con coloro che non hanno voluto abbandonare la casa. Da Chiarino ci siamo poi spostati lungo tutto l’asse del fiume Potenza dove si sono verificate inondazioni a Monocchia, a Sambucheto e nella zona di San Firmano. Questo pomeriggio abbiamo interrotto la circolazione sul ponte Torresi a confine con Potenza Picena. Siamo presenti con due pattuglie per monitorare e consentire quanto prima di ristabilire la circolazione. I dati che ci sono arrivati nel pomeriggio sono un po’ incoraggianti ma dobbiamo tenere alta l’attenzione. A Terra e Vita, la cooperativa dove lavorano piu’ di venti disabili, l’evacuazione è stata concordata, considerando anche i trascorsi. Ma al momento non è stata interessata dalle acque. Altro problema lo abbiamo lungo la strada Canepina tra Recanati e Porto Recanati dove il ponticello è stato letteralmente invaso dal fango, e abbiamo chiuso la circolazione».

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