David, i medici rinviano
la decisione di staccare i macchinari

MONTECASSIANO - Il 19enne ha ancora una minima attività cerebrale, riscontrata dagli accertamenti effettuati dalla commissione medica. Saranno effettuati nuovi esami
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David Carelli

David Carelli

 

di Gianluca Ginella

La vita di David Carelli è ormai appesa solo ad una minima traccia di attività cerebrale. Quella che questa sera i medici hanno riscontrato durante gli accertamenti, durati sei ore, come per prassi, dopo che in mattinata c’era stato un peggioramento delle condizioni, tale da far sorgere nei medici il sospetto della morte clinica del giovane. Ed erano state avviate le verifiche del caso, effettuate da una commissione medica. Ma i macchinari hanno rilevato una minima presenza di attività cerebrale, proprio al termine delle sei ore (gli accertamenti si sono conclusi alle 21). E così i medici hanno deciso di rinviare a domani e ad un eventuale nuovo monitoraggio di sei ore, la decisione di staccare o meno i macchinari, nel caso venisse riscontrata la morte cerebrale. Tutto ciò è avvenuto al termine di una giornata tragica per chi conosceva David e per i suoi familiari, convinti che per il 19enne non ci fosse più nulla da fare. La mamma Cinzia, il papà Leonardo e il fratello maggiore Jacopo oggi avevano deciso di donare gli organi del giovane. E i funerali erano stati già fissati alle 16 di domenica, nella chiesa di Santa Maria Assunta di Montecassiano. Per ora però c’è quella minima traccia cerebrale riscontrata dai medici e David viene mantenuto in vita e gli vengono praticate le cure del caso. Domani, come detto, saranno fatti nuovi accertamenti. Il 19enne martedì scorso aveva avuto uno choc anafilattico dopo aver preso una aspirina e aveva avuto un arresto cardiaco.

Nel corso di questa drammatica giornata, gli amici hanno pianto e scritto decine e decine di messaggi sulla bacheca  Facebook di David, per dimostrare il loro affetto per il 19enne. Lucia gli scrive, “riposa in pace amico! Da oggi nel cielo brillerà una nuova stella e quella stella sei tu”. Ludovico: “Non rimpiango il fatto di non averti visto un’ultima volta, preferisco ricordarti come l’amico divertente e spontaneo di sempre. Vivrò tenendoti nei miei pensieri”. Un lungo messaggio lo ha scritto Emanuele: “Troppi ricordi hai lasciato, Dà. Troppi. Dalle partitelle che facevamo da bambini al Conad… a quella volta che iniziasti a giocare a pallone e una frase mi rimase impressa: ma che è tutto so corre pe u pallò? Questo eri tu… quello che riusciva a strapparti sempre un sorriso”.  Marco: “Sei stata una tra le prime persone che ho conosciuto a Montecassiano, da subito abbiamo instaurato una grande amicizia, per 5 anni siamo sempre usciti insieme. Eri una persona fantastica e di persone come te non se ne trovano molte in giro. Amico, il mio è un arrivederci. Sei unico”. Helena: “Viaggia amico mio, ricerca la tua Atlantide”. Alessio scrive: “Fin dalla prima volta che ci siamo visti siamo diventati grandi amici, eri una persona che aveva sempre il sorriso stampato in faccia, e se qualcuno aveva una giornata storta tu eri lì, e cercavi qualsiasi modo per renderlo felice. Abbiamo passato molte serate insieme, al rock, al mare, a Recanati e tutte le volte tornavo a casa con gli addominali che mi facevano male per quanto ridevamo. A pensare che ora non ci sei più per un’ingiustizia, mi viene una rabbia che neanche ti immagini”. Andrea: “Ci lasci così, con le nostre lacrime sul viso e senza nemmeno averci dato il tempo di salutarti… non ti scorderemo mai… promesso”.

 

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