Macerata discute il bilancio
Zero proposte dalla politica

CONSIGLIO COMUNALE - Confermati gli aumenti alla Tares e il blocco di Imu e Irpef. Tutti d'accordo sulle colpe dello state centrale, ma la maggioranza non dice una parola e dall'opposizione non ci sono idee. Così si continua a navigare a vista
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L'Assessore al Bilancio, Marco Blunno.

L’Assessore al Bilancio, Marco Blunno.

di Marco Ricci

Più che dei contenuti, di questa prima seduta consiliare dedicata al bilancio preventivo è forse il caso di parlare di ciò che non si è visto. Perché al di là dei passaggi tecnici su Imu, Tares e aliquote Irpef illustrati oggi come nei giorni passati dall’Assessore Blunno (leggi qui), il dato evidente è l’ormai stabile black-out della politica nella sua interezza. Perché se il legislatore nazionale – come hanno sottolineato sia la maggioranza che l’opposizione – non è in grado di far altro che scaricare sulle amministrazioni locali i costi dello stato centrale inefficiente e incapace di riformarsi, in questa drammatica situazione sociale ed economica per certi versi epocale anche dal territorio non si è in grado di dare risposte strutturali davvero all’altezza.

 

 

Il Consiglio Comunale di oggi.

Il Consiglio Comunale sul bilancio

Le proposte della Giunta sulle tasse e i balzelli dal punto di vista tecnico sono ineccepibili, almeno per come la ha illustrate con la solita chiarezza e competenza l’Assessore Marco Blunno. Ma al di là del dato buon senso la discussione sul bilancio sta mettendo in luce come il centro-sinistra non faccia altro che muoversi su strade battute, quasi incapace di rendersi conto degli stravolgimenti che stanno colpendo la finanza pubblica e la società. Un’aggiustata qua, una di là, la crisi di idee di un centro-sinistra che confonde i principi con le formule non riesce a trovare – qui come a livello nazione – risposte al passo con i tempi. E come ha detto Anna Menghi nel suo intervento, “i nodi stanno arrivando al pettine”. E se il Sindaco ha ragione  nel dire che gli aumenti della Tares non dipendono dalla quantità di differenziata raggiunta, ha anche torto nel sottostimare che il costo della Tares deriva da un’antica politica dei rifiuti gestita malissimo dal centro-sinistra. Una gestione che neanche il primo cittadino ha difeso, ma quasi imputando al Cosmari o alla politica nazionale – a sua volta colpevole – le responsabilità tutte interne a Macerata. La difesa dei costi delle posizioni apicali di Smea fatta ad esempio solo poche settimana fa appare difficilmente conciliabile con una realtà di famiglie non più in grado di pagare le bollette. Seppure, va riconosciuto, a Macerata in questi anni la raccolta differenziata è cresciuta.

 

Il Consiglio Comunale di oggi, l'opposizione.

Il Consiglio Comunale di ieri

Anche guardando dall’altra parte però, verso la sponda del centro-desta, l’opposizione non sembra in grado di proporre soluzioni. Per l’ennesima volta si è limitata infatti a sottolineare, magari a ragione o magari strumentalmente, gli errori delle passate amministrazioni di centro-sinistra. Senza riuscire ancora una volta a spingersi un passo più in là. Ha ragione Pistarelli nell’affermare che “bisogna aprire una stagione non di frasi fatte e abbassare immediatamente la pressione fiscale e le spese che non possono essere più rette a questi livelli, rivisitando subito l’agenda delle priorità e i linguaggi.” Ma come farlo, appunto al di là delle frasi fatte? Si è assistito insomma ad una discussione in cui tutti hanno ragione e tutti hanno torto. Ha ragione l’amministrazione comunale ad inveire contro i governi incapaci di fare una sola riforma decente o di ridurre di un euro gli stipendi dei parlamentari buona solo a far tafli agli enti locali. Ma ha ragione anche il consigliere Nascimbeni nello spiegare come le poste di bilancio per accrescere la “mitigazione” dei costi della Tares siano pochi. E ha anche ragione l’assessore al bilancio Blunno nell’affermare che questi fondi sono pur sempre qualcosa. Ma alla fine di tutto siamo solo di fronte a piccole manovre di cabotaggio. Di buon senso, senza dubbio. Ma  inadeguate ad affrontare un mondo che non c’è più.

 

Claudio Carbonari

Claudio Carbonari

I nodi sono venuti al pettine. Lo sono davanti all’ulteriore milione e seicento mila euro di tagli dovuti ai trasferimenti statali e lo saranno l’anno prossimo quando verranno ulteriori contrazioni dei bilanci comunali che potrebbe attestarsi sui due milioni di euro. Ma una politica che non è in grado di affrancarsi dal passato, dalle colpe ma anche dalle ideologie francamente fuori tempo massimo che appaiono un copia e incolla di vecchi libri di testo adagiati in qualche scaffalatura di partito, una politica così cosa può fare oltre smussare qualche iniquità della Tares? O ci sarà qualche responsabilità nel non “guardare mai oltre” se un decreto del 1999, basato sul condivisibile principio del “chi più inquina più paga”, è rimasto ignorato per quattordici anni, come ha sottolineato il Consigliere Carbonari?

Giuliano Meschini e Fabrizio Nascimbeni.

Giuliano Meschini e Fabrizio Nascimbeni.

In questi mesi si è molto inveito contro la riforma sanitaria regionale. Giusta o sbagliata che sia è l’unica riforma vera di cui si è sentito parlare. L’unica occasione in cui ci si è resi conto non solo dell’insostenibilità economica delle vecchie organizzazioni ma anche della loro inefficienza. Il resto è davvero noia. Solo il Consigliere Idv Meschini ha provato a proporre qualcosa di diverso. Un’ipotesi magari non strettamente legata al bilancio, quella di aderire all’associazione dei Comuni virtuosi, un’ipotesi che può sembrare banale ma sottintende la necessità di trovare qualche idea nuova. E di organizzarsi invece di “procedere a braccio.” La sua ironica osservazione sulla prevedibilità stagionale dell’erba alta nel verde urbano ha avuto in questo contesto addirittura qualcosa di messianico. Che qualcosa non vada, al di là di chi amministri e di chi sia all’opposizione, salta facilmente agli occhi.

Il sindaco di Macerata Romano Carancini

Il sindaco di Macerata Romano Carancini

Forse c’è  anche un poco di mancanza di memoria  quando si è sentito affermare, per rispondere ad un’osservazione del Consigliere Pistarelli, che l’amministrazione “ha parlato il linguaggio reale.” Dopo che per tre anni, al pari  dell’opposizione, le parole più usate sono stati i palazzetti dello sport, i campi da calcio, le feste, le festicciole e le statue a riempire le pagine dei giornali e le sedute dei consigli comunali. Bene che la politica si sia accorta della crisi. Bene che il Sindaco non difenda una gestione passata dei rifiuti inadeguata e che le famiglie pagano con maggiori costi. E forse bene anche una Tares che impone alla politica di smetterla di ragionare su diatribe di tutt’altra natura.  Ma oltre al buon senso, oltre alla denuncia facile, in questa prima giornata consiliare di bilancio non si è visto altro. Con una maggioranza, ad eccezione appunto di Giuliano Meschini, mai intervenuta nella discussione. E non sarà un caso se nel frattempo, con un comunicato, il Segretario del Pd Micozzi  ha dichiarato che dall’anno prossimo il bilancio stesso andrà reimpostato da zero.

Così, tolti gli impicci del Consigliere Renis su un ordine del giorno da lui presentato per tentare di frenare il gioco alle slot machine – documento firmato prima da una decina di consiglieri e poi modificato a loro insaputa – il resto è stato davvero noia. Oggi gli emendamenti. Speriamo non sia troppo caldo.



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