Retromarcia della Robur:
“Non chiudiamo”

CALCIO - La società bianconera tranquillizza le famiglie dei ragazzi tesserati: "Entro la fine della prossima settimana presenteremo formale richiesta di assegnazione di un impianto sportivo comunale"
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Un'immagine della conferenza stampa della Robur della scorsa settimana

Un’immagine della conferenza stampa della Robur della scorsa settimana

Dopo aver minacciato di lasciare l’attività calcistica per i costi di gestione troppo elevati e l’assenza di una struttura da poter utilizzare in uso esclusivo, la Robur Macerata fa marcia indietro: “La PGS Robur 1905 non chiude – si legge nella nota stampa emanata dalla società – Entro la fine della prossima settimana presenteremo formale richiesta di assegnazione di un impianto sportivo comunale e ci ritroveremo ad affrontare l’immediato futuro alla pari (o quasi) delle altre realtà a noi similari. Stiano serene le famiglie dei nostri ragazzi, i programmi della Robur restano ambiziosi e concreti e saranno ancor più competitivi se potremo svolgerli contenendo i costi che attualmente sosteniamo. Non ci piace ciò che sta accadendo, non ci aspettavamo tante polemiche e poca concretezza sul problema, comunque attendiamo fiduciosi e guardiamo avanti nel rispetto di tutti coloro che nella Robur hanno trascorso anche un solo giorno della loro vita”. La nota stampa prosegue mirando l’attenzione sull’Amministrazione comunale: “Temiamo che la mancanza di una risposta da parte dell’Amministrazione ed il conseguente silenzio sul problema, al di là degli scontri politici che si stanno creando, possa indurre i genitori dei ragazzi tesserati Robur a cercare altre associazioni sportive a cui affidare i propri figli. Se al momento della conferenza stampa avevamo idea che fosse successo qualcosa di strano ora ne abbiamo la convinzione. Questo gioco sta durando troppo, non ci sono prese di posizione, interventi, convocazioni, nulla. La nostra chiusura potrebbe essere la soluzione del problema? Chi lo pensa sbaglia”.



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