Giacomo Leopardi, il gentiluomo
Il poeta, Franco Battiato, le donne, lo stile e la speranza nei giovani
“… è così difficile fermare per strada una donna a Roma come a Recanati…non la danno (credetemi) se non con quelle infinite difficoltà delle giovani degli altri paesi…” Con spirito e amabilità Giacomo disincanta il fratello Carlo in una lettera da Roma del 1822 sulla possibilità di facili conquiste femminili romane. La confidenza che ha con lui non lo porta ad eccedere, sa mantenere il suo stile. Quello stile che è mancato a Battiato che ha dato voce alle più oscure e proterve pulsioni che ancora travagliano l’ io maschile.
Il comporre, il cantare, il raggiungere un livello elevato di fama artistica, non hanno messo un tappo protettivo all’espressione volgare, così l’ha definita la presidente della Camera, e tutto il rancore e il disprezzo per le donne sono saltati fuori con linguaggio incontrollato. Eppure il secolo scorso ha raggiunto traguardi soddisfacenti per la parità tra uomo e donna. Leggi importanti sono state fatte, la differenza di genere è diventata un valore, nei concorsi dove non valgono corruzione, voti di scambio e raccomandazioni le donne vincono e hanno successo. Tuttavia in Italia è molto più complicato che negli altri paesi dell’ occidente fare applicare le leggi senza doverle ogni volta riconfermare. L’attacco più spregevole avviene spostando il contrasto dal piano delle idee a quello del sesso e degli stereotipi sessisti più avvilenti. Tutto questo potrebbe essere presto abbattuto dall’emergere di una nuova generazione che sento meno soffocata dai pregiudizi e più aperta e leale.

Quanta ipocrisia dietro la battutaccia di battiato.
Oddio, la misoginia del Leopardi è cosa abbastanza nota.
In una lettera a Pietro Brighenti , ad esempio, il Leopardi scrisse “ l’insensibilità delle donne che io definisco un animale senza cuore” (vedi in http://it.wikipedia.org/wiki/Epistolario_di_Giacomo_Leopardi
al paragrafo intitolato “L’infelicità, le illusioni, il tedio, la speranza, la misoginia.”).
Ora io non saprei dire se le espressioni misogene del Leopardi fossero da gentiluomo o meno, ma in ogni modo, se secondo l’autrice di questo articolo di CM il Leopardi deve essere arruolato a forza, in quanto marchigiano, per la crociata anti-Battiato capeggiata dalla marchigiana Boldrini, io penso proprio che sia Leopardi che Battiato sopravviveranno anche a questo.