Via Pavese, Collevario Sicuro torna all’attacco:
“Che fine hanno fatto le promesse del Comune?”

MACERATA - Il comitato dei cittadini che hanno manifestato due anni fa i loro dubbi sull'area, chiede spiegazioni in seguito all'epilogo della vicenda
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Crepe in via Pavese, nel quartiere di Collevario

Crepe in via Pavese, nel quartiere di Collevario

Collevario ancora sotto la lente di ingrandimento. Nei giorni scorsi l’avvocato Bommarito  ha approfondito l’iter di una lottizzazione fatta nel quartiere per la quale sono stati risolti in maniera “strana” i problemi di stabilità dell’area (leggi l’articolo), oggi è invece Francesca Ciucci del comitato Collevario Sicuro a porre l’attenzione su un altro cantiere, sempre in via Pavese. 
«Era il novembre 2011 – si legge in una nota stampa –  quando a Collevario si ebbe la notizia che sarebbero iniziati i lavori per la costruzione di trenta alloggi in edilizia convenzionata in due palazzine distinte, una in  via Verga, zona interessata anni indietro da frana e un’altra in via Pavese, zona identificata a rischio e sconsigliata all’edificazione, motivo per cui nel lontano 1995 venivano installati, a seguito di perizie del professor  Lenzi, i pozzi pizzo-metrici che avrebbero permesso il monitoraggio delle acque sotterranee che interessano la zona (leggi l’articolo).
Si ricorda che nel 2004 il Comune deliberò la variazione di destinazione d’uso di un lotto, da area verde ad edificabile e che in carica era l’amministrazione Meschini ed il committente l’ERAP (coincidenza, nel 2011 troviamo, il Meschini, Commissario Regionale Erap) e il rischio idrogeologico parve scomparire.
Ritornando al 2011, la cosa più inquietante fu che la ditta che vinse l’appalto, “la Meridiana”, se lo aggiudicò con un ribasso del 45%, nonostante fossero già evidenti i primi segnali della crisi edilizia; ribasso che preoccupò ancora di più i cittadini, visto che una spesa prevista di  1.586.167,93 euro per edificio, era ritenuta da molti tecnici ai quale ci eravamo rivolti, troppo bassa, così come da progetto, in una zona con problematiche evidenziate per anni da varie perizie idrogeologiche.

Romano carancini e Cesare Spuri durante l'incontro con i cittadini del 15 novembre 2011

Romano carancini e Cesare Spuri durante l’incontro con i cittadini del 15 dicembre 2011

Ricordiamo ancora che il 15 dicembre, sempre 2011, l’amministrazione Comunale , in un incontro con il comitato Collevario Sicuro ed in presenza di molti abitanti del quartiere, aveva dato rassicurazioni sulla ditta, visti i dubbi sollevati da un ribasso che era considerato fuori mercato, e predisposto un approfondimento d’indagine geologica che venne assicurato dall’ingegner Cesare Spuri, all’epoca dirigente dell’Urbanistica comunale, dal Presidente Erap di Macerata Daniele Staffolani e dai tecnici dell’ente architetto Lucia Taffetani ed ingegnere Marco Rughini. Inoltre alle ennesime segnalazioni dell’abbassamento della sede stradale di via Verga e del pessimo stato della curva di via Pavese, nel quale si era aperta una buca, secondo il comitato, a causa dell’acqua che scorre nel sottosuolo, l’amministrazione ci accusava di lanciare falsi allarmismi e di essere visionari (leggi l’articolo).
In data 20 dicembre 2011 l’assessore Pantanetti dichiarava che nel bilancio comunale, nel piano delle opere pubbliche, sarebbero stati inseriti due interventi urgenti per Collevario quali la sistemazione di via Verga ed il rifacimento del muretto di contenimento della curva di Via Pavese.
Il Comitato in questi due anni ha seguito in silenzio e con interesse i lavori raccogliendo nel frattempo le varie perizie idrogeologiche che negli anni sono state fatte in zona, e verificando che la ditta dal gennaio 2012 non ha molti operai nei 2 cantieri. Si è  anche constatato che i soldi promessi per la manutenzione del quartiere non sono mai stati messi a bilancio, e che la strada di via Verga continua a scendere mentre la curva di via Pavese è oggi divenuta una piccola foresta.

Un cedimento in via Pavese

Un cedimento in via Pavese

Sabato 16 novembre 2013 l’epilogo della vicenda: il presidente Provinciale Erap Staffolani dichiara che l’impresa Meridiana non è in grado di portare a termine i lavori che sono stati compiuti per il 45% del totale e che si dovrà valutare l’eventuale disponibilità a proseguire gli stessi da parte della ditta arrivata seconda al bando originale; in caso contrario sarà necessario un nuovo bando, con inevitabile allungamento di tempi.
Ora il Comitato si chiede: ma le fidejussioni che fine faranno? Saranno attivate visto che la ditta non può portare a termine quanto previsto nel bando di assegnazione? La Meridiana ha preso soldi? E se si, quanti? Il nuovo appalto quanto peserà sulle spalle dei cittadini? ( è vero che i soldi sono stanziati a fondo perduto dalla Regione, ma sono pagati dai cittadini) Infine tutte le promesse da parte dell’amministrazione comunale che fine hanno fatto? Il comitato Collevario Sicuro attende risposte».



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