Sarà il consumatore
il nuovo protagonista della Raci

La Rassegna agricola centro Italia torna a Villa Potenza, con orario prolungato fino a mezzanotte, dal 10 a 12 maggio

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La Rassegna agricola del centro Italia (Raci), che dall’ormai lontano 1981 si svolge a Macerata, cambia ancora pelle. Dopo essere stata per lungo tempo vetrina del settore zootecnico, già anni fa aveva allargato il proprio orizzonte, diventando una rassegna del mondo rurale a tutto tondo. Ora compie un ulteriore passo avanti. Dopo alcune edizioni svoltesi all’insegna del rinnovamento, da quest’anno – 10,11 e 12 maggio al Centro Fiere di Villa Potenza – la Raci diventa una rassegna a ‘misura del consumatore’. Questo vuol dire che il “target” di riferimento non è più l’agricoltore, bensì la massaia che ogni giorno va a fare la spesa dal fruttivendolo, dal macellaio o al supermercato. Così come il lavoratore pendolare che ogni giorno pranza fuori casa o il ragazzo che consuma la merenda a scuola e che il sabato sera va con gli amici in pizzeria o al pub. Un cambiamento radicale, quindi, che fa della Raci un evento tutto nuovo. Per rendersene conto basta dare un’occhiata al programma della prossima edizione – la 29esima – che il presidente della Provincia (ente organizzatore), Antonio Pettinari, ha voluto annunciare in anteprima, in attesa della conferenza stampa ufficiale che si terrà nei prossimi giorni. Il quartiere fieristico sarà suddiviso in aree tematiche, dove produttori e associazioni di categorie solleciteranno i palati dei visitatori per guidarli a saper riconoscere i prodotti per la loro qualità, oltre che per l’origine protetta e garantita. Veri e propri momenti di animazione enogastronomica, con la partecipazione di docenti e allievi dell’Istituto professionale alberghiero di Cingoli e dell’Istituto agrario di Macerata, serviranno a valorizzare quelle ricette della tradizione (e non solo) basate esclusivamente sui prodotti del territorio. La Coldiretti presenterà la filiera “cortissima” della pasta prodotta con il grano duro marchigiano, la Confartigianato punterà su prodotti da forno, formaggi e salumi, mostrando anche le fasi della lavorazione. Inoltre, nel  settore del biologico ci saranno anche la Biopizzeria e l’Agripub, dove si potranno gustare le birre agricole proposte dagli artigiani birrai del maceratese.

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Nel “menù” della Raci non può mancare la carne bovina di razza Marchigiana, vera eccellenza dell’agroalimentare e prodotto trainante nel settore agricolo. Non a caso il presidente della Provincia, Pettinari, le anticipazioni circa il programma della Raci 2013 le ha annunciate durante un incontro pubblico all’azienda agraria “Morica” di Pollenza, dove Ilario Marcolini ha realizzato il più moderno e grande allevamento di bovini di razza Marchigiana della regione. Oltre 400 capi, rigorosamente selezionati, tra cui diversi tori da riproduzione. Alcuni di questi provengono dal Centro tori provinciale di Macerata, che dal 1968 si occupa di selezione e miglioramento della razza Marchigiana ed altri sono stati acquistati in  allevamenti della regione. Da meno di un anno è entrato a far parte della “scuderia” Morica anche Vasco, il toro di oltre 13 quintali di peso, appartenuto all’azienda zootecnica Ercoli di Morrovalle, che nell’edizione 2012 della Raci vinse il titolo di miglior bovino di razza Marchigiana. L’investimento della famiglia Marcolini, avviato nel 2011, in un momento di crisi economica generale, rappresenta oggi la migliore iniezione d’ottimismo per il settore del bovino da carne.

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Gli ultimi dati a livello nazionale dicono che i consumi pro capite in un decennio sono scesi da 28 a 20 chili. Nei primi due mesi di quest’anno le macellazioni bovine sono scese del 7% rispetto allo stesso periodo del 2012.  Trend negativi che però gli allevatori di marchigiana sentono di meno. Salvo alcuni piccoli allevamenti che recentemente hanno chiuso, più per mancanza di ricambio generazionale che per motivi di mercato, nella provincia di Macerata il settore zootecnico regge bene proprio grande alla Marchigiana e all’alta qualità di questa carne. Il consumatore se ne accorge, sia quando la chiede in macelleria, sia soprattutto quando la porta sulla tavola. La contrazione dei consumi in generale pesa, comunque, anche in questo settore e a soffrirne di più sono i piccoli allevatori che debbono vendere alle macellerie. Va meglio quindi per gli allevamenti più strutturati, sia perché in genere curano maggiormente la selezione e, di conseguenza, il mercato dei capi vivi, sia perché – gestendo in genere anche macellerie proprie – riescono ad assicurare la ‘filiera corta’, cioè il cosiddetto sistema ‘dal produttore al consumatore’.

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Anche questi aspetti potranno essere meglio conosciuti nell’ambito della Raci, che presenta altre due novità assolute. Una è l’Asino-Bus: si potrà girare il quartiere fieristico a dorso d’asino, secondo un percorso guidato con varie tappe tematiche. L’iniziativa mira a lanciare l’ecoturismo nel maceratese. Nella settimana di Pasqua c’è stata una sorta di sperimentazione sul percorso Matelica-Porto Recanati, mentre la prossima estate un servizio del genere sarà stabilmente assicurato per un periodo abbastanza lungo sul percorso tra Montalto di Cessapalombo e Pievebovigliana.  L’altra novità è “Raci sotto le stelle”. Per la prima volta il quartiere fieristico non chiuderà alle 8 di sera, ma – il venerdì e il sabato – si tirerà avanti fino a mezzanotte con momenti musicali e teatrali, degustando anche i prodotti tipici.

Nelle foto: alcuni momenti dell’incontro all’azienda Morica di Pollenza.

 

(redazione CM)

 

 

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