Pezzanesi, un anno da sindaco del popolo

L'INTERVISTA - Il bilancio del primo cittadino di Tolentino tra debiti, aziende in crisi e la "linfa verde" della nuova Giunta

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gabriele censidi Gabriele Censi

Nel maggio dello scorso anno a Tolentino le elezioni amministrative hanno segnato una svolta, protagonista è stato Giuseppe Pezzanesi, eletto in un momento di grandi cambiamenti. Lo slogan vincente fu “il Sindaco del popolo” in contrapposizione alla politica dei partiti e degli apparati.  Lo incontriamo per fare un primo bilancio della sua esperienza alla guida di una giunta di centrodestra dopo tanti anni di amministrazione della sinistra. Ripercorriamo questo primo anno partendo proprio dal “Sindaco del popolo” …

“Questa definizione la rivendico perchè la sento convintamente, la mia elezione nasce da una esigenza di cambiamento. L’errore di molti politici anche oggi è di fare riferimento a schemi ormai superati di adesione ideologica. Si avverte questo scollamento tra governo centrale e territorio, i sindaci sono vicini alle problematiche dei cittadini ma a Roma non ci ascoltano.  Speriamo in questo nuovo Governo, possiamo essere teoricamente d’accordo sull’alleggerimento del peso fiscale con la sospensione dell’Imu purchè questo venga compensato con trasferimenti statali, altrimenti il bilancio da presentare a giugno diventa un percorso ad ostacoli.

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Il giuramento

 

Quali sono state le maggiori difficoltà affrontate? 

“La situazione economica-finanziaria era ed è difficile, i numeri sono inequivocabili e certificati. Il patto di stabilità pesa e siamo in una contabilità ingessata. 32 milioni sono i  mutui ereditati, non avrei voluto mai e poi mai accenderne di nuovi ma sono stato costretto per la nuova caserma dei Vigili del Fuoco e i nuovi uffici tecnici comunali. Per la ricostruzione del teatro Vaccaj troveremo i fondi con la vendita della farmacia comunale”.

Il rapporto con l’opposizione?

“La minoranza è una parte importante con cui fare un percorso di collaborazione che può dare risultati migliori per la città. Siamo stati uniti ad esempio nella battaglia ancora aperta per la sanità e l’ospedale di Tolentino. Abbiamo scelto una strada poco rumorosa e di responsabilità insieme ai due esponenti cittadini che sono consiglieri regionali (Massi e Comi). Tolentino ha un peso fondamentale nella sanità maceratese e un bacino di utenza esteso all’hinterland di circa 60 mila abitanti. L’ospedale scoppia con 8000 prestazioni di primo intervento all’anno e un pool di prestazione specialistiche di altissimo livello”.

La crisi non risparmia un territorio molto caratterizzato dal manifatturiero, ci sono diverse aziende che chiudono, si rischia una emergenza sociale?

“Abbiamo qui delle eccellenze assolute e tanti piccole e medie aziende che costituiscono un tessuto produttivo forte. Le nostre aziende stanno complessivamente resistendo sul mercato, imprenditori straordinari affrontano con grande difficoltà soprattutto il problema del credito e del calo dei consumi. Abbiamo messo a disposizione gli uffici comunali per sostenere il loro lavoro e ci stiamo impegnando fin dall’insediamento per affrontare l’escalation delle richieste di assistenza di chi sta in difficoltà. Soprattutto nell’edilizia popolare per famiglie bisognose, e poi con sostegni più diretti per l’emergenza come i buoni per la mensa scolastica e le risorse messe in un fondo dedicato per anziani e famiglie numerose”.

Pezzanesi festeggia la vittoria al ballottaggio (clicca sull'immagine per guardare il video)

Pezzanesi festeggia la vittoria al ballottaggio (clicca sull’immagine per guardare il video)

Nonostante la crisi quali segni concreti pensa di lasciare? E in che direzione? 

“Le opere pubbliche hanno spesso un percorso pluriennale e noi abbiamo ereditato non solo debiti ma anche progetti. Possiamo dire di aver completato quello relativo alla piscina comunale già precedentemente avviato. Abbiamo appaltato i lavori di messa in sicurezza di alcune scuole e strade. Stiamo lavorando all’Auditorium San Giacomo per restituire ai giovani una struttura fondamentale per la loro aggregazione. Le iniziative di carattere culturale, che sono di altissimo livello, ricordo la Biennale con la nuova direzione di Evio Hermas Ercoli, trovano nuovi spazi fisici ad hoc come l’Auditorium “Massi” al Castello della Rancia. E poi ci tengo a ricordare per l’ambiente il progetto, a cui stiamo lavorando, del collegamento ciclopedonale che dal lago delle Grazie porterà alla Rancia e all’Abbadia di Fiastra.  Insomma le risorse limitate non ci frenano anche grazie alla linfa verde di un gruppo di lavoro giovane che lascia ben sperare”.

Parliamo della vicenda della US Tolentino, il calcio è diventato un lusso?

“Intanto capisco i tifosi, la storia centenaria di questa squadra non può essere confusa con altre. Dobbiamo evitare che succeda l’irreparabile, non posso però  imporre di restare a imprenditori che pagano di tasca propria e che hanno fatto in passato la loro parte. Noi abbiamo rispettato i nostri impegni diretti intervenendo sui mutui cha avevamo garantito. Speriamo si scongiuri il fallimento e ci siano altri ingressi per mantenere l’attività sportiva, soprattutto quella giovanile che ha anche una funzione sociale”.

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Lo scorso 23 dicembre il matrimonio con Veronica

 

Come è cambiata la sua vita privata, nel lavoro e negli affetti, c’è stato anche un matrimonio che ha fatto clamore in questo anno?

“Ho dovuto mettere in preventivo la rinuncia ad alcune passioni. Una è il calcio, il Milan quest’anno l’ho visto solo tre volte allo stadio. Mia moglie per stare più spesso con me deve seguirmi negli appuntamenti ufficiali. L’impegno pubblico esige anche piccoli sacrifici. Credo di essere una persona semplice ed umile ma ci sono alcune eccezioni che sono doverose. Così è stato per il mio matrimonio che ho voluto, noncurante di critiche possibili,  come un momento di grande festa un po’ fuori dagli schemi”.

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